Una verità sconvenevole nel profondo meridione thailandese

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La Macchina della propaganda di stato thai non può vincere la battaglia per conquistare i Malay Musulmani

I cittadini e militanti che assumono una posizione più critica della politica e delle azioni del governo nel meridione di lingua Malay sono soggetti non solo ai soprusi delle autorità, ma anche alla disgustosa propaganda definita come operazioni di informazione.

verità sconveniente della propaganda informativa

L’idea delle operazioni di informazione è screditare chi l’autorità percepisce di ostacolo allo sforzo di conquistare il cuore e la mente della gente locale, il 90% dei quali musulmani di etnia malay.

Le autorità credono che riescono a convincere la gente locale, potranno sedare i movimenti armati separatisti attraverso il diniego del sostegno e della legittimazione.

Uno dei gruppi che sopporta il colpo della macchina di operazione di informazioni è la federazione dei giovani e degli studenti di Patani, PerMAS, una rete di studenti universitari e di scuole superiori.

Benché la roccaforte del PerMAS è nel meridione thai i suoi membri appartengono a tutta la Thailandia e persino nei paesi vicini.

Per la loro vocalità contro la cultura dell’impunità tra la sicurezza del governo, PerMAS è sempre stata fortemente accusata di collaborare con le organizzazioni separatiste come il BRN che per le autorità controlla la maggioranza dell’insorgenza sul terreno. La macchina della propaganda thai descrive il PerMAS come l’ala politica del BRN, una descrizione fortemente rigettata dai suoi membri.

Benché siano passati anni dalla prima comparsa di questa ondata di insorgenza, un dialogo regolare e cordiale tra ufficiali della sicurezza thai e il PerMAS non ha risolto le differenze.

A minare gli sforzi è la macchina semisegreta della propaganda che continua a sfornare la propaganda che attacca e aggredisce questi attivisti. Se si tratti di una strategia deliberata o meno, questo approccio a doppia faccia mette solo in cattiva luce le autorità. Se non altro, illustra che non esiste un’unità di scopo e di strategia da parte del governo.

La sicurezza e l’intelligence devono domandarsi se sono persino necessarie tali tattiche di propaganda contro gruppi come PerMAS. E se continuano ad insistere che si tratta di un approccio legittimo, dovrebbero esser più veritieri nelle informazioni che sfornano.

Manifestazioni organizzate dal PerMAS e gruppi come Lempar, Nusantara, Perwani, Wartani attirano fino oltre 10 mila persone. La critica veicolata in tali eventi così popolari è senza dubbio spiacevole per le autorità.

Ma attaccare questi gruppi con un’informazione distorta non aiuterà la situazione, ma per molta gente del posto, rafforza la mancanza storica di fiducia nei rappresentanti dello stato.

Non si avrà un cambiamento positivo proponendosi con un ramoscello di olivo in una mano, mentre si tiene la frusta nell’altra.

Ci sono modi di gran lunga più produttivi per parlare con questi attivisti.

Prima, le azioni parlano più forte delle parole. Agire per porre fine alla cultura dell’impunità tra le forze della sicurezza reprimendo certe tattiche dubbie come la tortura e gli omicidi extragiudiziali sarà un passo fondamentale nella giusta direzione. Il modo migliore per mostrare alla gente che lo stato ha cura vera dei loro problemi sarebbe di esaminare loro vicissitudini con una mente aperta.

Le autorità devono domandarsi le ragioni per cui i residenti hanno spostato la loro speranza e fiducia verso questi giovani militanti. E’ forse perché hanno buone ragioni per credere che nessun altro si batterà per i loro diritti?

Piaccia o no, la mentalità del “noi contro loro” prevale ancora nel meridione profondo dove “i siamesi” sono visti sempre come esterni.

Le autorità devono afferrare questa verità sconvenevole che forse non si adatta alla loro spiegazione ufficiale della situazione, ma se dobbiamo comprendere le radici di questo conflitto lungo e mortale, dobbiamo smettere di illuderci con la propria propaganda.

Nationmultimedia

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