TPNPB a Papua Occidentale e la ribellione indipendentista a Giacarta

Le province papuane dell’Indonesia hanno vissuto mesi intensi in cui TPNPB, esercito di liberazione nazionale di Papua Occidentale, ha condotto uno dei suoi maggiori attacchi dal massacro di Nduga del 2018.

Le forze di sicurezza indonesiane hanno trovato il nascondiglio di uno dei più noti e ricercati comandanti del TPNPB, Egianus Kogoya, per altro responsabile del massacro di Nduga, ed hanno usato dei proiettili di mortaio di origine serba da essere usati via aerea sui villaggi.

All’inizio dell’anno le autorità indonesiane dissero che avrebbero cambiato il loro approccio a Papua favorendo di più un approccio da Welfare e meno uno basato sulla forza. Non è stato così. Non si cambia una postura di decenni in qualche mese. Lo scorso anno il presidente della Camera Bambang Soesatyo, che non è un elemento secondario, chiese alle forze di sicurezza di “stritolate i gruppi separatisti papuani … e si discute dopo dei diritti umani”.

Esaminiamo gli eventi degli ultimi mesi sebbene non in ordine cronologico.

L’attacco di Puncak del TPNPB

L’attacco di marzo a Puncak, che è stato il più mortale dal massacro di Nduga del 2018, ha ucciso otto lavoratori delle telecomunicazioni nel distretto di Beoga. Puncak è emerso come un punto nevralgico della violenza negli ultimi due anni e si trova sulle alture papuane dove il TPNPB è forte ed dove ha almeno due sottogruppi.

Industra estrattiva a Papua

Il TPNPB ha attaccato lavoratori di varie compagnie nelle aree dove è attivo a Papua minacciando varie volte i lavoratori indonesiani, tanti dei quali sono stati uccisi. Giacarta ha un progetto di sviluppo di Papua che il TPNPB ed altri elementi a favore dell’indipendenza vedono come un tentativo di accrescere il controllo. Secondo loro il governo dell’Indonesia e le istituzioni sono un progetto coloniale. Le potenze coloniali hanno istituito istituzioni di tipo estrattivo e sopprimono con violenza la popolazione locale.

Questa è la visione del TPNPB e di molti Papuani dell’Indonesia. TPNPB e l’OPM, movimento di Papua libera hanno sempre detto che l’estrazione delle risorse è una delle grandi ragioni per cui hanno preso le armi contro l’Indonesia. Le province Papuane sono ricche di risorse di cui però la popolazione locale non vede i benefici, ed esse sono le meno sviluppate del paese. Gli attacchi così non sono proprio inattesi e seguono le minacce ed azioni fatte: solo le perdite di vite umane sono notevoli.

Le nuove province

Analogamente TPNPB e di molti Papuani vedono nel piano di Giacarta di dividere le due province di Papua e Papua Occidentale in altre province più piccole come un modo per avere maggior controllo.

nuove province papuane nel mirino di TPNPB
Piano indonesiano per la creazione di nuove province papuane https://udayxsea.substack.com/p/papuan-separatist-violence-in-indonesia-0d5

Ci sono state tante proteste a Papua ed anche fuori contro questo piano. Il TPNPB ha appena emesso minacce di attacco a chi propone questo piano a Papua anche se fossero papuani. Il TPNPB ha già attaccato papuani in passato e lo farebbero anche ora. Il piano di creare più province potrebbe accendere anche disordini diffusi a Papua. Le forze di sicurezza hanno ucciso manifestanti in alcune manifestazioni contro questo piano, e come nel passato, la creazione di nuove reggenze potrebbe portare a nuove violenze.

Attacchi agli aerei leggeri

Nei due anni scorsi ci sono stati vari casi in cui il TPNPB ha attaccato i piccoli aerei da trasporto a Papua. In molti posti non ci sono strade per cui il viaggio in aereo è il modo più conveniente per spostarsi specie sulle alture. Ci sono piccole poste improvvisate nelle province. Il TPNPB afferma che le forze di sicurezza indonesiane usano mezzi civili per trasportare truppe e logistica, cosa vera.

Nel 1996 le forze di sicurezza indonesiane al comando di Prabowo Subianto, genero di Suharto, candidato alla presidenza più volte ed ora ministro della difesa, usarono gli elicotteri civili in una operazione militare. Da qui il TPNPB prende di mira aerei o piste con una grande efficacia sulle alture perché impedisce alle forze indonesiane di rifornire o di mandare rinforzi quando ci sono gli attacchi.

Le munizioni serbe

Il 3 giugno la Reuters riportò che lo scorso anno le forze indonesiane usarono a Papua 2500 proiettili di mortaio fatti in Serbia. I proiettili erano stati modificati per poter essere lanciati dall’aereo. Nei decenni passati le forze indonesiane sono state accusate di aver bombardato o di aver mitragliato interi villaggi, ma poiché Papua è chiusa ai giornalisti per alcuni sono solo ipotesi. Parlando di armi stranieri i Papuani hanno protestato contro Thales che dà varie munizioni ai militari indonesiani usate contro i Papuani. Ci sono anche varie altre accuse di crimini di guerra contro i militari indonesiani.

Propaganda indonesiana

A maggio notiziari indonesiani cominciarono a dire che c’erano divisioni all’interno del TPNPB. Operazioni psicologiche indonesiane sono comuni. Dopo che Vanuatu denunciò l’Indonesia per la sua occupazione di Papua, ci fu uno sforzo razzista concentrato a denigrare la popolazione di Vanuatu. Il governo è stato accusato di usare “disturbatori” per manipolare i media sociali in favore della propria narrazione.

Il TPNPB è composta di molti capi di differenti aspirazioni legati dalla visione di Libera Papua. Ci possono essere differenze tra i capi e i gruppi ma non delle differenze significative.

Questo tipo di tattiche danno maggiore influenza alle aspirazioni di indipendenza papuane specie se vengono scoperte. Anche tra i sottogruppi ci sono mire differenti, non importa perché il nemico è l’Indonesia.

Egianus Kogoya del TPNPB

Il TPNPB ha molti sotto gruppi ma quello attivo a Nduga è uno dei più importanti per il suo capo, Egianus Kogoya che nonostante la sua giovane età è più noto di altri comandanti di lungo corso del TPNPB.

A maggio le autorità indonesiane hanno scoperto dove era il suo rifugio usando la sorveglianza dei droni, ma le forze indonesiane non sono ancora riuscite a prenderlo. Qualche giorno fa il suo gruppo sparò ad un aereo alla pista di atterraggio di Kenyam sulle alture Nduga, dove il gruppo di Kogoya è il più attivo e radicato.

Egianus è giovane, violento e pericoloso ed è un simbolo del TPNPB che ha già perso molti capi sostituendoli senza troppi intralci alle proprie operazioni. Ma sostituire Egianus sarà difficile. E’ attivo sin dal 2018 a Nduga, e se le cose non cambiano lo sarà ancora per un po’. E’ diventato un eroe popolare e simbolo di resistenza.

Le ultime parole di Che Guevara prima di essere ucciso furono del tipo “muore solo un uomo, non si uccide un’idea” ed Egianus è diventata quella idea per alcuni.

Il Blocco Wabu

Si dice che nelle montagne di Intan Jaya ci sia un grosso giacimento di oro, il Blocco Watu che l’Indonesia prevede di sfruttare. Ci sono questioni logistiche ma l’Indonesia vuole andare avanti.

Si ricordi che l’estrazione delle risorse è una delle cause radicali del conflitto a Papua. Lo sfruttamento del blocco Wabu si aggiungerà all’opposizione papuana contro Giacarta.

A Intan Jaya è anche radicato il TPNPB ed è un’area calda da qualche anno.

Lo sfruttamento del blocco Wabu peggiorerà soltanto l’ambiente della sicurezza e porterà maggior conflitto a Papua.

Uday, SAFD

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