Salone aeronautico di Singapore: vietata solidarietà per Gaza

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Inizia il 20 febbraio il salone aeronautico di Singapore per il 2024 dove tra i tanti sarà presente il ministero della difesa di Israele, con aziende e appaltatori i cui prodotti sono usati da anni sui palestinesi compresi coloro che a Gaza sotto i bombardamenti da quattro mesi.

Questo tipo di fiere dove si radunano chi produce e commercia armi sono sempre problematiche, ma la presenza dello stato di Israele e di altri grandi imprese nel salone aeronautico di Singapore, “la fiera della difesa e dell’aerospazio internazionale più influente dell’Asia”, in un momento in cui Israele commette un genocidio davanti ai nostri occhi è particolarmente spaventoso e vergognoso.

hamas manifestazioni a KL
manifestazione in Malesia per Gaza

Un grande appaltatore della difesa israeliana, Elbit Systems, presenterà un nuovo sistema aereo senza pilota oltre a vendere munizioni “disegnate secondo decenni di esperienza operativa”. E dove hanno acquisito questa “esperienza operativa”?

Come se ciò non fosse sufficiente, la polizia di Singapore indaga su alcuni cittadini di Singapore che hanno partecipato ad azioni pacifiche di solidarietà che chiedono il cessate il fuoco, e avvisa di non fare nulla in protesta, fosse anche un manifesto, contro il salone aeronautico di Singapore.

Il salone sarà una cosa grossa dove saranno presenti governi, militari, delegazioni importanti ma vedere lo Stato agire e lanciare avvertimenti contro i cittadini che chiedono la fine delle stragi solo per evitare che il governo di Singapore si trovi in imbarazzo di fronte ai commercianti di armi e ai capi militari – comprese le parti attivamente coinvolte nel genocidio in corso – è nauseante.

Che succede se qualcuno appone un adesivo “Free Palestine” su uno stand israeliano al salone? Il governo e le società di difesa israeliane meritano di essere chiamati in causa e di essere messi a disagio e sgraditi ovunque vadano. Se questo li fa arrabbiare… beh, avrebbero dovuto pensarci prima di bombardare indiscriminatamente i civili, compresi i bambini, per mesi e mesi!

Il governo di Singapore ha espresso la sua grave preoccupazione sul “deterioramento della situazione umanitaria” a Gaza. A dicembre scorso Singapore insieme ad altri 150 paesi ha chiesto un cessate il fuoco umanitario immediato a Gaza. Mentre ciò è sempre meglio di nulla, i singaporiani hanno detto che si può fare di più.

Singapore e Israele hanno relazioni bilaterali durature: Israele aiutò a costruire le nostre forze armate ai nostri inizi e da allora continuano gli stretti legami militari. Compriamo da Israele armi e prodotti per la sorveglianza come spyware e siamo partner nella ricerca e sviluppo di armi avanzate.

Abbiamo Joint Ventures per vendere sistemi missilistici navali. Il sistema MATADOR, sviluppato dal governo di Singapore con aziende israeliane e tedesche fu usato la prima volta dai militari a Gaza nel 2009 e continua ad essere usato.

La polizia di Singapore ha dichiarato che i singaporiani che hanno partecipato ad azioni di solidarietà all’inizio del mese stavano sostenendo “cause politiche di altri Paesi”, ma è falso comportarsi come se ciò che sta accadendo a Gaza non avesse nulla a che fare con Singapore. Siamo collegati e abbiamo un’influenza. I singaporiani chiedono che il nostro governo si impegni a fondo e, invece di limitarsi a dichiararsi “gravemente preoccupato” nelle dichiarazioni alla stampa e nelle sedute dell’ONU, utilizzi davvero l’influenza che Singapore ha per fare pressione su Israele affinché fermi le stragi.

Il governo di Singapore potrebbe non gradire di essere messo in difficoltà in questo modo, ma come singaporiani sappiamo che alcune persone hanno bisogno di avere gli speroni conficcati nella pelle.

Un evento su cui indaga la polizia è un evento su invito al chiuso del 2 febbraio, dopo che la polizia sciolse un evento pubblico al chiuso qualche giorno prima che si tenesse.

Durante quell’evento i partecipanti cantavano “dal fiume al mare la Palestina sarà libera”. Per la polizia questi versi sono associati alla richiesta di distruzione dello stato di Israele, affermazione molto contesa spesso usata per zittire le voci palestinesi, e rischia di accendere le tensioni razziali e religiose a Singapore. I partecipanti sono indagati secondo l’articolo 298A del codice penale che penalizza atti “che pregiudicano il mantenimento dell’armonia tra differenti gruppi razziali e che possono disturbare la tranquillità pubblica”. La pena secondo questo articolo va da una multa fino a 3 anni di carcere.

A quell’incontro c’erano cittadini di differenti etnie, religioni ed età, cattolici, musulmani, ebrei e altri. C’erano anziani, studenti universitari, bambini. Mentre alcuni parlavano della loro fede, l’evento non era religioso né c’erano divisioni settarie. La gente era lì non per la loro razza o religione ma per la nostra umanità condivisa che ci ha fatto indignare per la rabbia, l’orrore e il dolore per la violenza e la morte dei mesi precedenti.

La gente si è radunata perché l’apatia e l’aver liquidato il genocidio come “causa politica di altri Paesi” sembrava impossibile di fronte a una tale sofferenza. Il governo di Singapore ama parlare molto di come i giovani debbano lottare per ciò in cui credono e interiorizzare valori come la responsabilità, l’integrità e l’attenzione. I singaporiani si sono riuniti per fare proprio questo. E ora sono accusati di incitare a tensioni razziali/religiose e sono indagati per questo.

Sono almeno 9 le persone invitate dalla polizia a presentarsi all’interrogatorio. Ed altre lo sono proprio ora. La polizia sembra avere fretta e sembra volerlo fare prima che inizi il Salone Aeronautico.

Il governo di Singapore dice di avere a cuore la gente di Gaza, ma ora le loro azioni dicono altro. I singaporiani afflitti dalla morte e dalla sofferenza, che hanno esercitato il diritto di scrivere e consegnare lettere al proprio Primo Ministro, o che si sono riuniti per condividere il loro dolore e la loro rabbia con altri in uno spazio creato per la cura, vengono ora incolpati di essere stati irresponsabili o di aver cercato di incitare all’ostilità.

La polizia dice alla gente di “partecipare solo ad eventi e discussioni appositamente organizzati e legittimi” ma non darà alcun permesso per un evento del genere legato a Israele o Gaza. Un cittadino che ha partecipato ad un evento fuori di Singapore è stato interrogato dalla polizia, perché il suo articolo potrebbe incoraggiare altri ad unirsi a proteste all’estero che potrebbe “mettere in pericolo” la propria sicurezza.

Nel frattempo, i rappresentanti di coloro che sono attivamente coinvolti nella distribuzione di morte e distruzione, che hanno causato l’allarmante crisi umanitaria a Gaza, sono stati accolti nel nostro Paese questa settimana per esporre i loro prodotti e guadagnarci sopra, e ci è stato detto di non protestare per la loro presenza.

E’ vergognoso ma non sorprende che questi eventi di solidarietà non abbiano trovato posto nei media locali anche se erano presenti vari giornalisti.

La copertura mediatica è apparsa solo quando la polizia ha annunciato che avrebbe indagato. È una prepotenza e un’ingiustizia che la polizia chiami le persone per aver partecipato ad azioni pacifiche, facendo perdere loro tempo con indagini inutili e non necessarie. È esasperante sapere che ci sono persone che guardano queste azioni pacifiche e decidono di denunciarle alla polizia – perché? Semplicemente perché non sono d’accordo? Perché si divertono a fare la spia su chiunque infranga la legge, anche su quella cattiva e irragionevole?

È assolutamente irritante vedere la bancarotta morale presente in una situazione in cui le persone che chiedono la fine di un genocidio sono soggette a molestie da parte dello Stato, mentre lo stesso Stato accoglie gli autori del genocidio.

E’ anche profondamente triste perché questi sentimenti di delusione della scrivente provengono dal fatto di avere fiducia in Singapore. Nonostante quanto vissuto e testimoniato negli anni, la scrivente spera per il nostro meglio nella speranza di poter stare insieme ed essere d’accordo, in modo del tutto indipendente da ciò che si pensa su altre cose, che uccidere donne e bambini, le bombe sugli ospedali, il blocco dell’accesso a medicine, acqua e cibo, il prendere nel mirino i giornalisti e fare dichiarazione di intento genocida sono cose inconcepibili da fare e che abbiamo bisogno di fare qualcosa per fermarli.

Ed è talmente triste di essere ancora una volta ricordati che si ha fede in un paese il cui governo non ha fiducia in noi e che cerca di chiuderci la bocca ogni volta che usciamo dai rigidi confini in cui ci mette.

A Gaza intere famiglie sono spazzate via, i bambini restano orfani. Il salone aeronautico di Singapore è alle porte e gli espositori mostreranno le munizioni utilizzate per infliggere questo dolore. I singaporiani vengono interrogati dalla polizia per aver manifestato pacificamente la loro solidarietà. Tutto questo è un vero schifo.

Scriverlo oggi mi sembra il minimo che possa fare sia dire qualcosa. Se questa è la posizione del nostro governo, se chi commette genocidio viene nel mio Paese mentre i cittadini pacifici vengono convocati alla stazione di polizia, il minimo che posso fare è attirare l’attenzione su questo, nella speranza che si vergognino e abbiano la decenza di provare un po’ di vergogna. Non meritano conforto.

Kirsten Han, Wethecitizen

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