Collasso per la sanità malese se non calano le infezioni da COVID-19

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Malesia rischia il collasso del suo sistema sanitario se il numero di infezioni dovesse raggiungere le 13mila unità per metà giugno.

I medici malesi si potranno trovare nella condizione di dover scegliere quale paziente deve andare nella terapia intensiva, perché il livello di infezione da coronavirus sta portando il sistema sanitario malese al collasso.

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“Il ministero della sanità mette in guardia sul possibile scenario in cui medici dovranno fare la difficile scelta di scegliere per i posti in terapia intensiva quei pazienti che hanno più prospettive di riprendersi” dice il direttore della sanità malese Noor Hisham Abdullah in una conferenza stampa in cui annuncia che il balzo ripido delle infezioni nel paese sta portando ad un rapido esaurimento di tutti i posti a disposizione. “E’ una situazione difficile che ci troviamo davanti e invitiamo a tutte le parti a lavorare insieme”

Le terapie intensive sono al 104% delle loro capacità con 1113 letti usati, mentre i letti negli ospedali COVID-19 hanno raggiunto 85% delle capacità con 10190 pazienti.

I centri di quarantena e trattamento usano il 65% dei letti a loro disposizione con 27183 letti in uso, mentre 2138 sono i ventilatori usati dei quali 39% per pazienti Covid-19. Il ministero ha già accresciuto i letti negli ospedali COVID e negli ospedali ibridi per accrescere i posti netti nella terapia intensiva. Resta comunque un problema grosso dove trovare altri lavoratori che possano lavorare nelle terapie intensive che si vanno aprendo in aree dove sono richieste.

Nel frattempo è stato portato a 21 giorni il periodo di quarantena per viaggiatori provenienti da zone ad alto rischio come India, Pakistan, Sri Lanka, Nepal e Bangladesh, mentre si lavora sia ad accelerare la vaccinazione della popolazione che ad introdurre una nuova serrata generale di due settimane a partire da giugno.

“Dobbiamo velocizzare le vaccinazioni ed a giugno potremo usare oltre 10 milioni di dosi, una cosa necessaria da fare.” ha detto il direttore della sanità malese.

Allo stato attuale il governo mira a inoculare 150mila dosi di vaccino mentre il settore dei medici privati possono aggiungere altre 40 mila dosi. Finora il massimo raggiunto è di 107 mila vaccini nell’ultima settimana.

Mentre sono 2,8 milioni di malesi ad aver ricevuto la loro prima dose di vaccino, nel Selangor 138063 persone hanno ricevuto le due dosi del vaccino, 96 mila a Sarawak nel Borneo malese, 94397 a Kuala Lumpur e 88240 a Johor. Sempre Selangor detiene il primato di prenotazioni di persone che vogliono vaccinarsi con 3,16 milioni di richieste.

Nel frattempo il governo ha deciso di iniziare a giugno una serrata di due settimane con la chiusura di centri commerciali e la maggioranza delle fabbriche per provare a ridurre sia il numero eccezionale di infezioni che di morti.

La gente potrà spostarsi nel giro di 10 chilometri dalle case e solo due persone per famiglia potranno fare la spesa e attività essenziali.

Saranno permesse attività di manifattura di alimenti e bevande, strumenti medicali e equipaggiamento medico, estrazione di petrolio e gas, elettricità, acqua e telefoni, trasporti, banche, informazione e servizi postali. L’operatività però deve essere ridotta al 60%, con attività che vanno dalle 8 del mattino alle 8 della sera, senza però la presenza di un coprifuoco, quando anche attività di alimenti e bevande dovranno chiudere.

Si spera di ridurre il numero di persone che escono di casa per lavorare da 15 milioni ad 1,5 milioni. Il settore pubblico introdurrà lo smart working fino al 80% mentre il settore privato al 40%.

Nei mesi passati i vari ordini di controllo del movimento avevano permesso lo spostamento per lavorare in considerazione di problematiche economiche, ma i luoghi di lavoro si sono rivelati essere proprio la fonte principale dei focolai del virus. Ora solo alcuni settori essenziali potranno operare e ricevere speciali permessi

La serrata sarà di due settimane e se non ci saranno effetti sarà estesa ad un mese per contrastare un’epidemia che è la più dura di sempre. Nel caso di miglioramenti, mentre saranno proibiti divieti di viaggio e di attività sociali, potranno lentamente riaprire le attività.

Sabato la Malesia ha visto la punta record di 9020 infezioni e 98 morti da Covid-19 dopo mentre le guarigioni arrancano portando ad una crescita nei casi totali, mentre il numero di casi è sceso a 6999 con 79 morti domenica 30 maggio.

La parte del leone con il 44,4% dei casi l’ha fatta la zona industriale di Klang Valley mentre la Malesia Orientale quasi il 12% dei casi. Selangor infatti riporta 2477 casi, Kuala Lumpur 616, Kelantan 612 e Sarawak nel Borneo malese 513.

I casi attivi sono oltre 78mila ed i morti 2729 con 846 in terapia intensiva e 419 intubati.

Il governo ha previsto che se il numero di casi dovesse arrivare a numeri a cinque cifre, se l’attuale tendenza del tasso di infezioni non si inverte, ci si attendono oltre 13mila infezioni giornaliere, fatto che ha portato ad elaborare questa nuova serrata.

Nel frattempo, il parlamento è ancora bloccato dopo il conferimento dei poteri d’emergenza conferiti al premier Muhyddin, il quale ha promesso a seguito della serrata aiuti fiscali non ancora definiti.

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