Tre priorità degli elettori indonesiani: lavoro povertà e corruzione

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Le tre priorità degli elettori indonesiani sono lavoro, povertà e lotta alla corruzione, anche se con diverso peso in relazione alla loro età

Il carisma personale dei candidati ha ancora un peso enorme nelle elezioni indonesiane, ma non si devono comunque sottostimare le loro promesse politiche.

funzionari del governo indagati per corruzione
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Le piattaforme politiche che daranno forma all’agenda del prossimo presidente in una gara serrata possono fare la differenza.

Il ministro della difesa Prabowo resta il chiaro favorito alla presidenza con il 48,5% dei voti secondo il sondaggio di gennaio 2024, mentre Anies Baswedan e Ganjar Pranowo seguono appaiati con 25,5 e 23% dei voti rispettivamente.

Comunque una differenza leggera di percentuali potrebbe determinare due cose: se il 14 febbraio Prabowo vincerà una chiara maggioranza oppure andrà al secondo turno, e chi sarà il candidato giunto che parteciperà al secondo turno presumibilmente contro Prabowo.

Le giovani generazioni indonesiane con meno di 43 anni costituiscono oltre il 50% dell’elettorato e con il loro mero numero giocheranno un ruolo fondamentale nelle prossime elezioni influenzando la sostanza e le strategie di comunicazione delle campagne presidenziali.

Secondo un sondaggio del LSI dell’ISEAS Yusof Ishak Institute di novembre 2023 che coinvolge 2000 intervistati di tutto l’arcipelago, gli indonesiani con meno di 43 anni mostrano sia similarità che differenze significative con le controparti più anziane sulle questioni nazionali che il prossimo vincitore deve affrontare.

Per esempio, mentre un quarto delle generazioni più anziane indicava la “sanità” come una delle tre agende nazionali da porre al primo posto, essa era indicata da appena il 18% delle generazioni sotto i 43 anni. Mentre il 29% delle generazioni con meno di 43 anni sosteneva “l’istruzione” come una delle tre politiche da rendere prioritarie, solo il 21% delle generazioni più anziane lo sosteneva. Queste differenze nella preferenza politica può ben essere spiegata dalle differenze generazionali.

Le tre priorità degli elettori indonesiani che le generazioni con meno di 43 anni vorrebbero fossero affrontate dal prossimo presidente, vale a dire disoccupazione, povertà e corruzione, colgono le preoccupazioni importanti e attuali che le campagne elettorali faranno bene ad affrontare.

La prima priorità, la creazione di lavoro prende il primo posto con il 56,1% degli intervistati che lo scelgono come la questione più importante. La mancanza di lavoro è particolarmente grave per i giovani tra 15 e 24 anni, per i quali tasso di disoccupazione è tipicamente maggiore del tasso generale, 19,4% contro il 5,3% nel 2023.

Le ultime statistiche annuali in Indonesia sulla disoccupazione mostrano sia la disoccupazione complessiva che quella giovanile superiore a quella precedente al Covid-19. (vedi Figure 2).

I giovani indonesiani vivono tassi di disoccupazione elevati non solo rispetto agli adulti ma anche ai giovani nella regione dell’Asia Orientale e Pacifico. Dal punto di vista strutturale, ad ostacolare la transizione scuola-lavoro in Indonesia sono l’insufficiente creazione di posti di lavoro, l’inadeguatezza delle competenze e l’inadeguatezza degli strumenti di ricerca del lavoro

Più di recente, una domanda globale più debole per la minore crescita economica globale ha causato il licenziamento di 300 mila lavoratori in Indonesia. Questi licenziamenti sono avvenuti in industrie ad alta intensità di lavoro, nel tessile orientato alle esportazioni, nei prodotti tessili e nelle industrie delle scarpe nei primi undici mesi del 2023, con un aumento di 22 volte rispetto allo stesso periodo del 2022.

La maggior parte è accaduta nelle aree manifatturiere come Giava Occidentale per il 36% e Giava Centrale per 20,3%.

L’Indonesia vede anche licenziamenti nelle startup dopo un’ondata di licenziamenti che ha colpito l’industria tech globale, il cosiddetto Inverno Tecnologico.

La strategia di politica economica ad alta intensità di capitale, come i processi di trattamento del nichel, non è riuscita a creare più opportunità di lavoro. Per rispondere alla pressione del lavoro è necessaria una politica industriale più ampia con i settori manifatturieri ad alta intensità di lavoro.

Eradicare la povertà, la seconda delle priorità, è una questione strategica che preoccupa anche gli elettori più giovani, sebbene di meno, rispetto alle generazioni più anziane. La preoccupazione dei giovani elettori potrebbe essere legata all’impatto di eventi eccezionali come la pandemia, i disastri naturali e la crescita dei prezzi alimentari, in parte causati dai conflitti geopolitici, sulla povertà nazionale.

Mentre l’Indonesia ha goduto di continuo di cinque anni di crescita economica dal 2016 al 2022, se non nei due anni del Covid-19, ci sono ancora 26 milioni di poveri, pari al 9,4% della popolazione nazionale, secondo gli ultimi dati di marzo 2023.

Questa cifra nasconde una parte molte più grande costituita da indonesiani vulnerabili che possono impoverirsi durante una crisi economica. Un rapporto recente di valutazione della povertà della Banca Mondiale mostra che nel 2019 era “economicamente insicuro” il 40% degli indonesiani, e la maggior parte di loro era “non povero” avendo livelli di consumo oltre i 3,2 dollari USA a parità di potere di acquisto. In presenza di uno shock economico però questa porzione di non poveri potevano facilmente ricadere nella povertà.

Gli indonesiani nella terza priorità vorrebbero vedere l’eliminazione della corruzione. Il 37,6% degli intervistati della generazione più giovane ha selezionato l’eliminazione della corruzione come la priorità più importante rispetto alla generazione più anziana.

Ciò è in linea con i vari problemi incontrati negli ultimi anni dall’agenzia nazionale di lotta alla corruzione e dalla polizia mentre i critici sostengono che i poteri dell’agenzia e la sua neutralità sono stati svuotati.

Le preoccupazioni degli intervistati più giovani sul peggioramento della corruzione è in linea con il declino del paese nella classifica dell’Indice di Percezione della Corruzione di Trasparency International. L’Indonesia è scesa dalla 85ma posizione del 2019 alla 110ma del 2022 su 180 paesi.

Una ragione significativa per questo scivolamento nella classifica è l’approvazione nel 2019, da parte del governo di Joko Widodo, di una nuova legge della Commissione di Eradicazione della Corruzione, che è accusata largamente di aver indebolito i poteri della commissione.

La commissione KPK prima della revisione del 2019 era una delle istituzioni più affidabili del paese ed un simbolo più importanti dell’era della riforma del dopo Suharto.

Dal 2019 la KPK è rimasta imbrigliata in varie controversie e accuse tra le quali l’accettazione di mazzette, l’estorsione e persino le molestie sessuali.

La controversia maggiore è stata un’accusa che ha portato alla rimozione del suo presidente Firli Bahuri. Il deterioramento della KPK ha forse acceso le preoccupazioni nelle giovani generazioni indonesiane sullo stato cattivo delle riforme nel paese.

Senza l’impegno dei prossimi presidenti ad affrontare le questioni interessano di più i giovani indonesiani, sarà difficile che il paese raggiunga l’obiettivo ambizioso di diventare paese ad alto reddito nel 2045. Questo è particolarmente vero dal momento che le generazioni più anziane presto faranno spazio e passeranno loro lo scettro della presidenza.

Siwage Dharma Negara Maria Monica Wihardja, FULCRUM