Trattato di libero scambio tra Vietnam ed Europa: che fine fanno i diritti umani?

L’Unione Europea ed il Vietnam si apprestano a ratificare un trattato di libero scambio nonostante gli inviti che provengono da parlamentari europei da organizzazioni dei diritti umani sulla situazione precaria delle libertà in Vietnam.

Trattato di libero scambio tra Vietnam ed Europa: che fine fanno i diritti umani?

Nel contempo però l’Europa si pone il problema di sospendere per Birmania e Cambogia le condizioni di esenzione dei dazi, previste dal progetto EBA, “tutto fuorché le armi, per il deteriorarsi delle condizioni dei diritti. La Birmania è sotto osservazione in relazione alla pulizia etnica contro i Rohingya Musulmani, la Cambogia per la trasformazione dello stato verso il partito unico e la dura repressione dell’opposizione.

Il Vietnam non sembra essere invece su un piano superiore per tanti versi.

Continua la condanna dura verso oppositori che sollevano questioni di rispetto ambientale. Ultimo caso quello di Lưu văn Vịnh, condannato a 15 anni per attività contro gli interessi nazionali del regime. Le attività è di aver dato volantini su questioni come l’inquinamento della costa centrale del Vietnam a causa di cattive pratiche di un’impresa metallurgica taiwanese.

Un altro esempio che testimonia l’atteggiamento del governo vietnamita è l’entrata in vigore della legge di cybersicurezza di cui abbiamo anche parlato e che l’Europa ha già criticato.

Si legge sul TST di Singapore

“Una legge che richiede alle compagnie IT in Vietnam di rimuovere il contenuto che le autorità comuniste definiscono contrarie allo stato sono entrate in vigore il 1 gennaio, qualcosa che i critici definiscono “modello totalitario di controllo dell’informazione…

I giganti della Tecnologia come Google e Facebook dovranno consegnare dati degli utenti se il governo li richiede, ed aprire uffici rappresentativi in Vietnam.”

Il governo a novembre diede 12 mesi di tempo alle imprese che offrono servizi internet in Vietnam per prepararsi.

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“Il ministero della Pubblica sicurezza MPS ha anche detto che la legge mira ad impedire attacchi informatici, ed ad ‘estirpare forze reazionarie ed ostili’ che usano internet per creare violenza e dissenso.

In risposta alla legge che fu approvato dal parlamento a giugno Facebook ha detto di essere impegnata a proteggere i diritti dei suoi utenti e a permettere alla gente di esprimersi liberamente e in sicurezza. Facebook ha detto che rimuoverà il contenuto che viola gli standard di Facebook quando gli viene fatto notare, e che ha le proprie modalità di gestire le richieste dei governi nel mondo”

Google secondo il governo sta facendo i propri passi per aprire un ufficio in Vietnam per adeguarsi alla legge.

“La legge vieta di diffondere in Vietnam informazioni che sono antistatali o antigovernative e di distorcere la storia e fare falsa informazione che causa danno alle attività socioeconomiche”.

“Questa legge serve a permettere ancora di più al ministero della sicurezza pubblica una sorveglianza pervasiva e approfondire il monopolio del partito comunista sul potere” ha dichiarato Phil Robertson di HRW.

La pervasività di questa legge secondo molti non depone bene neanche per chi voglia trasferirsi in Vietnam e partecipare allo sviluppo di un hub di tecnologia finanziaria proprio perché è a rischio l’aspetto della condivisione dei dati.

Secondo HRW questa filosofia è applicata anche in campo penale: alcuni articoli del nuovo codice penale chiedono che gli avvocati riportino per una serie di reati i propri clienti alle autorità, oltre a contenere vari cambiamenti e inasprimento delle pene per la critica del governo o del sistema a partito unico.

“Richiedere agli avvocati di violare la confidenzialità del rapporto con il cliente significa che gli avvocati diventano poliziotti e che i clienti non avranno ragione di fidarsi di loro” sostiene Brad Adams di HRW. “Il Vietnam considera la critica o l’opposizione al governo o al partito come una questione di sicurezza nazionale, minando qualunque possibilità di reale difesa in tali casi”

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Se i reati da denunciare riguardano la seri reati contro sicurezza nazionale, lo stesso avvocato è passibile di processo.

L’associazione degli avvocati di Ho Chi Min City presentò una lettera a giugno all’assemblea nazionale affinché questa specifica parte fosse abolita, perché entrerebbe in conflitto col codice nuovo di procedura penale che richiede agli avvocati la confidenzialità sulle informazioni dei loro casi.

Questa clausola può danneggiare persino gli investitori stranieri o i partner commerciali che potrebbero essere preoccupati che i propri avvocati possano comunicare “informazioni sensibili alle autorità per non finire nei guai”.

Sono preoccupanti le definizioni di cosa significhi “attività miranti a sovvertire l’amministrazione popolare” o la politica di unità nazionale, di minacciare la sicurezza. Queste vaghe definizioni sono già all’opera contro blogger e militanti dei diritti.

Una delle nuove clausole per esempio recita che chiunque “intraprenda azioni in preparazione per commettere questo crimine sarà soggetto al carcere da uno a cinque anni”.

“Il nuovo codice penale illustra la mancanza di impegni per migliorare la propria storia di violazioni di diritti” dice Adams. “Se il Vietnam sinceramente vuole promuovere il governo della legge deve facilitare il lavoro degli avvocati invece di introdurre nuove leggi per rendere impossibile di fare il proprio lavoro”