Ritirerà Unione Europea le preferenze commerciali a Birmania e Cambogia?

La Unione Europea articolerà la propria risposta alla situazione dei diritti umani in Birmania e Cambogia, alla luce di quanto successo a luglio in Cambogia e dopo il rapporto dell’ONU sul «genocidio» dei Rohingya nel Rakhine in Birmania, modificando le preferenze commerciali dei due paesi.

preferenze commerciali

Lo scrive nel blog della Commissione Europea la Commissaria svedese Cecilia Malström, attenta a tenere distinte le due situazioni, pur nell’intento di voler realizzare i principi ispiratori del Progetto Europeo «Tutto Tranne le Armi» sulle preferenze commerciali accordate a vari paesi.

Birmania e Cambogia beneficiano delle preferenze commerciali del progetto «che garantisce accesso completamente libero da tariffe nel mercato europeo per tutte le merci ad eccezione di armi e munizioni. Questo accesso, comunque, non è senza condizioni. Viene con una responsabilità di sostenere e rispettare i valori custoditi nelle 15 convenzioni fondamentali dell’ONU e della Organizzazione Internazionale del Lavoro».

Sulla Birmania Cecilia Malström scrive:

«Abbiamo visto una situazione profondamente preoccupante in via di peggioramento per la minoranza Rohingya. Un rapporto ultimo della missione di accertamento dei fatti dell’ONU chiede l’incriminazione dei vertici militari per genocidio e crimini contro l’umanità. Il rapporto descrive omicidi indiscriminati, stupri diffusi per mano militare, assalti ai bambini e la messa al rogo di interi villaggi. La guida del paese ha ripetutamente ignorato le richieste della UE e della Comunità Internazionale di porre fine a tutto ciò»

Sulla Cambogia la Commissaria scrive:

« In Cambogia assistiamo a sviluppi molto preoccupanti con un chiaro deterioramento dei diritti umani e del lavoro, senza che si vedano miglioramenti convincenti.
La nostra missione recente della UE ha ritrovato violazioni gravi e sistematiche della libertà di espressione, dei diritti del lavoro e della libertà di associazione. Tutto questo si aggiunge alle questioni eterne sui diritti del lavoro e dell’accaparramento dei suoli.»

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E’ una questione non certamente nuova quella a cui si trova di fronte la UE la cui azione, secondo la commissaria al commercio Cecilia Malström, deve essere guidata dai suoi principi.

«Di conseguenza quando ci troviamo di fronte al completo disdegno di questi valori, la UE deve agire» scrive.

La strada scelta è che la Commissione Europea e il Servizio di Azione esterna Europeo notificheranno alle autorità birmane l’intenzione di inviare una missione di emergenza UE di alto di livello «per valutare la situazione sul terreno. Questa missione di alto livello è all’interno di un quadro di un potenziale ritiro della Birmania dall’accordo del Tutto tranne che le Armi. C’è una chiara possibilità che il risultato possa essere il ritiro»

Rispetto alla Cambogia si è un passo più in avanti.

«Molte delle questioni risalgono a vari anni addietro ed in alcuni casi il paese ha fatto dei passi indietro. Le elezioni di Luglio di questo anno, giunte dopo la missione UE nel paese, sono state segnate dalla violenza e intimidazione come anche dalle drastiche restrizioni riguardo ai diritti politici essenziali.

preferenze commerciali UEOggi l’Alto Rappresentante Federica Mogherini ed io abbiamo perciò notificato alla Cambogia che stiamo lanciando il processo per il ritiro delle preferenze commerciali di Tutto Tranne che le Armi. Senza miglioramenti chiari ed evidenti sul terreno, questo porterà alla sospensione delle preferenze commerciali di cui la Cambogia attualmente gode.»

La commissaria al commercio ribadisce che i canali di dialogo restano aperti per Birmania e Cambogia e che ci saranno spazi di negoziato e dialogo.

«Non siamo ancora al limite della scogliera e c’è ancora tempo per Cambogia e Birmania di fare un passo indietro dal baratro. Le conseguenze comunque del percorso su cui sono questi due paesi sono del tutto chiaramente visibili” conclude Cecilia Malström, commissaria europea al commercio.

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Nei prossimi giorni esamineremo le risposte che i gruppi dei diritti umani e le autorità birmane e cambogiane daranno a questa iniziativa.