Relazioni Australia e Filippine con occhio per la Cina

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Ambizioso il futuro delle relazioni Australia Filippine, guidate dalla storica partnership strategica firmata da Marcos e Albanese a Manila

Prima del summit ASEAN Australia di Melbourne il presidente Filippino Marcos Figlio ha fatto una visita storica in Australia dove ha tenuto un discorso in Parlamento.

“Le Filippine si trovano in prima linea contro azioni che minano la pace regionale, erodendone la stabilità e minacciano il successo regionale” ha dichiarato Marcos figlio davanti ai legislatori australiani in un discorso appassionato che non ha menzionato la Cina.

Relazioni Australia e Filippine
Premier Australiano Albanese e Presidente Filippino Marcos

“Non permetterò qualunque tentativo di potenze straniere di prendersi neanche un millimetro quadro del nostro territorio sovrano” ha aggiunto promettendo di restare deciso a difendere i diritti sovrani nell’infuocato Mare della Cina Meridionale che è la sede di più scontri tra i vascelli filippini e cinesi durante da almeno un anno.

Il premier australiano Anthony Albanese ha esaltato le Filippine come un “partner strategico” ed ha firmato vari accordi con Marcos Figlio che mirano a rafforzar “l’avanzata cooperazione marittima” mentre promette di “collaborare più strettamente nel promuovere la nostra visione condivisa per la regione”.

In risposta un quotidiano cinese ha attaccato il discorso di Marcos definendolo un disegno cinico “di attirare un alleato in una strategia di provocazione” e sostenendo che le Filippine stanno radunando i paesi occidentali per tenere sotto controllo le ambizioni cinesi nel Mare Cinese Meridionale.

In vari modi le Filippine sperano che il discorso di Marcos definisca il tono del prossimo summit con i capi di stato ASEAN. Ma mentre le relazioni bilaterali tra Filippine e Australia sembrano s una traiettoria ascendente quasi a voler entrare in una “era dell’oro”, è improbabile che seguiranno anche gli altri leader della regione.

Se non altro, ancora una volta, le Filippine finirà per essere l’anomalia regionale. Sei anni prima, il presidente filippino filocinese Rodrigo Duterte fu il solo a non presentarsi all’inaugurazione del Summit Australia ASEAN.

Questa volta probabilmente il presidente Filippino sarà il solo capo di stato ASEAN ad aver investito del tutto in n partenariato totale di sicurezza con l’Australia con un occhio alla Cina.

Uno degli amici più stretti delle Filippine

“L’Australia resta e continuerà ad essere uno dei nostri amici più stretti … andremo avanti per massimizzare pienamente le potenzialità e i guadagni di questo partenariato strategico tra i nostri due Stati marittimi lungimiranti e rispettosi della legge” ha detto Marcos all’arrivo in Australia la scorsa settimana.

codice di condotta

La visita di stato non è una cosa triviale. I due paesi non sono solo alleati di trattato degli USA ma anche tra le due più antiche democrazie liberali dell’Asia-Pacifico. I due paesi hanno combattuto fianco a fianco contro il Giappone Imperiale come durante la battaglia dello stretto di Surigao nel 1944, in cui le forze australiane furono essenziali alla ricattura delle Filippine da parte del generale MacArthur da Tokyo.

Per molte ragioni le relazioni Filippine Australia furono in gran parte statiche per tutta la metà del XX secolo quando i due paesi sono stati di fatto ‘vicesceriffi’ degli USA nelle loro subregioni senza però alcuna interazione bilaterale economica o strategica.

Nel decennio scorso comunque le relazioni bilaterali hanno assunto maggiore urgenza mentre le Filippine iniziavano ad applicare il proprio Accordo di Status di Forze In Visita, SOVFA, con l’Australia dopo la crisi del 2012 alla Secca di Scarborough, quando la Cina prese il controllo di quella caratteristica di mare dopo uno stallo di un mese.

L’Australia è presto diventata un partner vitale della difesa per le Filippine mediante regolari esercitazioni con varie parti e donando equipaggiamento di difesa alle forze armate filippine. Una svolta importante si ebbe con il premier Malcolm Turnbull che fece visita due volte nelle Filippine per cementare un patto di Partenariato Comprensivo.

Il valore della nascente alleanza fu mostrato durante la battaglia di Marawi (2017), quando Canberra fornì intelligence e addestramento in tempo reale per facilitare le operazioni militari antiterrorismo contro i gruppi militanti affiliati al cosiddetto Califfato Islamico nel sud delle Filippine.

Il problema, tuttavia, era che l’allora presidente filippino Duterte rifuggì in gran parte da una più stretta cooperazione in materia di sicurezza con le potenze occidentali, anche se aveva personalmente ringraziato Canberra per l’assistenza antiterrorismo fornita al Marawi. Negli ultimi due anni, tuttavia, si è verificata una perfetta convergenza nell’orientamento strategico delle due parti.

La nuova amministrazione di Albanese in cui sono presenti vari ministri che parlano il Bahasa ha chiarito che il Sud Est Asiatico sarà la priorità strategica principale. In linea il vicepremier e ministro della difesa Richard Marles e la ministra degli esteri di origini malesi Penny Wong hanno fatto più visite nei paesi dell’ASEAN per indicare l’impegno del loro paese verso la regione.

Ma è stata Manila che si è dimostrata speciale grazie al drastico spostamento di Marcos Jr verso i tradizionali alleati occidentali, dopo mesi di flirt diplomatico non corrisposto con Pechino.

Non riuscendo ad ottenere alcun accordo concreto durante la visita in Cina dello scorso anno, il suo primo grande viaggio all’estero, Marcos Jr ha rapidamente cambiato marcia e ha accolto con favore l’ampliamento della cooperazione in materia di sicurezza con gli alleati tradizionali, in particolare Stati Uniti, Australia e Giappone.

Un caso eccezionale

Le Filippine, che hanno una democrazia liberale di stampo americano, hanno anche adottato posizioni occidentali su questioni geopolitiche chiave, in particolare sul conflitto in Ucraina e sull’accordo Australia-Regno Unito-Stati Uniti (AUKUS) sui sottomarini a propulsione nucleare.

Inoltre le Filippine hanno accettato la cooperazione militare espansa e si sono unite alle esercitazioni con l’Australia che sono culminate in grandi esercitazioni oltre ad un pattugliamento a quattro senza precedenti nel Mare Cinese Meridionale con USA e Giappone.

Incoraggiato dall’orientamento strategico di Marcos Jr, Albanese ha intrapreso una visita ufficiale a Manila lo scorso anno, la prima di un leader australiano in quasi due decenni, dove ha firmato un nuovo patto di partenariato strategico bilaterale.

La visita di Stato di Marcos Jr in Australia, la scorsa settimana, ha quindi avuto lo scopo di consolidare questa nuova era di cooperazione bilaterale, con la firma da parte di entrambe le parti di accordi nel campo della cooperazione marittima e cibernetica, oltre che di riforme di buon governo, tecnologia verde, commercio e sviluppo economico.

“Siamo ambiziosi per il futuro delle relazioni Australia Filippine, che sono guidate dalla nostra storica partnership strategica che ho firmato con il presidente Marcos a Manila lo scorso anno”, ha dichiarato Albanese durante un incontro con il suo omologo filippino.

La speranza di Marcos Jr di migliorare la cooperazione bilaterale in materia di sicurezza con l’Australia e di raccogliere il sostegno internazionale per la sua battaglia in corso con la Cina non è passata inosservata a Pechino.

In un editoriale, il quotidiano Global Times, gestito dal Partito Comunista, ha attaccato il presidente filippino per aver giocato la “carta della vittima [dipingendo] la Cina come ‘bullizzante’ nei confronti delle Filippine nel Mar Cinese Meridionale, per ottenere un maggiore sostegno internazionale ed esercitare pressioni sulla Cina”.

L’editoriale avvertiva che Marcos Jr stava mettendo il suo Paese “nella posizione sbagliata”, poiché “nessun altro Paese dell’ASEAN è disposto a sostenere le provocazioni delle Filippine nel Mar Cinese Meridionale”.

Un esperto cinese citato dal giornale ha apertamente messo in guardia la nazione del sud-est asiatico da “tentativi ingenui e semplicistici di radunare forze esterne come l’Australia, che alla fine falliranno”.

Lo scorso dicembre, infatti, i ministri degli Esteri dell’ASEAN rilasciarono una dichiarazione di solidarietà alle Filippine in seguito alle ripetute quasi collisioni tra navi filippine e cinesi nel Mar Cinese Meridionale.

Quest’anno Marcos Jr ha anche firmato diversi accordi di difesa con l’Indonesia e il Vietnam, con l’obiettivo di controbilanciare la Cina. Tuttavia, nessun altro Paese dell’ASEAN ha criticato apertamente la Cina a sostegno delle Filippine, e persino il Vietnam ha sempre più abbracciato un approccio pragmatico e conciliante nei confronti del suo gigantesco vicino settentrionale.

C’è da dubitare che l’ASEAN farà eco alla critica ultima di Marcos delle azioni aggressive cinesi nelle acque contigue. Né è chiaro se l’Australia, che è alle prese con un potenziale aumento delle missioni e con un massiccio superamento dei costi con il suo contratto per il sottomarino AUKUS da 368 miliardi di dollari, sia in grado di fornire alle Filippine un massiccio supporto militare nel Mar Cinese Meridionale.

Ma dopo la visita di Marcos Figlio, l’Australia può essere certa che almeno una delle nazioni principali dell’ASEAN sia in accordo con essa quando si parla di visione di sicurezza regionale in un Indo-Pacifico che si scontra con la Cina.

Richard Heydarian, Asiatimes

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