Sicurezza Filippine nel 2020: tra gruppi jihadisti e mare cinese meridionale

Sono ancora vive le preoccupazioni della sicurezza delle Filippine nel 2020, mentre sarebbe stato sventato un attacco con bombe alla cattedrale cattolica di Isabela sull’isola meridionale di Basilan, a maggioranza musulmana, portato avanti dalla fazione di Abu Sayaff affiliata al ISIS comandata da Furuji Indama.

Sicurezza Filippine nel 2020: tra gruppi jihadisti e mare cinese meridionale

Nel villaggio di Menzi è stato scoperto un gruppo che preparava un attentato e sono stati sequestrati materiali esplosivi e sono stati arrestati due uomini Muzrim Illahan e Kadir Ajanal del gruppo di Furuji Indama subentrato ad Isnilon Hapilon dopo la sua morte a Marawi.

I due terroristi non sarebbero riusciti a portare a termine l’attentato per la stretta sorveglianza posta da polizia e militari che da un anno e mezzo tengono le isole meridionali filippine in una morsa di ferro.

A Sulu inoltre, sempre nelle Filippine meridionali, è stato liberato l’ultimo ostaggio indonesiano nelle mani di Abu Sayaff, dopo la precedente liberazione di altri due marinai indonesiani ad opera della sicurezza filippina.

Il generale Sobejana del Comando di Mindanao Orientale ha definito “un importante risultato” l’operazione che “prova che gli sforzi sostenuti delle operazione di salvataggio e di sicurezza per mettere sotto e degradare Abu Sayaff sono stati efficaci”.

Il governo filippino dopo Marawi ha intensificato drasticamente la presenza dei militari da Basilan alle isole di Sulu ottenendo risultati buoni nella lotta contro il gruppo di Abu Sayaff, aiutato anche dagli accordi di pattugliamento in mare fatti con Indonesia e Malesia per controllare una zona di mare di confine molto poroso.

Traduciamo un articolo apparso su The Strategist di Aileen San Pablo Baviera sulle prospettive della sicurezza nelle Filippine nel 2020 che abbraccia la questione del Mare Cinese Meridionale, l’insorgenza musulmana.

Le problematiche della sicurezza Filippine nel 2020

A metà della presidenza di Rodrigo Duterte, restano importanti le preoccupazioni di sicurezza sia interna che esterna nella coscienza degli esperti e rappresentanti della sicurezza del paese.

L’ansia è particolarmente acuta nelle aree marittime circostanti: le caratteristiche di terra e le acque disputate del Mare Cinese Meridionale ad ovest, i mari di Sulu a meridione e quello delle Celebes a sudovest.

Nel mare cinese meridionale la maggiore preoccupazione sono le pretese espansionistiche cinesi e gli sviluppi dello scorso anno indicano che giungeranno altri problemi per questa questione che dura da molti anni.

Manila e Pechino, comunque positivamente, hanno convocato un meccanismo consultivo bilaterale inteso per la discussione esclusiva delle questioni che sorgono dalle dispute del mare cinese meridionale. ASEAN e Cina hanno continuato la lavorare per un codice di condotta regionale facendo progressi su una singola bozza di testo di negoziato.

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Resta comunque un fatto incontrovertibile: la Cina ha modificato in modo permanente gli ambienti di sicurezza e geofisica nel Sudestasiatico con la costruzione e militarizzazione di isole artificiali sin dal 2014.

La Cina mantiene una presenza costante vicino alle aree occupate dagli altri stati che rivendicano aree in mare, mobilitando sia imbarcazioni civili che militari per asserire la sovranità e per prevenire in modo efficace che alcuni paesi, come Filippine, Vietnam e Malesia, intraprendano sfruttamento di risorse nelle aree contese.

La Cina ha anche continuato a rigettare il verdetto dell’arbitrato secondo cui molte delle sue azioni erano una violazione dei diritti in mare delle Filippine.

Le azioni cinesi non sono state affatto contenute dalla diplomazia o dalle decisioni legali internazionali ed anzi è parso che nella competizione di potere crescente con gli USA, alimentate dalla guerra commerciale e tecnologica, e per la politica interna cinese con Jinping che approfondisce il controllo centralistico del suo stato-partito, i cinesi siano diventati sempre più nazionalistici, ambiziosi e presenti.

Le consultazioni Filippine Cina e ASEAN Cina sarebbero dovute essere sistema normativo proattivo nel forgiare nuove direzioni per le relazioni con la Cina. Tuttavia possono ottenere poco più di una legittimazione di un nuovo status quo che permette al comportamento cinese di non esser contestato.

Tuttavia Duterte ha mantenuto la sua posizione accesa e risentita rispetto alla critica degli USA e di altri paesi alla storia dei diritti umani nella sua guerra alla droga. Comunque in una visita in Russia definì gli USA un amico stretto delle Filippine, affermando anche che la Filippine continuano a sostenere i valori della libertà e del liberalismo per dire che la sua visita in Russia non era una rottura con l’occidente.

Questa dichiarazione è in forte contrasto a quella del 2016 fatta nella sua prima visita in Cina, quando definì la sua posizione di fulcro sulla Cina annunciando la separazione dagli USA.

Sulla guerra commerciale Cina USA Duterte spiegò ad un recente summit ASEAN a Bangkok che Manila non prendeva le parti di nessuno. La posizione di politica estera indipendente diventava meno giocata sulla Cina in favore di una diversificazione di amicizie, mentre si rafforzano le capacità di difesa in anticipazione delle continue minacce e sfide di sicurezza in mare.

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Le altre grandi preoccupazioni di sicurezza regionale delle Filippine riguardano la diffusione del terrorismo e dell’estremismo violento.

Internamente la pace col MILF a Mindanao Musulmana sembra aver realizzato la creazione di una regione autonoma Bangsamoro. Naturalmente si devono affrontare le immense sfide di governo per avere uno sviluppo sostenibile e sicurezza attendibile per questa regione distrutta dal conflitto.

Una lezione da imparare per il paese è che il non riuscire a contenere il conflitto all’interno delle proprie frontiere crea tensioni in eccesso e vulnerabilità con gli stati vicini.

La sconfitta del IS nel Medio Oriente ha portato in un incremento dell’influenza ed attività estremista nella regione. Si teme che siano tornati combattenti in Indonesia, Malesia e Singapore, mentre altri hanno provato la lotta jihadista per creare un califfato in luoghi dove il governo è tradizionalmente debole come Mindanao Musulmana.

La battaglia di cinque mesi a Marawi nel 2017, portata avanti dai gruppi affiliati al ISIS, ha dimostrato le condizioni di fragilità nelle Filippine meridionali come anche la capacità degli estremisti di fare guerriglia urbana.

Da sempre legate alle strategie di controinsorgenza della campagna filippina, le forze armate filippine ora devono affrontare la sfida di affrontare conflitti armati in grandi centri popolati e di lavorare con altri stati nel rompere la rete criminale regionale e transnazionale che alimenta l’estremismo violento.

La cooperazione contro il terrorismo tra Filippine, Malesia ed Indonesia ha acquisito una forte dimensione marittima con l’applicazione dell’accordo cooperativo trilaterale nel 2016.

I tre paesi hanno una condivisione di notizie di intelligence, pattugliamenti in mare coordinati e missioni aeree congiunte su un’area comune nei mari di Sulu e Celebes.

Sicurezza Filippine nel 2020: tra gruppi jihadisti e mare cinese meridionale

Ne è seguito un calo enorme dei rapimenti in mare causati dal gruppo Abu Sayaff, non tanto per l’accordo in sé quanto per un controllo più efficace e la prevenzione di movimenti di frontiera imposti unilateralmente dalle Filippine e Malesia nelle aree di propria giurisdizione.

Eppure la piaga del terrorismo la si può sconfiggere solo con la cooperazione di paesi vicini e con altri che condividono questo grande problema.

La promozione del governo Duterte di una politica estera più diversificata e pluridirezionale, compreso il mantenimento delle alleanze tradizionali, potrebbe essere la cosa necessaria per creare l’agilità che le immense incertezze negli ambienti esterni domandano.

In fin dei conti la sola garanzia affidabile, sia di autonomia di politica estera, integrità territoriale o sicurezza contro minacce armate esterne e forze destabilizzanti internamente, è un governo che prende in seria considerazione lo sviluppo della difesa e delle capacità di sicurezza.

Aileen San Pablo Baviera ASPI