Arrivano le sanzioni della Comunità Europea contro 11 generali

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Mentre cresce ogni giorno il numero delle persone assassinate nelle strade del Myanmar dai cecchini dei militari e della polizia, e mentre crescono gli arresti dei giornalisti ad opera di persone che assomigliano più a criminali che a poliziotti, sono state rese note le sanzioni della Comunità Europea contro 11 personaggi del Myanmar.

Leggiamo dal Nikkei Asia Review sulle sanzioni della Unione Europea:

I ministri degli esteri della UE hanno adottato divieti di viaggio e blocco delle proprietà di coloro che ritengono responsabili del golpe in Myanmar segnando l’azione più forte finora in risposta alla cacciata di un governo eletto.

Delle 11 persone sanzionate, 10 sono i generali di più elevato grado tra i quali il Comandante in Capo Min Aung Hlaing e il vice comandante Soe Win.

“Il divieto di viaggio impedisce a chi è nella lista di entrare o transitare nel territorio UE mentre il blocco delle proprietà copre i fondi o le risorse economiche nella UE di queste persone” si legge nella dichiarazione del Consiglio Europeo. “Inoltre ai cittadini e alle imprese della UE è vietato rendere disponibili i fondi di queste persone ed identità”

Le sanzioni europee di lunedì non hanno incluso cambiamenti alle preferenze commerciali di aiuto alla confezione di Myanmar, fonte di lavoro e di moneta estera che secondo molti critici colpirebbero i comuni lavoratori.

“La UE continuerà a rivedere le sue opzioni comprese altre misure restrittive contro entità economiche di proprietà o controllate dai militari” si legge nella dichiarazione. “Allo stesso tempo la UE mira ad assicurare che le sue misure non hanno un effetto negativo sulla popolazione in generale”

Inoltre restano in piedi le misure restrittive precedenti come un embargo su armi ed equipaggiamenti che possono essere usati per la repressione, divieto di esportazione di beni che possano essere usati da militari e polizia di frontiera, restrizioni ad apparecchiature di monitoraggio delle trasmissioni.

Queste sanzioni della Comunità Europea sono state definite “pateticamente deboli ed inefficaci” dalla organizzazione Burma Campaign UK che ha fatto notare anche il ritardo di due mesi con cui giungono, dopo la morte di 250 persone.

La sola azione che porteranno è di vietare ad undici militari birmani di fare le vacanze nella UE. Alle imprese europee non si vieta di fare affari in Myanmar, come l’acquisto e l’estrazione di gas che comportano l’ingente pagamento dei diritti alle imprese dei militari, come anche non si stabilisce un periodo temporale per la revisione delle stesse opzioni adottate.

Traduciamo in parte un articolo apparso su Karennews.org sullo stato della stampa e dell’informazione nel Myanmar ad opera di Phil Thornton di International Federation of Journalists

Uno sguardo alla prima pagina del giornale dei militari Global New Light of Myanmar GLNM del 10 marzo conferma l’ultimo attacco ai media indipendenti. Sono state revocate l’8 marzo le licenze di Myanmar Now, Mizzima Media, Democratic Voice of Burma (DVB), 7 Day News e Khit Thit Media a cui è stato vietato sia di pubblicare che trasmettere su qualunque piattaforma o tipo di media.

GLNM ha scritto che il Consiglio di Amministrazione dello Stato ha conferito l’autorità al ministero dell’informazione di revocare le licenze dei cinque media indipendenti che sono destinati a “coprire notizie che hanno peso sul governo della legge e la sicurezza delle persone e sostengono coloro che commettono alto tradimento secondo gli articolo 419 e 420 della costituzione”

Ci è vietato di dare notizie su qualunque piattaforma, vogliono chiuderci la bocca” dice Toe Zaw Latt di DVB che è preoccupato della violenza espressa contro manifestanti e giornalisti.

“Sanno dove viviamo, dove vivono le nostre famiglie, dove lavoriamo e cosa facciamo. Ci sono blocchi stradali, usano munizioni vere, granate, gas lacrimogeni e incursioni notturne per arrestare la gente. Non posso tornare a casa mia. Devo continuare a spostarmi da un luogo ad un altro e questo riduce la nostra possibilità a ricevere dei rapporti dal vivo” dice Toe Zaw Latt che ricorda quanto successo ad un giornalista di DVB Kaung Myat Hlaing che dal suo balcone riuscì a trasmettere per un po’ in diretta prima di essere arrestato e finire poi in ospedale per le ferite riportate durante gli arresti.

Mentre DVB, come anche altri media chiusi, trasmettono e pubblicano da un paese terzo, la revoca delle licenze comporta che molti giornalisti lavorano senza lavoro pagato e sono sotto intensa pressione dei militare.

“Dobbiamo spostare i nostri uffici, mantenere un profilo basso, smettere di usare i nostri nomi, le nostre voci e non possiamo usare il nostro volto. Treni e bus sono fermi, le auto sono perquisite ai blocchi stradali alla ricerca di materiale di incriminazione. Di notte i soldati distruggono le auto che incontrano sulla loro strada. Viviamo col coprifuoco e restrizioni ad internet e telefono, la nostra vita ordinaria è finita” dice un giornalista dal nome falso di Aye Win.

Nei luoghi più caldi delle proteste sono state impiegate due famigerate divisioni di fanteria leggera, la 33 e la 77, che si sono fatte notare per la loro barbarie nello stato Rakhine e nello stato Kachin nel 2017.

“La LID 77 è noto che rivolse le proprie armi contro i manifestanti monaci disarmati nel 2007”

“Hanno fatto arrivare le forze speciali come la LID 33 e 77, cecchini e abbiamo visto soldati cambiarsi l’uniforme con quelli della polizia” dice un giornalista a IFJ

Sulla reputazione di queste due unità riferisce a IFJ un militare dei gruppi armati etnici.

“Possono fare i duri quando combattono abitanti di villaggi disarmati. Sentiamo che il loro morale è basso e non vogliono combattere più, ma non hanno altra scelta perché sono sotto ordini severi e sappiamo che fanno uso di droghe” dice l’ufficiale che sottolinea come le organizzazioni internazionali debbano usare i soldi per dividere i militari e non perderli sull’addestramento sui diritti umani.

“Non conosco i nomi ma si sente che alcuni ufficiali sono stati arrestati ed è possibile una divisione interna, ma deve essere vasta per avere un peso”

Oltre al divieto di trasmettere, molti media hanno subito la distruzione dei propri uffici da parte dei militari.

Secondo Human Rights Watch dal giorno del golpe “la giunta ha arrestato 34 giornalisti ed alcuni sono ancora sotto arresto senza accusa” ed il “loro attacco alla stampa è un tentativo chiaro di sopprimere notizie della diffusa opposizione popolare al governo militare.”

In totale sono oltre 2000 le persone arrestate fino al 9 marzo e molte di loro sono state torturate fino alla morte, come è il caso di due militanti del NLD morti durante la detenzione.

La tortura è una tattica di questa giunta militare insieme agli arresti. Le morti recenti di due membri del NLD in detenzione ha mostrato il loro uso della disumana tortura, e la sicurezza e dignità di questi detenuti è materia di grave preoccupazione” scrive la ONG Assistance Association for Political Prisoners, AAPP.

“Incoraggeranno la divisione tra i gruppi etnici che temevano la Birmanizzazione delle loro terre e cultura. La useranno come arma e accresceranno le divisioni. Ci vuole solo una scintilla perché funzioni. Diranno ai manifestanti Bamar (l’etnia maggioritaria di Myanmar da cui prese il nome Birmania) ‘vedete le armate etniche che non fanno nulla per aiutarvi’” è quanto dice Kyaw Win a IFJ sull’abilità del Tatmadaw a creare divisioni lungo linee etniche.

E’ un lavoro che in assenza di media sarà ancora più facile perché sarà difficile avere “informazioni reali raccolte e diffuse per informare la gente … se non c’è reale informazione riempiranno il vuoto di disinformazione e mi preoccupa”

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