Affondamento della Phoenix a Phuket ed il rischio di perdere i turisti cinesi

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Continuano le ripercussioni di un tragico incidente in mare accaduto il 5 luglio scorso sull’isola thailandese di Phuket, quando un’imbarcazione turistica, Phoenix, affondò nel mare in tempesta con molti turisti cinesi in Thailandia a bordo.

I turisti erano quasi tutti turisti cinesi in Thailandia, uccidendone 47.

turisti cinesi in Thailandia

Questo incidente aggiungerà altro peso alle sfide economiche che incontra la Thailandia, perché dissuaderà tantissimi turisti cinesi, che considerano la Thailandia come destinazione turistica pericolosa, a scegliere altre destinazioni per viaggiare all’estero.

Questo incidente inoltre illustra la strana e complessa relazione tra l’industria turistica thailandese e tour operator cinesi privi di scrupoli.

Il viceprimo ministro Prawit Wongsuwan avrebbe detto, secondo la Reuers: “Alcuni cinesi usano nomi thai per fare arrivare turisti cinesi … non hanno seguito gli avvisi, cosa che ha generato l’incidente. Bisogna porre rimedio”

Le autorità cinesi hanno richiesto alla Thailandia di accrescere gli sforzi di sicurezza per proteggere meglio la vita dei turisti cinesi in Thailandia. Le autorità di Phuket, comunque, hanno notato che gli operatori cinesi della nave, che era stata registrata con nome thailandese, aveva mandato in mare quella nave nonostante gli avvisi sul mare pericoloso.

Comunque non è chiaro se questa tragedia particolare sia stata causata dalla negligenza degli operatori turistici cinesi della nave Phoenix. La Thailandia comunque ha avuto problemi con molti tour operator cinesi per i cosiddetti tour senza dollari.

I tour operator costringevano i turisti a fare viaggi forzati per comprare e mangiare solo presso ristoranti e negozi di proprietà cinese tagliando fuori le imprese thailandesi, contribuendo alla cattiva fama della Thailandia tra i turisti.

In questo recentissimo incidente di Phoenix il governo thai ha fatto sforzi enormi per ridurre l’impatto potenziale negativo dell’incidente sul turismo thailandese, dando per esempio circa 30 mila dollari per ogni famiglia delle vittime.

Un altro segno di quanto le autorità thailandesi abbiano preso questa tragedia è il viaggio del primo ministro Prayuth a Phuket dove ha ispezionato gli sforzi di recupero delle vittime. Ha sottolineato l’importanza delle relazioni sino-thailandesi dicendo: Cina e Thailandia sono come fratelli, e dobbiamo avere molta cura della nostra amicizia”

Comunque restano le preoccupazioni per questo incidente della nave Phoenix, che ha fatto 47 morti a largo dell’isola di Phuket, sull’industria turistica thailandese a rischio di forte flessione.
Alcuni tour operator thailandesi hanno proposto di togliere il visto di entrata ai turisti cinesi in Thailandia per rendere il viaggio più economico ed attutire il colpo che la tragedia del Phoenix potrà avere sul turismo in Thailandia.

Non è una sorpresa che un incidente che coinvolge i turisti cinesi, molto attenti agli aspetti della sicurezza, possa minacciare le fondamenta dell’industria turistica thailandese.
Questo affondamento di una nave turistica ha messo in luce non solo l’incerta sicurezza di tante attività turistiche in Thailandia, ma anche gli screzi sul turismo cinese in Thailandia.

Il viceministro Prawit Wongsawan con la sua dichiarazione in cui accusava i tour operator cinesi di essere alla radice di quella tragedia, piuttosto che gli standard di sicurezza e le ispezioni, ha ricevuto la risposta cinese che definiscono quella dichiarazione di Prawit altamente critica.

Il ministero cinese della Cultura ha notato che molti turisti a bordo di quella nave avevano fatto una prenotazione individuale, cosa che accade sempre più tra i turisti cinesi in Thailandia. L’incidente potrebbe quindi dare l’impressione che sia che si viaggi in modo organizzato che per conto proprio il turismo in Thailandia ha dei rischi intrinsechi.

La Thailandia riceve ogni anno 10 milioni di turisti cinesi e mir a rompere questa barriera, ma questo incidente e la gestione iniziale approssimata potrebbero causare una contrazione significativa.

Ci sono stati tentativi di boicottaggio in Cina contro il turismo in Thailandia e molti hanno cancellato i loro viaggi, anche se resta da vedere quante siano state poi le cancellazioni. La botta comunque c’è stata anche in termini di pubbliche relazioni.

Una conferma è arrivata da Vichit Prakobkosol, che presiede l’associazione degli agenti di viaggio, il quale ha detto che Phuket ed altri centri thailandesi hanno visto migliaia di cancellazioni tra luglio, agosto e settembre, cosa che ha spinto la sua associazione a chiedere di togliere il visto ai turisti cinesi in Thailandia, per evitare che i cinesi si dirigano su altre destinazioni di paesi vicini.

In questo modo si ridurrebbe di una trentina di dollari il costo del viaggio, cosa che sembra apprezzata in alcuni segmenti del turismo cinese nel Sudestasiatico.
Anche se non è dato ancora da sapere come si muoverà il ministero del turismo in merito, la scelta dipenderà anche dall’entità della perdita di turisti cinesi.

turisti cinesi in Thailandia
https://www.thailandsun.com/upload/orte/patong-beach-phuket-1.jpg

Comunque ci vorrà forse qualcosa di diverso dalla semplice eliminazione del visto per porre rimedio ai danni fatti nel lungo periodo da questo incidente in mare al turismo thailandese.
Una prima cosa sarebbe di fare sì che un incidente simile non si abbia a ripetere.

(https://jingtravel.com/thailand-mulls-scrapping-visa-fee-after-phoenix-boat-tragedy/ e https://jingtravel.com/phuket-tragedy-potential-crisis-for-china-dependent-thai-toursim/)

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