Sridaoruang, la moglie di molte parole

Listen to this article

Se conoscete il nome Sridaoruang, forse state raggiungendo la mezza età.

Se siete più giovani oppure non siete thai, conoscere il nome vuol dire che probabilmente siete appassionati di letteratura thailandese, specialmente di Wannakam Puea Chevit, Letteratura per la vita, un genere nato negli anni 70 che affrontava la durezza della vita dei contadini, l’ingiustizia sociale e la lotta di classe nella società thailandese.

Sridaoruang col marito Suchart Sawatsi
Suchart e Wanna Savatsi, Sridaoruang

Sridauruang è il nome d’arte di Wanna Sawatsi che ha scritto una miriade di storie brevi che affrontano i temi della Wannakam Puea Chevit, Letteratura per la vita.

Le opere di Sridauruang sono state paragonate a quelle dello scrittore russo Gorky. Ha ricevuto numerosi premi letterari e riconoscimenti in Thailandia e all’estero.

E l’età non la fa rallentare. Agli inizi del 2014, a 73 anni, ha ricevuto il premio Sriburapha che riconosce l’eccellenza nel giornalismo thai, nella scrittura e nelle arti, per il contributo di quattro decenni al cambiamento sociale.

Ma la signora della letteratura thailandese non sembra dimorare molto nel passato. Invece si concentra sul lavoro e sul paese sempre cangiante, mentre la Letteratura per la Vita sembra perdere forza perché la nuova generazione di scrittori e lettori esplora contenuti differenti.

“La gente mi affibbia sempre delle etichette e stereotipa le mie opere in termini ristretti. Ma il problema è che le cose cambiano sempre” dice Wanna nella sua casa nell’area Rangsit, dove vive col marito ed editore Suchart Sawatsi. “I miei amici scherzano e dicono perché ho bisogno di descrivere i poveri come vittime e la gente ricca cattiva. In realtà i poveri non devono per forza aver ragione ed i ricchi non devono per forza essere dei cattivi”

Il suo diventare scrittrice è già una storia in sé. Nata da una povera famiglia di Phitsanulok, Wanna lasciò la scuola presto per andare a lavorare a Bangkok. Era il modello dell’operaia che lavora in un’industria del vetro, da cameriera e da donne delle pulizie.

Ma chi la ricorda vede Wanna come una ragazza con un sacco di libri, una ragazza che leggeva sempre nel suo tempo libero.

Sebbene fosse povera, la casa era piena di libri. Suo padre ne portava regolarmente in casa e Wanna crebbe leggendo poemi tradizionali thailandesi alla nonna.

Aveva un enorme amore per la conoscenza e l’istruzione, e faceva straordinari per risparmiare dei soldi per seguire corsi di scrittura, nonostante il fatto che non usasse questa abilità in nessuno dei suoi lavori.

Wanna usò i propri risparmi per comprare un libro di frasi in inglese per poter imparare la lingua. Provava sempre nuove cose, frequentando seminari e leggendo giornali.

Bangkok degli anni 70 era il luogo del cambiamento politico e cominciò a frequentare riunioni politiche tenute dagli studenti universitari.

Nel 1975 incontrò Suchart, al tempo studente universitario e militante politico che diede un discorso in un forum politico vicino al ristorante dove lavorava Wanna. Poi le portò un libro di poesia in versi liberi ed una copia in regalo di Veerachone Asean, un romanzo su chi combatte per la libertà.

Presto si innamorarono uno dell’altro e Suchart si spostò nella stanza in affitto mal messa in una comunità operaia dell’area di Saphan Khwai.

“Non sapevo che lei amasse scrivere o che fosse potenzialmente una scrittrice” dice Suchart.

“Sapevo che Wanna era affascinata nel vedere dei libri ed io sono il tipo che ama regalare libri alle ragazze. Ma per me era solo pura attrazione quando ci incontrammo la prima volta. Volevo vivere con qualcuno e alla fine quel qualcuno finì per essere lei.

Le dissi che la nostra relazione sarebbe stata non impegnata e che me ne sarei potuto andare un giorno. Ma fui io che finii per chiedere di andare a vivere insieme”.

Wanna continuò a sorprendere Suchart.

“La lista dei suoi libri era eccezionale. Per prima la vidi leggere un libro di Supoj Dantrakul sull’assassinio di Re Rama VIII. Poi la scoprii leggere una versione tradotta de La Capanna dello Zio Tom.

Talvolta la vedevo scrivere una poesia anche quando lei non sapeva che fosse una. Aveva le rime e le parole dentro di lei. Era naturale per lei ed aveva un suo modo di scrivere e di usare le parole.”

La loro relazione si trasformò in una relazione di tutta una vita. Wanna divenne l’assistente di Suchart, battendo a macchina i manoscritti e seguendolo nel suo lavoro.

Quando iniziò a scrivere, Suchart le creò il nome d’arte Sidaoruang.

“Le editai la sua opera e creai il suo nome d’arte, come facevo per tanti altri scrittori che scoprii” dice Suchart.

Ma essere la moglie di un editore di alto profilo ebbe i suoi contraccolpi. Wanna dovette nascondere la sua vera identità per anni per costruirsi una reputazione indipendente. Scriveva e scriveva sviluppando la propria voce e il proprio stile. Alla fine le sue opere cominciarono ad apparire nelle riviste.

Wanna è ora riconosciuta come una scrittrice affermata. Ha scritto centinaia di storie brevi che sono state raccolte in otto antologie, sette romanzi, quattro libri di poesia, sei libri di saggi brevi ed articoli, sei titoli di saggistica e vari libri di recensioni e teatro. Ha anche tradotto quasi venti libri per bambini dall’inglese in thai oltre a scriverne di propri.

Le sue opere sono state tradotte in inglese, francese, tedesco, danese, portoghese, giapponese ed italiano e sono state il soggetto di tesi di studenti e corsi di letteratura thai. Professori occidentali hanno letto i suoi libri per comprendere la Thailandia e la sua società.

La professoressa Rachel Harrison della SOAS di Londra tradusse nel 1994 la prima raccolta di storie brevi di Wanna, Kaew Yode Deow, sulla vita degli operai col titolo “ A Drop Of Glass And Other Stories”. Nel 2007 la sua storia Matsi, un’opera sul sessismo nella cultura thai, fu tradotta in Portoghese e fu adattata in opere teatrali.

Susan Kepner, professoressa che insegna cultura e letteratura del Sudestasiatico e lingua thai all’università Berkeley in California, tradusse la sua raccolta di storie brevi Chao Yak col titolo “Married To The Demon King: Sri Daoruang And Her Demon Folk”.

Il suo lavoro è stato analizzato in termini di politica, femminismo e cultura.

Le opere di Wanna si è trasformata nel corso della sua carriera sia in termini di contenuti che di forma. Le sue prime opere affrontano quasi esclusivamente l’ingiustizia sociale, ma le sue opere successive sono più diverse. Affronta questioni semplici e scrive delle cose intorno a sé, del bere con gli amici, dei giardini, di ciò che la circonda e della vita della gente ordinaria.

“Da editore e critico, mi piacciono le sue opere recenti. Lei si allontana finalmente dalla sua zona favorita del Wannakam Puea Chevit. Scrive di nuove cose con nuovo stile narrativo” dice Suchart.

Ma la loro relazione è molto più di quello di cui scrive la riservatissima Wanna o di quello che il loquace Suchart edita. E’ una coppia legata da qualcosa che va oltre i libri, anche se l’amore per la parola scritta agisce da collante che aiuta a tenere unita la coppia.

“Direi che sono un tipo felicissimo” dice Suchart. “Si può dire che lo scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry aveva maledettamente ragione quando scriveva ‘l’amore non consiste nel guardarsi l’un l’altro, ma nel guardare insieme nella stessa direzione.”

Anchalee Kongrut, BangkokPost

La Zanzariera di Sri Dao Ruang, nella raccolta L’amato Difetto, BESA MUCI edizioni

2 interventi su “Sridaoruang, la moglie di molte parole

  1. Pingback: Dentro il racconto – "La zanzariera" di Sri Dao Ruang - Anna Ditta - Giornalista e autrice

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole