Sihanoukville in Cambogia epicentro di lavoro forzato schiavitù e tortura

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Cinque ambasciate asiatiche a Phnom Penh hanno sollevato col governo cambogiano gravi problematiche relative al lavoro forzato schiavitù e tortura subiti da propri connazionali nella città costiera di Sihanoukville in Cambogia ed anche a Phnom Penh, Pursat e Koh Kong.

Le cinque ambasciate asiatiche a Phnom Pehn sono quella indonesiana, vietnamita, thailandese, pachistana e cinese hanno denunciato la presenza estesa di rapimenti, racket estorsivi, persone vendute e trafficate oppure ingannate a lavorare in Cambogia col miraggio di una buona paga, ed hanno messo in guardia i propri connazionali a valutare le offerte che arrivano dal regno.

sihanoukville in Cambogia
Cindy Liu VODenglish

Su questi stessi temi la ONG LICADHO ha emesso un comunicato di 35 ONG cambogiane, pakistane e dell’ASEAN, come le cambogiane Adhoc, CCHR oppure International Justice Mission, e Transparency International o Progressive Voice Birmana, che denunciano la precarietà del mercato del lavoro cambogiano e la situazione drammatica a Sihanoukville con l’arrivo dei casinò cinesi e delle gang criminali lì presenti.

“Siamo profondamente turbati dalle notizie di un diffuso traffico di esseri umani in Cambogia che porta al lavoro forzato, schiavitù e tortura in vari angoli del paese. Decine di notizie di media e resoconti di vittime raccolti da giornalisti locali ed internazionali indicano che migliaia di persone, per lo più stranieri, sono intrappolati in queste situazioni. Chiediamo al governo di attivarsi in modo significativo e coordinato per rispondere a queste gravi violazioni dei diritti umani e di indagare le presunte complicità tra alcune autorità e le imprese criminali.

Dai rapporti e dai resoconti delle vittime si evince che gli abusi coinvolgono cittadini stranieri che sono stati rapiti, venduti, trafficati o costretti ad accettare lavori in Cambogia, dove sono poi detenuti in grandi strutture e costretti a lavorare, conducendo spesso operazioni di frode online che prendono di mira stranieri al di fuori del paese. Chi è riuscito a sfuggire dice di aver vissuto minacce fisiche e mentali e violenze da parte dei loro carcerieri. I rapporti indicano che la maggior parte di queste grande strutture sono localizzate a Sihanoukville, anche se abusi simili sono stati denunciati a Phnom Penh, Pursat, Koh Kong e altre province.

Questa grave realtà è stata riconosciuta da diverse ambasciate. L’Indonesia emise un avviso sulla situazione a gennaio 2021, il Vietnam avvisò i propri cittadini di tali operazioni a giugno 2021, il governo thai a novembre 2021, l’ambasciata pakistana ha detto di aver salvato 4 suoi connazionali a gennaio 2022. L’ambasciata cinese ha pubblicato varie dichiarazioni ed avvisi su tali operazioni. La polizia thai ha espresso grave preoccupazione ed ha accresciuto gli sforzi di intervenire nei casi in cui sono trafficati cittadini thai che finiscono in queste strutture”

A febbraio 2022, 165 indonesiani sono stati liberati dalle strutture gestite dalla mala cinese e costretti a lavorare finanche per 12 ore al giorno dopo essere stati attirati dalla paga alta nei casinò online. Entrati con visto turistico, a loro veniva sequestrato il passaporto e poi portati da Sihanoukville nei luoghi dei vari casinò. Frequenti sono i casi in cui i singoli lavoratori venivano venduti tra i vari gruppi criminali.

Nel caso avessero voluto abbandonare quel lavoro dovevano versare alla compagnia da 3000 a 5000 euro per “ripagare” i costi necessari per farli arrivare in Cambogia.

Continua il rapporto:

“Giornalisti internazionali e locali sono stati fondamentali per portare alla luce questa crisi di diritti umani facendo inchieste sulle vittime, i colpevoli e le istituzioni governative coinvolte nelle operazioni. Le notizie hanno implicato un ben noto magnate cambogiano e un senatore del partito al governo come personaggi connessi ad alcune di queste operazioni.”

Secondo un articolo di Vodenglish, il magnate sarebbe Try Pheap, in lista nera per le autorità USA, che gestisce operazioni di frode online in una struttura molto isolata in una zona economica esclusiva vicino la frontiera con la Thailandia a Pursat, dove lavorano migliaia di persone e dove anche la polizia e le autorità hanno scarso accesso.

“Pheap tra i magnate più noti del paese, è il solo direttore della Zona economica Esclusiva MDS Thmor Da … era noto da tempo nel commercio del legname ed è stato accusato di gestire operazioni miliardarie di contrabbando di legname. Fu consigliere di Hun Sen e nel 2019 fu sanzionato dagli USA perché avrebbe comprato la protezione dei militari e della polizia. La sua SEZ ha 2265 ettari divisa in due tra agroindustria e complessi commerciali,secondo il sito del gruppo…”

Continua la dichiarazione delle 35 ONG:

“Mentre alcune autorità cambogiane hanno risposto ad una serie di denunce individuali, questa crisi non la si risolve caso per caso. C’è bisogno di una risposta mirata e coordinata da parte del governo cambogiano, delle ONG nazionali ed internazionali, dalle agenzie ONU e da altri governi per rispondere alla vastità di questa crisi.

Invitiamo il governo cambogiano ad assolvere alle proprie responsabilità di indagare gli abusi nel proprio paese; abolire tutte le strutture legate al gioco d’azzardo e operazioni di frode, associate al lavoro forzato, alla schiavitù e tortura; ad assicurare che coloro che sono intrappolati nella rete siano rilasciati e garantiti la sicurezza; a perseguire i colpevoli secondo la legge cambogiana.

L’esistenza continua di queste operazioni è una tragedia e siamo inorriditi dal fatto che la Cambogia sia usata come base per tale disumanità. Tutte le agenzie importanti devono immediatamente garantire che nessuno sia soggetto a schiavitù o tortura in Cambogia.”

Anche la Cina sembra preoccupata per quanto avviene in Cambogia anche nei confronti di propri connazionali che sono stati adescati e costretti a lavorare in queste strutture della malavita arrivando ad offrire la collaborazione diretta della propria polizia in Cambogia, un po’ come se si trattasse di una propria provincia.

Ora che si avvicinano le prossime elezioni locali il 5 giugno in Cambogia e che il governo di Hun Sen vuole riprendersi tutte le cariche in gioco, il ministro degli interni cambogiano Sar Kheng promette che tutto sarà risolto quanto prima e Sihanoukville in Cambogia sarà ripulita ed ha rigettato l’offerta cinese di un diretto intervento della polizia cinese.

L’anno prossimo sarà l’anno dei giochi dell’ASEAN che si terranno proprio a Sihanoukville in Cambogia e l’immagine che ne esce e che si diffonde nel mondo non è assolutamente bella. Su VOD si può leggere questo su questa città della costa che dal 2010 ha visto una crescita enorme degli investimenti cinesi e dell’espansione delle case da gioco.

“Un campione di notizie che provengono dalla città dei due anni scorsi includono almeno sei casi di persone morte o in luoghi pubblici o portati sulla riva del mare; 19 omicidi, assalti e sconri a fuoco, 11 casi di estorsione e detenzione oltre ad una fila di crimini meno seri.

Sihanoukville in Cambogia

VOD ha rivisto 14 casi del 2020 e 26 casi del 2021 e più della metà sono attorno alla comune Buon a Sihanoukville in Cambogia. Molti casi sono accaduti in luoghi lungo le spiagge di O’Tres e O’Chheuteal…

Nella maggioranza dei casi le vittime sono cittadini cinesi. Tra i soli casi che non coinvolgono cittadini cinesi ci sono le notizie di 36 thailandesi salvati dal Casino di Golden World 3 della Comune Bei a settembre, a novembre tre vittime di nazionalità non nota ed una donna ritrovata morta col proprio cane ad ottobre. La donna che si credeva fosse cinese è stata identificata come vietnamita”

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