Comunità sciita di Sampang e l’intolleranza religiosa

Listen to this article

L’intolleranza ha portato ad attacchi anche verso i cristiani, le cui chiese hanno dovuto chiudere, e verso gli Ahmadi, una setta islamica considerata eretica.

Il problema iniziò appena dopo che Tajul Muluk, un religioso sciita aprì un collegio nel 2004, a Sampang, in una parte di Giava Est a predominanza sunnita, facendo salire così grandi tensioni nella cittadina.

Nel 2006 fu attaccata da migliaia di abitanti dei villaggi. Quando una folla appiccò il fuoco alla scuola ed a varie case lo scorso dicembre, molti sciiti videro il fatto come l’ultimissimo episodio in un crescente conflitto settario, un conflitto che loro sostengono sia stato ignorato dalla polizia e portato avanti dagli islamici che si prefiggono di preservare la purezza della fede musulmana.

sampang sciit madura

L’Indonesia è il paese musulmano più popoloso al mondo ed è stato considerato un luogo dove differenti religioni e gruppi etnici possono vivere in armonia e dove l’Islam può convivere con la democrazia. Ma ultimamente questa percezione è stata ripetutamente messa in dubbio. Nella Giava orientale i capi sunniti stanno spingendo affinché il governo provinciale adotti dei regolamenti che limitino la diffusione dell’Islam sciita, e due grosse organizzazioni sciite del paese sarebbero impossibilitate a organizzare incontri di preghiera e a fare sermoni.

Muluk fa parte di una minoranza sempre più minacciata. La scorsa è stato condannato a due anni di prigione per aver violato un decreto presidenziale del 1965 contro la blasfemia provando a promuovere una interpretazione eretica dell’Islam. Lui nega le accuse. Gli analisti dicono che ha sfidato la struttura di potere guidata dai sunniti nel suo villaggio rendendosi così un obiettivo dei capi locali.

Secondo Ken Conboy che ha seguito l ‘intolleranza religiosa crescente nel paese “la maggior parte dei conflitti sono legati alla politica locale, legati alle differenze comunali, etniche, tribali, ma è qualcosa che è usato dai capi religiosi e della comunità”

Solo una persona è stata portata in tribunale per gli attacchi incendiari ed ha ricevuto una condanna molto blanda e rilasciato perciò immediatamente.

Alcuni giorni dopo gli incendi, la sede locale del Consiglio Indonesiani degli Ulema, un influente gruppo di religiosi musulmani, emise una fatwa contro Muluk con l’accusa che i suoi insegnamenti minavano l’immagine dell’Islam.

“Nell’Islam devi essere pulito attento ed unitario” diceva Bukhori Maksum, il capo del Consiglio di Sampang.

Durane il processo Muluk appariva stoico e incredulo, mentre sua moglie Ummu sedeva al fondo della corte del tribunale. “La ente del villaggio prova a forzarci afinché ci uniamo alla loro religione. Resisteremo perché è un nostro diritto.”

Il Signor Maksum diceva che gli sciit a Sampang paraticavano un islam in un modo che divideva la società. “Il consiglio di Sampang ha l’obbligo di rispondere a questa situazione perché se non lo facessimo, ci sarebbero maggiori problemi.”

L’intolleranza ha portato ad attacchi anche verso i cristiani, le cui chiese hanno dovuto chiudere, e verso gli Ahmadi, una setta islamica considerata eretica. L’istituto Wahid, un centro di ricerca islamico liberale, lavora con alcuni legislatori per stendere una legge che dia protezione alle minoranze , e recentemente ha denunciato una crescita del 16% in casi di intolleranza religiosa tra il 2010 e il 2011 con minacce di violenza, incendi e discriminazioni.

Molti attivisti denunciano la polizia perché chiudono gli occhi di fronte a simili azioni accusando il governo nazionale di favorire gli estremisti islamici per giochi politici, ed un esempio è un decreto del 2008 con cui si impediva agli Ahmadi di far proselitismo. Ma il governo nega che questo decreto violi la costituzione, come anche le recenti fatwe anti sciite: la loro funzione è di prevenire il conflitto sociale.

“Se gli individui praticano una forma differente di religione che è contro i principi di altre religioni, questo crea disunità e animosità” dice un consigliere del presidente della repubblica. L’Indonesia negli ultimi quindici anni si è aperta, ma l’avvento della democrazia e la decentralizzazione del potere ha permesso una maggiore presenza dei capi religiosi locali.

Molti affermano che nel governo, compreso lo stesso presidente, sono riluttanti a reprimere con la forza l’intolleranza per paura di sembrare anti-islamici. “Questa tendenza cinque anni fa accadeva solo nelle grandi città, ma si diffonde con velocità poiché il governo ignora questa situazione” dice Ahmad Suaedy del Wahid Istitute.

Sarah Schonhardt, New Yorktimes

Taggato su: , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole