Rizieq, il ritorno a Giacarta di un moralista islamico

Rizieq
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C’erano alcune migliaia di forti sostenitori nel principale aeroporto internazionale di Giacarta a dare il bentornato al fiero religioso indonesiano Muhammad Rizieq Shihab al rientro da un esilio volontario di tre anni in Arabia Saudita.

Rizieq, capo del gruppo estremista FPI, fronte dei difensori islamici, era rimasto nel regno dopo che le autorità indonesiane lo avevano accusato di pornografia ed adulterio nel 2017.

Muhammad Rizieq Shihab sarebbe potuto tornare a casa nel 2018, quando furono lasciate cadere i capi di imputazione.

ritorno di Rizieq

Rizieq è tornato questa volta in Indonesia perché vede un’apertura politica, ma il suo rientro a casa è di cattivo auspicio per la maggiore nazione musulmana al mondo. Il paese è già segnato da crisi economia, politica e sanitaria che secondo il timore di molti il governo non riesce a gestire.

FPI, l’organizzazione fondata da Rizieq, è la più grande organizzazione moralista islamica nel paese. Fu creata dopo la caduta del regime di Suharto nel 1998 e diventò nota per aver distrutto bar e bordelli con incursioni portate avanti dai suoi membri vestiti di bianco. Essi si atteggiano a guardiani e protettori della “moralità” ma agiscono spesso come protezione del racket.

FPI vuole applicare la legge della Sharia a livello nazionale, e sostiene a questo fine sia i mezzi legali come quelli extralegali come pressioni, intimidazioni e violenza circoscritta.

FPI non è un partito politico ma appoggia candidati. Nelle elezioni presidenziali del 2014 e 2019 sostenne Prabowo Subianto, l’ex generale e genero di Suharto.

I politici corteggiano FPI perché i suoi tantissimi membri possono essere facilmente mobilitati.

Al gruppo partecipano circa 200 mila membri, ma per la reputazione di Rizieq e per la presa a livello nazionale, può contare sul sostegno di un numero doppio di sostenitori attraverso minori organizzazioni moraliste locali.

FPI era una delle organizzazioni a capo del cosiddetto movimento 2012 che fece dimettere il governatore cinese e cristiano di Giacarta, Basuki Tjahaja Purnama“Ahok”.

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In precedenza Rizieq aveva emesso la fatwas contro il Circolo Liberale dell’Islam costringendo molti dei suoi membri all’esilio o a nascondersi.

Fonti di preoccupazione

Sono cinque le fonti di preoccupazione del ritorno di Rizieq in questo momento particolare.

La prima è che FPI e le altre organizzazioni moraliste disperse nell’arcipelago non sono organizzazioni terroristiche di per sé, ma da loro reclutano molte organizzazioni come Jemaah Islamiyah (JI) e Jamaah Ansharut Daulah (JAD). I loro membri sono ideologicamente predisposti a considerare il mondo in termini di bianco e nero, a credere che chi non è un sostenitore è un infedele che non deve godere di protezione legale. Questi gruppi propendono per la violenza.

Rizieq non dice di sostenere il gruppo estremista conosciuto come Califfato Islamico. E’ chiaro che condivide l’obiettivo di creare uno stato governato dalla dura legge della Sharia che nega anche diritti e protezione alle minoranze religiose. E’ troppo furbo però a farsi avanti e sostener pubblicamente il ISIS e i suoi aderenti messi al bando in Indonesia, ben sapendo che gli procurerebbe altre noie legali.

Il suo ritorno a casa giunge quando JAD e JI hanno sofferto una serie di contraccolpi ed arresti recenti. Da agosto solo, la polizia ha arrestato oltre 80 presunti militanti JAD.

Rizieq
Muhammad Rizieq Shihab e la signora sposata

Seconda fonte di preoccupazione, Rizieq ha chiarito di volersi immettere nella politica: “Ritorno per riunirmi ai miei compatrioti musulmani indonesiani per lottare insieme a loro”. Ha anche promesso di portare al cambiamento dei capi che considera immorali e corrotti, il maggiore dei quali ci sarebbe il presidente Joko Widodo.

Mentre Prabowo Subianto ora fa da ministro della difesa di Joko Widodo, l’ex comandante delle forse speciali dell’esercito, Kopassus, chiaramente ha ambizioni da presidente per il 2024. Probabilmente continuerà a corteggiare Rizieq e dargli delle protezioni.

Terza fonte di preoccupazione è l’economia indonesiana che è in caduta libera a causa della pandemia. L’Indonesia è ora per la prima volta in recessione dal 1998 e tutte le rapide svolte economiche negative sono un favore ai gruppi estremistici che cercano la vittima sacrificale e dare la necessaria assistenza ai loro membri.

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Il paese ha quasi 450 mila casi confermati di COVID-19 ma a causa del basso numero di test il numero totale è molto più alto e non si vede la luce alla fine del tunnel.

Quarto cruccio, persino durante i tre anni di assenza di Rizieq, c’è stato un salto di violenza verso le minoranze religiose. Tra il 2017 e 2019, ci sono stati almeno 23 attacchi che hanno preso di mira luoghi di culto e tanti altri che non sono stati denunciati, secondo un rapporto della Commissione Nazionale dei diritti umani, Komnas HAM. Questi attacchi includevano attacchi alle moschee ahmadi e sciite oltre alle chiese cristiane.

Rizieq cercherà solo di accrescere questi attacchi e costringere il governo o alla accettazione oppure ad uscire in difesa dei non musulmani che porterebbe all’accusa di apostasia. Rizieq probabilmente userà anche le leggi della blasfemia del paese come fece con Ahok.

Quinta cosa, il governo di Jokowi è già sotto assedio. Lo scorso mese le forze di sicurezza soppressero proteste di massa arrestando centinaia di manifestanti contro la nuova legge sul lavoro.

Il limpido mandato elettorale di Jokowi del 2019 è stato eroso velocemente dalle cattive scelte politiche, la risposta sbagliata al COVID-19 ed ad una economia in contrazione. La sua legittimità ondeggia.

Essendo stato lontano dal paesi dagli ultimi anni, Rizieq è deciso a riaffermare la sua influenza nella politica e a cambiare lo status quo.

Le due settimane di quarantena di Rizieq potrebbero essere le due settimane più pacifiche degli anni futuri dell’Indonesia.

Zachary Abuza professore al National War College e alla Georgetown University, Washington.BENARRNEWS