Singapore contro il rischio di scomparire nella irrilevanza del ASEAN

la politica e l'ideologia

Singapore questo anno presiederà il gruppo ASEAN e discutibilmente non ci potrebbe essere nazione meglio equipaggiata per guidare un blocco in in una fase fondamentale nella geopolitica regionale.

La città stato comunque si trova di fronte a sfide notevoli nel mezzo della rivalità sino-americana in Asia e l’inasprirsi delle dispute in mare nella regione dal mare cinese meridionale al fiume Mekong.

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Sebbene l’ASEAN operi attraverso il consenso la presidenza ha la prerogativa di fissare l’agenda e dare la direzione di discussioni regionali sensibili.

La presidenza, ruolo che cambia da un paese all’altro ogni anno, può anche dare il veto su dichiarazioni che sembrano contrarie agli interessi regionali, oppure unilateralmente rilasciare dichiarazioni della presidenza nel caso di differenze irrimediabili tra i paesi membri. Ha un abito considerevole per formare la direzione di accordi multilaterali nella regione.

Singapore è di gran lunga la nazione più sviluppata del Sudestasiatico con tante proprietà a sua disposizione. Da paese membro la città stato ha fatto tante volte da fulcro del ASEAN, mantenendo diligentemente il corpo regionale costruito in modo così tenue intatto in anni di crisi nei decenni precedenti.

Questo lo si deve all’impegno indefesso della guida politica di Singapore al benessere del ASEAN, sostenuta da una serie di diplomatici molto bravi che si sono dimostrati capaci di muoversi tra le linee di faglia della regione.

Oltr ad essere un centro finanziario, ha anche investimenti importanti nella regione che le danno una certa influenza non goduta da altri stati del Sudestasiatico.

Da nazione più importante del traffico, Singapore ha anche un interesse diretto ad assicurare la sicurezza in mare ed il governo della legge particolarmente nel Mare Cinese Meridionale.

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Poiché non ha interessi diretti nelle grandi dispute marittime della region, Singapore è vista come una nazione largamente neutrale ed imparziale. Essa ha anche, in modo determinante, mantenuto relazioni amichevoli con tutte le grandi potenze tra le quali USA e Cina.

Questi fattori la pongono in una posizione unica per guidare la regione verso una maggiore cooperazione.

Il suo primo ministro Lee Hsien Loong ha chiarito le priorità del proprio paese quando Singapore ha assunto a novembre la presidenza: promuoverà un ordine basato sulle regole in Asia ed affronterà più efficacemente le sfide di sicurezza regionale, quelle tradizionali e le nuove. Singapore raddoppierà gli sforzi sui negoziati in corso e i progetti mirati a rafforzare la connettività tra le economie regionali con lo scopo ultimo di creare un mercato comune del ASEAN in un decennio.

Singapore spingerà per una maggiore cooperazione regionale sulla lotta al terrorismo particolarmente rispetto alla minaccia posta dai gruppi legati al Califfato Islamico. La cosa si potrebbe materializzare nella forma di condivisione avanzata di intelligence, pattugliamenti congiunti alle frontiere, intercettazione coordinata di transazioni finanziarie e movimento di elementi terroristici, addestramento congiunto antiterroristico e trasferimento di equipaggiamento avanzato a regioni più povere.

Ma ASEAN continua ancora a dibattersi con le grandi dispute regionali particolarmente nel Mare Cinese Meridionale e nel Delta del Mekong. In entrambe le aree la Cina è il grande attore.

La potenza asiatica si è dedicata ad attività massicce di reclamo di suolo nel mare cinese meridionale richiamando gran parte del bacino come parte dei suoi Mari Storici. Di conseguenza si è trovata in forte contrasto con vari altri paesi reclamanti, laddove qualcuno come il Vietnam ha chiesto alle potenze straniere come gli USA di presentarsi. Il risultato è di maggiori tensioni in una delle vie d’acqua più importanti al mondo.

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Nel frattempo la Cina costruisce 28 dighe sul Mekong nelle province meridionali dello Yunnan, mettendosi a contrasto con le nazioni a valle, particolarmente Vietnam e Thailandia, ma anche Birmania, Cambogia e Laos.

Quindi la sfida per ASEAN è di guidare i negoziati verso accordi accettabili per tutti tra Pechino e le controparti della regione.

Singapore dovrà sostenere e rinvigorire i colloqui sui dettagli di un accordo quadro sul codice di condotta per il Mare Cinese Meridionale, che devono iniziare all’inizio del 2018, perché le parti possano trovare i modi per gestire e possibilmente risolvere le loro dispute in modo pacifico.

ASEAN ha anche bisogno di andare dietro all’accordo quadro della Cooperazione Lancang Mekong che include tutti i sei paesi rivieraschi. Cina e paesi del sudestasiatico dovranno unitamente affrontare l’impatto ambientale dei progetti di dighe idroelettriche che colpiscono l’industria della pesca e la produttività agricola nel bacino del Mekong.

La posta è alta sia nel Mekong che nel Mare Cinese Meridionale, e Singapore dovrà fare affidamento sulla sua lunga storia di legami costruttivi con Pechino per trovare un percorso alla pace e alla prosperità nella regione.

irrilevanza del ASEAN

La gestione efficace di queste dispute in particolare spianeranno la strada ad una maggiore cooperazione economica tra i paesi membri del ASEAN e la Cina, nel mezzo della spinta cinese alle infrastrutture e al commercio nella regione ed oltre.

Altrimenti ASEAN corre il rischio di scomparire nell’irrilevanza, lasciando alle grandi potenze e alle brutte guerre per le risorse il compito di definire il destino di 630 milioni di persone del sudestasiatico.

Richard Heydarian, SCMP