Turismo nel Sudest Asiatico, lenta ripresa e arrivi cinesi

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Era il 2019 quando il mercato del turismo nel Sudest Asiatico stava scoppiando di salute.

Le sei maggiori economie della regione, vale a dire Indonesia, Thailandia, Singapore, Malesia, Vietnam e Filippine, avevano raggiunto 127 milioni di arrivi in quell’anno spendendo miliardi di dollari e contribuendo in modo significativo all’attività economica della regione.

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Reuters: Nyimas Laula

L’arrivo della pandemia del Covid-19 cambiò le cose in modo totale nel 2020. Iniziarono serrate e chiusure di frontiere tagliando drasticamente gli arrivi dei turisti in quelle stesse nazioni citate sopra. Gli arrivi furono 2,6 milioni nel 2021 metà dei quali arrivavano dall’Indonesia.

La ripresa è stata lenta, più di quanto avevano sperato paesi dedicati all’esportazione come la Thailandia. Il turismo nel Sudest Asiatico comincia a ritornare sulle sue gambe.

Nel 2022 le sei maggiori economie dell’ASEAN registrarono 39 milioni di arrivi e lo scorso hanno sono stati 91 milioni. Forse sarà il 2024 l’anno in cui il turismo in entrata ritornerà ai livelli pre-pandemia di 120-130 milioni di arrivi.

Non sorprende che è proprio la Thailandia a guidare la ripresa, paese che nel 2019 registrò 40 milioni di arrivi con 60 miliardi di dollari in esportazione di servizi di viaggio. Lo scorso anno furono 28 milioni gli arrivi, il 71% degli arrivi preepidemici, mentre la Banca di Thailandia registrò 30 miliardi di guadagni di esportazione dal settore viaggi.

Queste cifre sono ben superiori a quelli delle altre economie ma, poiché il turismo è centrale al modello di crescita economica thai e poiché il settore si deve ancora riprendere dai livelli del 2019, c’è ancora qualche ritardo nell’economia complessiva.

Questa è una ragione per cui il governo thai pensa a risposte politiche insolite come il programma di stimolo di cassa a cui lavora.

La Malesia si è ripresa abbastanza velocemente con 20 milioni di arrivi nel 2023, il 77% degli arrivi rispetto ai livelli prepandemia. Gli introiti relativi al turismo erano 15,8 miliardi, 83% dei livelli prepandemici.

Il turismo in Malesia fa un po’ eccezione perché è fortemente dipendente da Singapore e non è una misura valida per tutta la regione o per le tendenze globali di viaggio. Gli arrivi da Singapore erano 8,3 milioni che, a sua volta, ha visto 13,6 milioni di arrivi internazionali nel 2023, un aumento del 116% rispetto all’anno prima.

Paesi come Indonesia, Filippine e Vietnam sono forse più indicativi delle tendenze regionali del turismo. Con 11,7 milioni di arrivi nel 2023, il settore turistico indonesiano si sta certamente riprendendo, anche se deve ancora raggiungere i 16,1 milioni del 2019.

Come era prima, la maggioranza di questi arrivi sono diretti a Bali che comincia a sentire di nuovo i problemi del sovraffollamento e della congestione del traffico.

Per alleggerire il fardello su Bali il governo tenta di aprire altre destinazioni in altre parti dell’arcipelago, come Labuan Bajo, ma Bali resta l’attrazione principale visto che arrivano ancora oltre cinque milioni di turisti al suo aeroporto di I Gusti Ngurah Rai.

Anche le Filippine hanno cercato di recente di stimolare la propria industria turistica con un rebrand spumeggiante dopo essersi ripresa dalla pandemia. Nel 2023, presentarono una nuova campagna di “Love the Philippines” che però divenne oggetto di attacchi quando si scoprì che la campagna aveva usato foto di rito di altri paesi.

Le Filippine arrancano molto rispetto ai competitori regionali turistici e solo 5 milioni di turisti sono arrivati nel 2023, il 61% dei livelli prepandemia, mentre altri grandi economie della regione sono oltre il 70%.

Il turismo in Vietnam cresceva a ritmi esplosivi prima della pandemia con 8 milioni di arrivi nel 2015 che diventano 18 milioni nel 2019. Questa crescita derivava da un grande numero di arrivi dalla Cina e dalla Corea del Sud.

Nel 2019 il Vietnam registrò 5,8 milioni di arrivi dalla Cina e 4,3 milioni dalla Corea. Nel 2023 il turismo in entrata del Vietnam si è ripreso per il 70% rispetto al periodo prepandemia con 12,6 milioni di arrivi. Ma mentre gli arrivi dalla Corea del Sud sono notevoli con 3,6 milioni nello scorso anno, non si può dire lo stesso dalla Cina. I turisti cinesi sono 1,7 milioni ben al di sotto del 2019.

La stessa cosa è generalmente vera nella regione e potrebbe aiutare a spiegare la ragione per cui ci vuole qualche anno al settore per ritornare ai livelli dove si trovava.

I turisti cinesi costituivano una grande parte del boom turistico prepandemico e finora gli arrivi di turisti cinesi sono stati lenti a riprendere.

Considerando la traiettoria del 2023 e il fatto che molte valute della regione dovrebbero rimanere deboli nel 2024, il Sud-Est asiatico potrebbe presto essere pronto a tornare ai livelli di attività turistica del 2019.

Sarà interessante vedere se e in che misura il ritorno dei turisti cinesi nella regione farà parte di questa storia.

James Guild, TheDiplomat

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