Ristorantini a Bangkok in strada per una città viva ed esotica

Sono una ricchezza culturale i ristorantini a Bangkok in strada ma per alcuni sembrano essere fonte di vergogna e preoccupazione.

ristorantini a Bangkok in strada di Yawarat
Khaosodenglish

Per questa ragione il popolare governatore di Bangkok metropolitana Chadchart Sittipunt vuole discutere del progetto di Ristoranti di strada sicuri a Bangkok per migliorare la qualità e la sicurezza dei ristorantini di strada a Bangkok che sono anche il luogo dove tanti cittadini comprano da mangiare per casa.

I ristorantini a Bangkok in strada a questo fine saranno divisi in tre categorie: mercati locali o di comunità, mercati di città dove chi lavora negli uffici può comprare da mangiare e i mercati per i turisti.

Proprio i mercati dei turisti e quelli di città saranno regolati per prima a cominciare dai mercati sulla Sukhumvit e l’area Silom.

Ci sarà chi è responsabile per la sicurezza e la pulizia dei mercati e dei singoli ristorantini che rischiano di chiudere se non si soddisfano gli standard.

Essendo stati più volte in passato a Bangkok ed avendoci mangiato nei ristorantini di strada, dobbiamo sottolineare di non aver mai avuto problemi fisici e che la pulizia del posto non dipendeva dai ristoranti. Per inciso ci è capitato di stare male dopo aver mangiato in un grosso ristorante famoso.

Far scomparire questi ristorantini o regolarli troppo, rischia di far perdere molto del fascino che danno a questa accogliente metropoli del Sud Est Asiatico.

Forse è solo una questione di immagine e si vuole emulare Singapore dove i ristorantini sono relegati nei Food Court o in altri centri. Ma non credo che i turisti vogliano che Bangkok assomigli troppo a Singapore.

Traduciamo un commento su questo argomento di Pravit Rojanaphruk.

Città noiosa senza ristorantini a Bangkok in strada

L’amministrazione di Bangkok Metropolitana di recente ha annunciato di voler “migliorare” la qualità e la sicurezza degli alimenti consumati nelle strade della Capitale.

Sebbene questo sia di certo un buon segno, ci sono pochi dettagli concreti.

Si spera che così non si ucciderà il fascino non solo di Bangkok ma degli alimenti di strada.

Qualunque operazione con gli alimenti venduti per strada a Bangkok deve essere fatta attentamente e deve cominciare con il riconoscere il suo fascino, la sua forza e la necessità. Ci sono pochissimi dubbi che i mercatini alimentari di strada diano una certa esoticità ma anche caoticità alla capitale thailandese agli occhi e alle papille gustative dei turisti che si avventurano ad esplorare la città.

Certo ci sono gli inconvenienti perché si prendono molto dello spazio necessario ai pedoni, aggiungono problemi al sistema fognario, e a volte lo bloccano.

Ci sono anche potenziali rischi che arrivano con la preparazione e consumo di alimenti sui marciapiedi di strade e stradine soffocate dal traffico.

Molti abitanti vorrebbero vedere tutti i ristorantini di strada ricollocati dentro monotoni centri dedicati ai ristoranti, con o senza aria condizionata, per liberare i marciapiedi di Bangkok per i pedoni come in tante città straniere. Ma questo uccide il fascino e fa più danno a quello che Bangkok è.

Immaginate Parigi senza i cagnolini e l’odore dei loro effluvi e quelli degli umani nelle strade di numerosi quartieri. Parigi senza cagnolini per strada, solo profumi senza la puzza del piscio sarebbe monotona e non la Parigi che conosciamo.

Si può dire la stessa cosa dei ristorantini di strada di Bangkok e la loro firma olfattiva.

In più, la necessità di mantenere o almeno condonare l’esistenza dei ristorantini per tutta la capitale è anche questione di necessità per la classe lavoratrice a Bangkok che dipende da loro per mangiare.

Coloro che lavorano, i più dei quali non hanno un’auto, possono camminare per qualche minuto dal loro posto di lavoro o dalle case per mangiare in uno dei tanti ristorantini.

Quindi chiedere di continuare a permettere il diffondersi nella capitale non è solo una questione di mantenere quel fascino unico di Bangkok agli occhi e alle papille gustative dei turisti stranieri, ma fa parte della necessità di permettere ai cittadini meno abbienti, ai tassisti, alle guardie di sicurezza, agli operai, di accedere ad un piatto più economico.

Ricollocarli nei centri commerciali renderebbe meno accessibili per prezzo e distanza.

Molti ristoratori che appartengono alla classe dei lavoratori, potrebbero anche non permettersi i costi per spostarsi e per affittare un posto. E non parliamo ancora di quanto profondamente noiosa diventerebbe Bangkok senza gli onnipresenti ristorantini.

Il nuovo governatore eletto di Bangkok Chadchart Sittipunt sembrava una persona sensibile e dovrebbe imparare dal successo di Chinatown di Bangkok che è la mecca di chi ama i ristorantini, sia stranieri che thai.

Non c’è ragione per cui ogni distretto di Bangkok non possa fare qualcosa di simile per i propri cittadini. Il Comune di Bangkok dovrebbe trovare i modi per migliorare il livello sanitario di questi ristorantini e ci sono molti modi per farlo.

L’ultima cosa che Chadchart devono fare è uccidere il fascino dei ristorantini di strada di Bangkok.

Una buona cosa sarebbe se il governatore iniziasse ad invitare tutti i gestori dei ristorantini e gli abitanti, sia favorevoli che contrari, per incontrarsi e deliberare per trovare il miglior modo per fare un bilancio dei bisogni di tutte le parti, secondo le modalità di operare di Chardchart, dal vivo su Facebook.

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