Base navale cambogiana a Ream, dove i cinesi fanno un po’ paura

Listen to this article

Sono iniziati la scorsa settimana i lavori di ammodernamento della base navale cambogiana a Ream sul Mare Cinese Meridionale, finanziati da un prestito di aiuto cinese.

Alla cerimonia di inaugurazione l’inviato di Pechino in Cambogia Wang Wentian ha detto che la cooperazione militare cinese cambogiana è una “colonna forte” di una “partnership di ferro”.

inaugurazione di Ream

Da vari anni analisti e rappresentanti del governo americano suonano l’allarme sulla possibile presenza militare cinese a Ream che si affaccia nel Golfo della Thailandia dalla Cambogia meridionale.

L’uso di questa base darebbe alla marina cinese un ulteriore accesso al fortemente conteso Mare Cinese Meridionale oltre a rafforzare la rivalità nella regione tra USA e Cina.

Prima dell’inaugurazione, un articolo del WP citava “rappresentanti occidentali” secondo cui Phnom Penh darà alla Cina l’accesso “esclusivo” a parti della base navale e forse permettere che Pechino faccia stare le sue truppe lì.

Phnom Penh ha sempre negato di voler permettere l’accesso a truppe cinesi in violazione ad una clausola della costituzione cambogiana che vieta basi militari straniere.

All’incontro di Singapore sulla sicurezza della scorsa settimana, il ministro della difesa Cambogiana Tea Banh ha detto che la Cina non avrà accesso esclusivo e fa solo assistenza nel rinnovamento della base che, a suo dire, è in fase di “modernizzazione e miglioramento secondo le richieste cambogiane”.

E’ ancora poco chiaro quali saranno le strutture di costruzione cinese a Ream, ma sono “modeste” secondo l’esperto della sicurezza del Sud Est Asiatico dell’università australiana di Nuovo Galles del Sud, Carl Thayer.

Le strutture includerebbero un nuovo centro di comando, sale da pranzo e di incontri come anche postazioni mediche. Saranno costruiti un bacino di carenaggio, scali di varo e due nuovi moli. Alcuni rapporti parlano di dragaggi futuri per permettere l’attracco di navi più grandi ma non si sa fino a che profondità.

Thayer ha detto a DW che l’area allocata all’ammodernamento cinese della base è circa 0,3 chilometri quadri.

“Se bisogna prendere le parole del governo cambogiano per quello che dicono e sulle informazioni disponibili, potremmo presumere che la struttura ha un uso doppio, neanche di una base” dice Collin Koh ricercatore della Rajaratnam School of International Studies a Singapore.

Gregory Poling del programma del Sud Est Asiatico al CSIS nota che l’accesso a Ream non significa che la marina cinese è geograficamente più vicina allo Stretto di Malacca, fondamentale linea di navigazione, dal momento che la Cina ha già costruito installazioni militari nel Mare Cinese Meridionale.

“Accrescerebbe però la capacità cinese di sorveglianza e raccolta di intelligence nel Golfo della Thailandia e persino nell’Oceano Indiano Orientale”. La Cina ha una base navale all’estero a Gibuti in Africa Orientale.

La Cambogia si avvicina alla Cina.

Negli ultimi anni sono comparsi vari rapporti sulla possibilità che truppe cinesi stiano in Cambogia.

Nel 2019 il WSJ riportò la notizia di un presunto accordo segreto per permettere lo stazionamento d truppe cinesi nella base navale Ream. Quello stesso anno, un progetto di sviluppo turistico cinese nella provincia cambogiana di Koh Kong attirò i sospetti che la sua pista aerea e il porto di acque profondo potrebbero essere usati dai militari cinesi.

Le relazioni USA Cambogia sono peggiorate mentre i legami con Pechino si rafforzavano. Phnom Penh rigettò l’offerta americana di finanziare il rinnovamento della base navale di Ream e sospese unilateralmente le operazioni militari congiunte con gli USA nel 2017, iniziando le esercitazioni invece con l’Esercito di Liberazione Popolare cinese, PLA.

Sophal Ear, professore nella Thunderbird School of Global Management nell’Arizona State University, ha detto a DW che il governo cambogiano è troppo coinvolto con Pechino per tornare indietro. La Cina è il maggiore investitore della Cambogia e alleato geopolitico fondamentale.

“Fecero un accordo anni fa; hanno bisogno del sostegno cinese per restare al potere. Questo è il prezzo da pagare” dice Ear.

Che impatto avrà un’espansione cinese nella regione?

L’impatto sulla sicurezza regionale dipende dall’uso cinese della struttura, dice Hunter Marston, analista di affari internazionali della ANU.

https://vajiramandravi.s3.us-east-1.amazonaws.com/media/2019/7/26/12/15/11/ream_naval_ase.jpg

Se è per “operazioni coercitive” o per escludere altre marine che operano nell’area, “porterà il sud est asiatico marittimo a diventare un’area persino più calda di presenze militari in sovrapposizione e in competizione” dice Marston a DW.

Ad essere più colpito sarà il Vietnam che da decenni è in contrasto forte con la Cina per i territori nel MCM e l’ultima guerra della Cina fu contro il Vietnam negli anni 80.

Hanoi resta profondamente sospettoso delle intenzioni di Pechino la cui presenza militare nella Cambogia Meridionale potrebbe essere vista da Hanoi come un accerchiamento di Pechino.

“Pone il Vietnam in una posizione anche su tre fronti perché deve fronteggiare la presenza militare cinese non solo sulla frontiera settentrionale ed in mare, ma anche sulla frontiera sud occidentale.” dice Alexander Vuving, professore presso Asia-Pacific Center for Security Studies ad Honolulu nelle Hawaii.

Altri governi della regione non si sono espressi sulla base di Ream, ma è comunque probabile che una presenza militare cinese espansa causi qualche apprensione.

“Con la vicinanza della base di Ream proprio nel mezzo del sud est asiatico, la maggiore presenza cinese causerà costernazione in qualche capitale” dice Natalie Sambhi di Verve Research che lavora sulle relazioni civili militari.

L’Indonesia per esempio ha qualche ansia per le incursioni marittime dei Cinesi nella sua zona economica esclusiva. “Ma la prospettiva di violazioni più frequenti se non più muscolari dei suoi mari forzerà il governo a ripensare il suo approccio” dice Sambhi.

Tutto questo spingerà ancor di più la Cambogia nell’orbita di Pechino secondo Poling del CSIS che aggiunge come Vietnam e Thailandia potrebbero pendere verso gli USA e gli altri paesi sono forse in attesa di vedere cosa succederà.

David Hutt, DW

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole