SUDESTASIATICO: Il traffico umano nella regione

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traffico umanoIl governo americano ha rilasciato il rapporto annuale sul traffico umano su 188 paesi facendo alcune considerazioni su Laos, Cambogia e Thailandia, sui loro sforzi di contrasto al Traffico di Persone (TIP).

La Thailandia sta facendo molto poco per impedire che migliaia di persone siano costrette ad entrare nella schiavitù moderna del commercio sessuale, del lavoro da schiavi nelle industrie della pesca e nel lavoro come camerieri in casa. La Thailandia è rimasta nella sua posizione precaria al Tier 2 cioè sotto osservazione per il quarto anno consecutivo perché non aderisce agli standard minimi per eliminare il traffico umano e per dimostrare di stare lavorando al problema.

“Una fonte, destinazione e un paese di transito per uomini donne e bambini soggetti al lavoro forzato e al traffico sessuale” è la descrizione del rapporto della Thailandia che ha ricevuto il favore di non essere stata degradata automaticamente dopo tre anni di seguito alla seconda posizione, perché il governo thailandese ha proposto un piano per andare incontro agli standard americani.

Sul piano del traffico umano sessuale la Thailandia con la sua forte domanda di turismo sessuale promuove lo spostamento anche di bambini dalle zone più povere del suo nordest e del nord, come di persone dai paesi vicini Laos, Birmania e Cambogia. Nei confronti dei bambini fa poco per fornire servizi specialistici per le vittime e protegge molto poco i diritti di quelli salvati dal traffico. Si ricordi il caso della ragazzina Karen di 12 anni, di cui si è già parlato qui, di come sia stata messa sui giornali seminuda alla mercé dei giornalisti.
Per il lavoro forzato il TIP ricorda nel suo rapporto quanti ancora vengano sfruttati sui pescherecci commerciali dove vi restano per vari anni, senza essere pagati, a lavorare per anche 20 ore al giorno. “La diffusa corruzione tra le agenzie destinate all’applicazione della legge crea un ambiente adatto allo sviluppo e alla crescita del traffico di essere umani” e questo crea dei grandi problemi nell’identificazione delle vittime e con l’incriminazione dei trafficanti. Mentre erano 83 i casi di traffico indagati nel 2011, il 2012 ha visto 305 casi. Solo 27 sono i casi iniziati e la condanna è solo in 10 casi. “Accuse di corruzione legata al traffico persistono nell’anno; ci sono rapporti credibili di ufficiali di polizia che proteggono i bordelli e luoghi simili, come pure di laboratori artigianali e industriali della pesca, da possibili incursioni delle forze dell’ordine, usando informazioni tratte dalle vittime per indebolire i casi. In molti casi questi ufficiali hanno persino rapporti sessuali con bambini vittime del traffico”.
A questo tipo di protezione va aggiunta secondo il rapporto un livello alto in cui ufficiali di alto livello proteggono le zone calde a cui essi vengono assegnati, e non sono rari i casi in cui ufficiali di polizia e della polizia di frontiera sfruttano i servigi sessuali di cittadini birmani in Thailandia o si fanno pagare da quelli che non hanno documenti o che non possono pagare chi li ha inviati.
L’ambasciatore americano Luis CdeBaca responsabile per la lotta al traffico umano ha detto che tra i tanti paesi come la Thailandia solo sei hanno ricevuto un avviso, come Thailandia, Malesia, Chad, Barbados, Afghanistan e Maldive. Il prossimo anno saranno retrocesse se non dimostrano di aver intrapreso azioni concrete.
Rispetto alla Cambogia gli Usa hanno notato una caduta netta. “La Cambogia si muove in una direzione verso il basso” ha detto Luis CdeBaca che ha detto che la Cambogia è passata dal livello 2 a quello inferiore di sotto osservazione del livello 2. Il governo cambogiano ha fatto molto poco per le donne, gli uomini e i bambini messi nel traffico sessuale o umano. “Mentre ci sono un migliaio di vittime identificate, quasi tutta l’assistenza alle vittime è portata avanti dalle ONG finanziate da donatori esteri.” ha dichiarato Luis CdeBaca a Radio Free America. E’ necessario che il governo cambogiano “cominci ad assumersi parte di quel fardello.”
L’ambasciatore ha anche denunciato un calo delle denunce dei trafficanti con 50 denunce con 44 condanne, mentre lo scorso anno erano 102 con 62 condanne. La corruzione imperante ad ogni livello ha bloccato gli sforzi contro il traffico umano.
“Gli osservatori locali credono che sia la corruzione la causa dell’impunità permessa a chi va reclutando, compreso alcuni legami finanziari legati a persone del governo” dice il rapporto. Oltre alla note prostituzione minorile e al turismo sessuale, ci sta in Cambogia “una situazione sempre più nota di cambogiani in condizioni di lavoro forzato in paesi come Malesia e Thailandia.” ha detto Luis CdeBaca “Speriamo di poter cooperare con le controparti per affrontare questa corruzione e queste agenzie di reclutamento”.
Il Laos ha visto una riduzione dei casi portati avanti, ma resta ancora allo stesso livello 2 anche in una tendenza di indebolimento della lotta al traffico. Ci sono 75 casi di indagini e le corti hanno prodotto 18 condanne, mentre l’anno precedente è stato di 37. Il 2012 ha visto la redazione del piano contro il traffico umano che però non è ancora operativo. Ci sono in Laos problemi finanziari che ostacolano questa lotta, come ha detto Luis CdeBaca.
Il Vietnam e la Birmania invece segnano dei miglioramenti nella lotta ala traffico con un rapporto migliore con le controparti in Birmania del CB-TIP che opera contro il traffico umano. “E’ un gruppo di persone molto impegnato che sono lì in prima linea della lotta contro il traffico. Abbiamo potuto vedere non solo l’impegno pubblico da parte del CB-TIP ma anche oltre 200 accuse e condanne di casi di diritti umani.” La Birmania resterà al livello di osservato speciale del secondo livello ma “si prevedono miglioramenti nel paese”.
In Vietnam si sono visti 500 persone portante in tribunale, ma resta il problema di vedere affrontato la protezione della vittima. “Proprio ora in Vietnam, se sei vittima del traffico sessuale, probabilmente avrai qualche servizio. Ma se sei stato nel lavoro forzato o se sei un uomo di fronte ad una vittima donna, allora i servizi non sono lì per te.”
Nel marzo del 2011 fu emessa una nuova legge contro il traffico umano in Vietnam che da allora cerca di applicare e mettere in opera quella che è una buona legge. “Quella è una cosa che abbiamo visto come positiva e vogliamo vedere che ogni vittima del traffico ottiene i programmi che erano messi in quella legge”.

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