Rohingya deportati a Bashar Char per paura di infezioni da COVID-19

Il Bangladesh ha portato un piccolo gruppo di Rohingya, che furono respinti dalla Malesia nelle scorse settimane e poi rimasti a largo nel mare della Baia del Bengala per il rifiuto dato loro di attraccare a Teknaf, su un’isola deserta, Bashar Char, che era stata sistemata per ospitare 100 mila profughi dei campi in Bangladesh, adducendo le paura del contagio da COVID-19.

Rohingya deportati a Bashar Char per paura di infezioni da COVID-19
AFP

“Improvvisamente alcuni Rohingya sono arrivati a Teknaf a bordo di un peschereccio. Alcuni sono fuggiti e la guardia costiera ha scortato il resto sabato notte a Bashar Char dove saranno posti in quarantena” ha detto il primo ministro Abdul Momen.

Teknaf è la punta più meridionale nel Bangladesh al confine con Myanmar.

“Li abbiamo inviati a Bhashar Char per isolarli dagli altri dei campi di Cox’s Bazar. Non sappiamo se sono infetti di Coronavirus o no” ha detto il ministro che ha rifiutato di dire quanti fossero. Il numero esatto lo ha detto in forma anonima un militare della guardia costiera. Sono 29 di cui cinque bambini, 19 donne e cinque uomini.

“Molto probabilmente resteranno lì finché non tornano in Myanmar” avrebbe detto ad AFP il ministro bangladese.

Insieme ai profughi ci saranno dieci poliziotti, medici ed infermieri oltre ai rifornimenti alimentari necessari per sopravvivere: un’operazione certamente molto costosa per portare i servizi su quest’isola deserta.

Questo è il primo arrivo di profughi Rohingya nell’isola che si trova ad alcune ore di viaggio dalla terra ferma e che è vulnerabile ai tifoni tipici della Baia. Il piano del governo del Bangladesh di spostare i campi profughi di Cox’s Bazar su questa isola è stato molto osteggiato dai gruppi dei diritti.

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A metà aprile erano approdati sulle spiagge del Bangladesh centinaia di Rohingya affamati dopo essere stati in mare quasi due mesi per aver cercato di fuggire dalle condizioni di apartheid di Myanmar o dallo squallore dei campi profughi Rohingya in Bangladesh e provare ad approdare in Malesia.

In questi due mesi tantissimi sono morti durante il viaggio ed abbandonati in mare e, quando le imbarcazioni sono giunte in Malesia, sono state respinte perché la Malesia aveva chiuso le frontiere per paura del COVID-19.

Secondo United News Bangladesh ci sarebbero stati 500 Rohingya su due imbarcazioni sulla via della Malesia a cui nessuno ha dato permesso di attraccare e che sarebbero tuttora in mare, come ha detto Nay San Lwin di Free Rohingya Coalition ad Anadolu Agency: “Abbiamo sentito che circa 500 rifugiati in due barche si trovano ancora in mare”.

Sembra che le due imbarcazioni ora si trovino in acque del Bangladesh che prova da mesi a riportare in Myanmar parte di oltre un milione di profughi che vivono sin dagli anni 90 sul proprio territorio, dove però non hanno accesso ad istruzione e cure sanitarie vivendo in condizioni precarie.

740 mila profughi Rohingya arrivarono ad agosto 2017, in una ennesima fuga per sfuggire alla sanguinosa repressione dei militari birmani in risposta ad attacchi del gruppo di insorgenza ARSA contro posti di polizia nel Rakhine birmano.

Mentre il Bangladesh ha denunciato 9455 infezioni e 177 morti da COVID-19, non si sono registrate infezioni nei campi profughi Rohingya.

sulla via di Bashar Char?

L’isola di Bhasahn Char è stata adattata con sistemazioni ed infrastrutture per ospitare 100 mila rifugiati ed alleggerire il sovraffollamento dei campi di Cox’s Bazar ma pone vari problemi secondo molti gruppi dei diritti umani e secondo l’esperta dei diritti umani ONU, Yanghee Lee, che ha terminato il mandato di inviata per i diritti umani in Myanmar.

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“Ci sono molte cose che non si conoscono ancora persino dopo la mia visita, e la cosa principale è se questa isola sia davvero abitabile.” disse l’ispettrice ONU a gennaio dello scorso anno.

Poi a febbraio di questo anno il ministro alla gestione dei disastri del Bangladesh Enamur Rahman disse cge il paese aveva deciso di ritardare il piano di ricollocare 100 mila Rohingya a Bhashan Char per un mancato sostegno delle agenzie ONU e della comunità Internazionale.

La decisione di mandare i Rohingya di rientro sull’isola di Bashar Char è stata salutata con favore da Tareq Shamsur Rahman, docente di relazioni internazionali dell’università Jahangirnagar di Dhaka.

Rohingya deportati a Bashar Char per paura di infezioni da COVID-19

“E’ una decisione saggia. Non c’è alternativa al fatto di poterli riabilitare a Bashan Char” ha detto a Benarnews ricordando che il governo deve fare attenzione ad impedire la diffusione di Coronavirus nei campi affollati di Cox’s Bazar. “Altrimenti il Bangladesh non ce la farebbe a sopportare il peso”

BENARNEWS