Unità nell’ASEAN: presidenza laotiana e pressioni cinesi in mare

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Unità nell’ASEAN è il banco di prova della presidenza di turno laotiana dell’ASEAN per le pressioni cinesi in mare e le pressioni per risolvere la crisi nel Myanmar

Il Laos si prepara ad assumere la presidenza di turno dell’ASEAN e affrontare grandi ostacoli per evitare di esasperare le divisioni nel gruppo, in considerazione delle pressioni su Vientiane per inasprire la posizione sulla giunta del Myanmar e per non prendere posizione su questioni delicate legate al suo patrone cinese, secondo molti politici ed esperti.

premier laotiano e cinese

Il povero stato laotiano incastonato tra le montagne ha legato le proprie fortune economiche alla Cina che ambisce al potenziale di energia, di materiali grezzi e prodotti agricoli del piccolo vicino del meridione e che ha prestato a Vientiane tantissimi soldi per fare la ferrovia, le strade e i progetti idroelettrici.

Tutto ciò solleva dubbi tra i dieci paesi membri dell’ASEAN sulla volontà politica e capacità di Vientiane nel rispondere a Pechino di fronte alla crescente assertività nella disputa del mare cinese meridionale.

La settimana scorsa il Laos ha annunciato un tema di maggiore connessione e resilienza per la sua presidenza dell’Asean, che inizierà formalmente il 1° gennaio.

Ma già si trova a dover affrontare domande sul come gestire la questione divisiva della giunta del Myanmar che prese il potere nel 2021 e che da allora comanda su un’economia che crolla e un versamento di sangue che ha cacciato milioni di persone dalle case.

I tre altri paesi membri, Malesia, Singapore e Indonesia, hanno sostenuto un congelamento limitato diplomatico per i rappresentanti del Myanmar in alcuni incontri fondamentali.

Le divisioni a causa del Myanmar nel blocco, che è allergico per definizione a mostrare le divisioni in pubblico, potrebbero ingrandirsi, secondo molti esperti, se il Laos non indurisce la propria posizione sulla crisi birmana specialmente mentre cresce la violenza contro la popolazione civile.

“La risposta che fornirà il Laos a questa crisi ci dirà se c’è ancora unità nell’ASEAN” dice Charles Santiago, parlamentare malese. Il Laos assumerà la presidenza dell’ASEAN quasi all’inizio del terzo anno della guerra civile birmana.

Dal piano di pace del Consenso in Cinque Punti su cui l’ASEAN e Myanmar si accordarono ad aprile 2021, non sono giunti spunti positivi e gli osservatori dicono che ciò è causa di grande delusione per il blocco.

“Il livello di atrocità commesse nel Myanmar cresce ma l’approccio dell’ASEAN è rimasto molto lento” dice Charles Santiago.

Per l’ASEAN è importante che il Laos non organizzi o legittimi altri percorsi diplomatici separati con il regime isolato del Myanmar, dice Joanne Lin Weiling dell’ ISEAS–Yusof Ishak Institute, o “ASEAN non sarà preso in considerazione come un gruppo unito e credibile”.

Si ricorderà che a giugno la Thailandia organizzò un incontro con i rappresentanti militari del Myanmar che fu percepito come un affronto al piano di pace dell’ASEAN che vieta simili impegni fino alla cessazione della violenza in Myanmar.

A questo incontro non parteciparono Singapore, Malesia e Indonesia.

Lo scorso mese il segretario ASEAN Kao Kim Hourn minimizzò le diatribe sul Myanmar dicendo che il Laos non deve sottostimare le proprie capacità nel gestire l’eccesso di scontri diplomatici che derivano dalle questioni del proprio confinante.

“E’ chiaro che non ci sono divisioni. C’è unità nell’ASEAN per il modo in cui ha affrontato il Myanmar e significa che noi continueremo ad impegnarci con il Myanmar” ha detto il segretario generale.

L’autocratico partito rivoluzionario del Popolo Lao, che governa il paese dal 1975, da sempre sostiene i militari del Myanmar.

Il Laos che ha già una propria storia di violazione dei diritti umani manca di risorse e di esperienza diplomatica e potrebbe non avere quel peso per affrontare la crisi, secondo Santiago:

“Credo che il ministero degli esteri laotiano possa non avere le capacità di gestire qualcosa di immenso come la crisi birmana.”

Gli osservatori dicono che una strada per districarsi tra le fedeltà in competizione possa essere “il metodo della troica” che ha proposto Giacarta secondo cui il Laos potrebbe lavorare sulla questione birmana insieme all’Indonesia, che ha lasciato la presidenza, e alla Malesia che subentrerà al Laos.

“Questo assicurerebbe che il peso non ricada del tutto sul Laos a cui si aggiungerebbero capacità diplomatiche simili a quelle di Giacarta” dice Hunter Marston dell’Università Nazionale Australiana.

La pressione cinese sul Laos

Il Laos ha anche le relazioni più strette con la Cina tra tutti i paesi del blocco.

Di fronte ad una brutta situazione finanziaria i legami economici con la Cina si sono approfonditi ultimamente tra cui il completamento della ferrovia ad alta velocità da 6 miliardi di dollari che attraversa il paese montagnoso, finanziato in parte con prestiti cinesi.

Alcuni studiosi ed esperti si riferiscono al Laos come ad uno Stato cliente della Cina, a causa del suo debito pubblico e pubblicamente garantito del 123% del suo PIL metà del quale è posseduto dal suo gigante vicino.

Il Laos ha una criticità nel mantenersi neutrale durante la presidenza dell’ASEAN secondo gli esperti, cosa già emersa durante la presidenza di turno della Cambogia, altro stato dipendente dalla Cina.

Nei mesi scorsi si sono avute tensioni nel Mare Cinese Meridionale specie tra Manila e Pechino.

La Cina ha reclami in competizione con vari paesi del Sud Est Asiatico nel Mare Cinese Meridionale che, con alcune differenze, rigettano il proclama di Pechino della Mappa delle Nove Linee sul 90% della via marittima ricca di risorse.

La tendenza del Laos potrebbe essere di considerare le tensioni tra i due paesi come una questione bilaterale, secondo molti esperti.

“Il Mare Cinese Meridionale non interessa molto al Laos e potrebbe sentire su questa cosa molto le pressioni cinesi” dice Hunter Marston.

La crescente presenza cinese e l’approfondirsi della rivalità USA Cina mette più pressione sul Laos a “muoversi verso la neutralità” secondo Lin che aggiunge: “Accrescere la sua fiducia verso i paesi membri dell’ASEAN e altre potenze intermedie”.

Amy Sood, SCMP