2018 anno di uscita di scena di Prayuth e la giunta?

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Cosa porterà il 2018 alla politica thailandese? Alla fine del 2017 sono cominciate ad emergere indicazioni di come la giunta NCPO si preparerà alla sua uscita di scena dal potere nel 2018.

Ci sono vari scenari che vanno dalla uscita di scena per sempre dal potere, alla compromissione delle elezioni, al cambiare la data ad un momento indefinito. Il PM Prayuth è mutevole su questa domanda.

Ora dice di odiare l’essere al potere, ma poi minaccia di governare il paese per sempre oppure chiede alla gente cosa ne pensa se si presentasse alle elezioni.

Poi è giunto l’ordine 53 del NCPO. Esso è essenzialmente un emendamento per decreto alla Legge Organica sui Partiti Politici, le regole che chiedono ai nuovi partiti di registrarsi ed ai partiti attuali di aggiornare i loro elenchi alla Commissione Elettorale entro il 5 gennaio 2018. Il mandato della legge va in conflitto con il divieto precedente del NCPO di tutte l attività politiche. Ma NCPO ha rifiutato di togliere questo divieto esercitando però il potere secondo l’articolo 44 della costituzione di estendere il periodo di registrazione al secondo trimestre del 2018.

Quest’ordine del NCPO fa qualcosa in più di estendere la data. Permette ai nuovi partiti di cominciare il processo di registrazione il 1 marzo, mentre ai partiti attuali, Partito Democratico e Puea Thai, possono iniziare il processo il 1 aprile. Inoltre l’ordine pone fine alle tessere dei partiti esistenti. I membri si devono registrare di nuovo e quindi ci si aspetta che perderanno tantissimi membri. Questo resettaggio, sostiene la NCPO, mette alla pari i vecchi ed i nuovi partiti.

Il piano del NCPO per il 2018 si è fatto così più chiaro: segnala che Prayuth proverà a prolungare la sua presa sul potere mediante metodi costituzionali, competendo alle elezioni con un partito della giunta. Di recente il primo ministro ha viaggiato per diverse province e sono comparse foto sue insieme ai politici locali. E’ probabile che Prayuth formerà un suo partito usando la rete attuale di mafie e procacciatori di voti locali che lui, tre anni fa, condannò come la radice della democrazia sporca del paese.

Si dice anche che il ministero degli affari esteri ha notificato alle ambasciate thailandesi di prepararsi alle elezioni a novembre benché il governo rifiuti di confermarlo.

Funzionerà questo piano?

Mentre i militari sono bravi a lanciare golpe, non lo sono altrettanto quando devono pianificare una uscita di scena dal potere.

Secondo le esperienze precedenti, ci sono in attesa varie scelte possibili con varie conseguenze. Nel 2006 il generale Sonthi Boonyaratklin invitò il membro del Consiglio della Corona Surayuth Chulanonda ad essere primo ministro. Poco dopo un anno, si completò una nuova costituzione, furono previste le nuove elezioni ed i capi della giunta tornarono pacificamente nelle baracche.

Ma quel relativamente breve golpe fu criticato per essere stato un’occasione sprecata, perché non riuscì ad annullare il potere politico di Thaksin Shinawatra i cui amici vinsero le elezioni successive del 2007.

Nel 1991 una giunta militare nominò un governo civile di tecnocrati, guidato da Ananda Punyarachun, che andò bene fino a quando il generale Suchinda Kraprayoon fece pressione sui partiti politici per essere “invitato” ad essere primo ministro outsider, non eletto. Questo atto accese rivolte mortali che chiusero per sempre la carriera politica di Suchinda ed aprirono la strada alla liberalizzazione degli anni a seguire.

Il golpe del 2014 fu come sempre eseguito bene. Ci sono prove che ci sono voluti mesi se non anni di pianificazione. Ma come i golpisti prima di lui, Prayuth si trova davanti a scelte difficili per la strategia di uscita di scena della giunta. Dev evitare di accendere rivolte degli oppositori del regime, come anche evitare che il golpe sia etichettato come occasione sprecata dai suoi simpatizzanti.

NCPO sta finendo le scuse per restare al potere. Alcuni della giunta affermano che la missione è compiuta: la costituzione del 2017 è stata fatta ed approvata nel referendum del 2016 rendendola la costituzione democratica ideale nella logica della giunta.

Yingluck Shinawatra è stata condannata e le sue proprietà sequestrate. E’ fuggita dalla Thailandia e il partito del fratello Thaksin, Puea Thai, è ora disorganizzato. Re Vajiralongkorn è salito al trono tranquillamente , e la cremazione di Re Bhumibol è andata avanti con la gusta maestria.

Se NCPO dovesse restare farebbe più danno che bene anche se la si giudica secondo i suoi termini. Qualunque lavoro sia rimasto incompleto non lo può completare Prayuth.

La corruzione è ancora rampante sotto il governo della giunta ma Prayuth non sembra intenzionato a mettere in riga nessuno dei suoi uomini. Il suo vice primo ministro Prawit Wongsuwan è stato coperto di ridicolo sui media sociali dopo aver volato con i suoi amici in aerei privati ed un personaggio televisivo alle Hawaii. Più di recente si è scoperto che possiede orologi di lusso che valgono milioni di baht, orologi mai dichiarati e la cui origine non ha voluto chiarificare.

Questo segue il famoso scandalo del Rajakhabti Park in cui era implicato proprio l’ex capo delle forze armate.

Sul piano economico la visione della Thailandia 4.0 non mostra di materializzarsi. Senza un piano economico concreto e buono la Thailandia si dirige verso un “decennio sprecato”.

Piano A, Piano B

partecipare alle elezioni con un partito per procura è una scelta rischiosa per Prayuth. Partiti simili delle giunte passate non hanno mai vinto le elezioni successive, e le prospettive per Prayuth non sembrano affatto migliori.

Sia Puea Thai che i Democratici hanno apertamente attaccato il suo piano e portato l’ordine della NCPO davanti alla Corte Suprema. I politici civili sono rimasti in silenzio per tre anni sperando in un ritorno veloce alle elezioni. Ora che la NCPO ha fatto conoscere il proprio piano obbedienza e pazienza no sono più virtù. I sostenitori della giunta sono stati costantemente attaccati dalla giunta e non vedono alcuna ragione per cui votare Prayuth che deve competere con i Democratici per i voti di chi è contro Thaksin.

Nell’arena elettorale i generali sono dei pivelli se paragonati ai veterani di tante campagne elettorali

C’è sempre un piano B naturalmente. Questo potrebbe essere un autogolpe dove la giunta usa i poteri dell’articolo 44 per fermare l’applicazione della costituzione del 2017 ed impedire le elezioni.

Alternativamente la giunta NCPO potrebbe optare per l’opzione di un primo ministro outsider. Se nessun candidato dovesse ricevere la maggioranza assoluta da entrambi il senato e la camera bassa dal parlamento del dopo elezioni, si potrebbe eleggere un esterno col voto congiunto dei due terzi.

L’opzione dell’autogolpe farebbe salire solo le tensioni. La seconda scelta è persino più complicata e meno promettente rispetto ad un partito per procura. L’amministrazione di Prayuth però agisce secondo volontà Lo stesso primo ministro fa errori seriali e potrebbe essere che sotto stress scelga l’opzione sbagliata senza una spiegazione vera.

Ma non tutto è perso: persino se NCPO dovesse lasciare il posto ad un governo civile, le sue impronte sono dovunque. L’assemblea legislativa della giunta ha promulgato una legge sulla sicurezza informatica che permette una sorveglianza migliore dei cittadini.

Il piano ventennale nazionale limiterà le scelte governative sulle politiche. L’ISOC, l’agenzia di intelligence da guerra fredda è stata aggiornata per monitorare le politiche normali. Centinaia di persone sono in carcere per sedizione lesa maestà, reati informatici e disubbidienza agli ordini della giunta. Altri sono fuggiti all’estero.

Poiché la NCPO nomina propri alleati nelle agenzie di controllo, nessuna ricompensa è possibile per le vittime dei suoi abusi anche se la giunta lasciasse il potere. Né queste agenzie saranno indagate per corruzione sotto la giunta.

uscita di scena della giunta NCPO

Più importante, la nuova costituzione è attiva. Il suo meccanismo contorto di controlli ha posto delle facili trappole per i prossimi governi.

Dopo tre anni di stagnazione il 2018 sarà un anno di cambiamenti per la politica thai, in meglio o in peggio. La situazione attuale non è sostenibile e ricominceranno di nuovo più aperte lotte per il potere

Chi è vissuto finora con la fantasia di un’apolitica utopia pacifica thailandese deve svegliarsi alla dura realtà che tutto quello che la giunta NCPO ha fatto è di sopprimere temporaneamente il conflitto politico se non approfondirlo con la sua iniquità e crudeltà.

Khemthong Tonsakulrungruang, New Mandala

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