Conflitti interni dello Stato Shan birmano, aiuto al Tatmadaw

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I forti conflitti interni dello stato Shan tra tantissime armate etniche per ambizioni territoriali, ricchezze naturali e nazionalismo etnico tengono lontano lo stato Shan dalla lotta contro i generali birmani

La diffusa opposizione in tutto il Myanmar verso il governo militare ha portato alla formazione di una alleanza lasca tra le forze democratiche nel cuore dell’etnia Bamar e varie organizzazioni armate etniche. Ma ci sono tre stati dove la maggioranza delle armate etniche non si sono uniti nella lotta: gli stati Mon, Rakhine e il più importante e più grande stato Shan.

stato shan birmano
Taaung National Liberation Army, stato Shan settentrionale. (Photo by AFP)

Riuscire a portare i gruppi armati dello stato Shan dalla propria parte rappresenta la sfida maggiore che ha davanti la Rivoluzione di Primavera.

Molti cittadini ed osservatori del Myanmar credono che solo un’alleanza che prenda tutte le forze etniche e democratiche riuscirà a sconfiggere la giunta, che si fa chiamare Consiglio di Amministrazione dello Stato, o almeno a spingerla ad una resa negoziata. Si sono fatti progressi in questa direzione ma c’è ancora tanto da fare.

Per esempio ad ottobre 2021, l’organismo della resistenza, il governo di unità nazionale, annunciò ufficialmente la formazione del Comando Centrale e comitato di coordinamento, C3C, che include il NUG, il Kachin Independence Army, Karenni National Progressive Party, Chin National Front e All Burma Students’ Democratic Front. Il NUG formò anche un’altra struttura, comando e Coordinamento congiunto J2C, con KNU che non appartiene al C3C.

Ma mentre le organizzazioni armate del Chin, Kachin, Kayah e Kain hanno unito le forze al NUG e alle sue forze di difesa popolare, gli insorti del Mon, Rakhin e Shan hanno mantenuto la distanza da loro. L’Arakan Army ha combattuto sporadicamente con il Tatmadaw nei due anni scorsi esprimendo simpatia per la rivoluzione di primavera, ma ha una sua agenda ed ha espresso il proprio desiderio di combattere la supremazia Bamar. D’altra parte il New Mon State Party si è messo dalla parte del SAC.

Nello stato Shan dove ci sono più organizzazioni etniche che in ogni altro stato la situazione è più complicata.

Tanto per iniziare i gruppi armati Shan sono per lo più indaffarati a combattere i propri conflitti interetnici o piuttosto tra armate etniche, attivati da istinti di sopravvivenza, risentimento reciproco, espansionismo territoriale e sete di potere. Queste dinamiche li hanno portato ad agire, volenti o meno, da fantocci della potenza regionale vicina, la Cina.

Lo stato spaccato

Gli eserciti etnici nello stato Shan si possono dividere in due gruppi: i membri del FPNCC, Comitato politico federale di negoziazione e consultazione, ed i firmatari dell’accordo del cessate il fuoco nazionale del 2015 che fu iniziato dal governo civile di forma sostenuto dai militari di Thein Sein e poi appoggiati dall’amministrazione di Aung San Suu Kyi.

FPNCC è un’alleanza del 2017 della AA, KIA, Myanmar National Democratic Alliance Army, National Democratic Alliance Army, Ta’ang National Liberation Army, Shan State Army-North e United Wa State Army che sono, ad eccezione del KIA e AA, di base nello stato Shan.

UWSA, MNDAA e NDAA nascono dallo scomparso Partito comunista Della Birmania imploso nel 1989 a causa di un ammutinamento dei soldati non Bamar nello stato Shan settentrionale. SSA-N era alleato del Partito comunista e dopo divenne un alleato del UWSA molto prima della formazione del FPNCC.

Il TNLA ha le sue origini nel Palaung State Liberation Army che nel 1991 accettò un cessate il fuoco con il governo e si disarmò nel 2005. I capi Ta’ang Tar Aik Bong e Tar Bone Kyaw fondarono TNLA insieme al Fronte di liberazione dello stato Paulang. Dopo il 2005 il TNLA fu aiutato dal KIA ed ora sono alleati stretti del UWSA.

I tre gruppi che firmarono il NCA tra un totale di dieci in tutto il Myanmar sono il Restoration Council of Shan State RCSS (Shan State Army-South), Pa-O National Liberation Organization e Lahu Democratic Union che differentemente dagli altri non mantiene truppe armate.

RCSS fu fondato nel 1996 da membri della Mong Tai Army che furono disciolti quell’anno dopo 11 anni. Il PNLO fu creato nel 2009 ed ha la propria base nello Shan Meridionale a Laybwer.

Mentre tutti questi gruppi hanno un’ideologia simile che si basa su nazionalismo e federalismo, il conflitto tra alcuni di questi gruppi è pervasivo a causa delle agende e degli obiettivi in conflitto. L’ostacolo principale alla realizzazione di un’alleanza comprensiva democratica etnica nello stato Shan è l’eterno conflitto tra di loro, sebbene si debba tener conto di vari altri fattori.

I gruppi armati nello Shan non hanno mostrato interesse in una soluzione alle politiche identitarie che infestano lo stato, ed alcuni dei loro capi vogliono mantenere lo status quo perché ne traggono benefici. Di conseguenza il conflitto tra gruppi è diventato un radicato modo di vivere spinto dall’espansionismo territoriale.

Gli agenti più potenti in questa chiara guerra di tutti contro tutti sono le armate di resistenza Shan e Wa. Nel 1996 UWSA fece una spettacolare prova di forza occupando con l’aiuto del Tatmadaw due pezzi diversi di territorio a nord e sud di Kengtung nella parte orientale Shan che controlla tuttora. Quell’evento fu un esempio preminente di animosità interetnica e di attitudine guerresca così radicate nella mentalità delle armate etniche nello stato.

Lungo la stessa vena nel 2015 SSA-S penetrò in aree reclamate da SSA-N e TNLA nello Shan settentrionale, ma nel 2021 fu respinto indietro con potenza di fuoco enorme da parte delle forze combinate aiutate dal UWSA. Si pensa che anche la Cina volesse tenere SSA-S lontano dallo Shan Settentrionale ed abbia dato ordini indiretti di espellere le truppe da quel territorio.

Da parte sua TNLA provò a prendere tutto il Namhsan, Mantong ed altre cittadine dello Shan settentrionale. Questo è un altro esempio di espansionismo territoriale a spese questa volta della popolazione di maggioranza Shan. Si devono comprendere il questo contesto scontri occasionali tra PNLO e SSA-S negli anni scorsi.

Una Questione Bamar

Oltre agli istinti di sopravvivenza ed espansionismo territoriale, la maggioranza delle armate etniche operative nello stato Shan considerano la guerra civile che sconvolge il paese dal golpe del 2021 come una questione tipicamente Bamar, un conflitto tra SAC e NUG che a loro interessa poco.

Ciò si collega a un etnonazionalismo estremamente ristretto, in base al quale la maggior parte di loro chiede Stati etnici ben delimitati e riconosciuti a livello di Unione. Questo è sia un’impossibilità che una ricetta per un conflitto interetnico senza fine dal momento che non esistono aree omogenee etnicamente della grandezza significative nello Shan.

La promozione di un’identità nazionale comune dello stato Shan per tutti i gruppi etnici nello stato potrebbe essere la sola via di uscita dei conflitti tra armate etniche. E’ importante ricordare che a febbraio 1947, meno di un anno dopo l’indipendenza, si accordarono i capi ereditari locali, o Saophas, e i politici sul giornata nazionale Shan, la bandiera e l’inno nazionale in colloqui diretti da etnico Paulung, Taungpeng Saohpa or Sawbwa Khun Pan Sing, in qualità di presidente del consiglio dei Saophas dello stato Shan.

carneficina dei militari birmani

Tuttavia lo stato Shan è molto lontano da poter creare un’identità nazionale inclusiva. Una ragione è che le più potenti armate etniche si sono arricchite a causa del Capitalismo del Cessate il fuoco, l’allocazione di concessioni in terre ricche di risorse naturali, a spese delle popolazioni locali, tra i capi di questi gruppi che hanno firmato accordi con il Tatmadaw.

Le città luccicanti di Panghsang e Mongla nei territori UWSA e NDAA sono gli esempi più chiari di questa dinamica. Quando possono contrattare facilmente e trarre benefici dello status quo attuale c’è poco incentivo ad unirsi alla lotta contro la giunta militare.

Quindi mentre alcune armate etniche possono essere vicine alla Rivoluzione di Primavera, è lecito assumere che resteranno per un prevedibile futuro lontani dalla lotta democratica.

SAI WANSAI | FRONTIER

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