Uso eccessivo della forza della polizia a Bangkok durante il summit APEC

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La ONG internazionale Fortify Rights chiede alle autorità thailandesi di indagare sull’ uso eccessivo della forza contro manifestanti pacifici durante il summit dell’APEC, Cooperazione economica dell’Asia Pacifico che si è tenuto a Bangkok, dove erano convenuti 21 capi di stato tra i quali quelli di USA e della Cina.

FR chiede anche il rilascio dei militanti arrestati per aver esercitato il diritto ad associarsi pacificamente ed ad esprimere la propria opinione.

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“Mentre le autorità thailandesi hanno disteso il tappeto rosso ai capi di stato del mondo all’APEC i thailandesi che esercitavano i loro diritti hanno trovato l’arresto arbitrario e l’uso eccessivo della forza. Si devono indagare e portare in tribunale tutti gli ufficiali responsabili per questo uso eccessivo della forza” ha dichiarato Mookdapa Yangyuenpradorn di FR sugli eventi accaduti per strada durante il summit APEC, quando ai manifestanti è stato bloccato l’accesso alle strade che portano al Queen Sirikit Center che ospitava il Summit.

La ONG ha rivisto video e foto degli scontri durante i quali sono stati picchiati manifestanti disarmati e già fermati dalla polizia, un monaco buddista e sono stati sparati proiettili di gomma che hanno colpito in un occhio un manifestante che di conseguenza perderà la vista, un manifestante noto del gruppo Dao Din.

La polizia ha arrestato almeno 26 manifestanti e ne ha ferito 21 tre dei quali risultano essere giornalisti in servizio per la Reuters, per The MATTER e per Isaan Record.

L’uso eccessivo della forza e l’uso pesante della legge della lesa maestà sono i soli metodi che il governo thailandese di Prayuth conosce per gestire le piazze e negare la libertà di espressione e di assemblea.

FR ricorda che la legge umanitaria internazionale e le leggi thailandesi in merito proteggono il diritto alle assemblee pacifiche, diritto iscritto nell’articolo 21 della legge internazionale sui diritti civili e politici a cui la Thailandia partecipa, oltre che nell’articolo 33 della costituzione thailandese.

Nel suddetto articolo 21 è anche imposto l’obbligo ai corpi dello stato di proteggere e facilitare le assemblee e manifestazioni pacifiche. Il ruolo delle forze di polizia e dello stato è regolato dai tre principi di necessità, proporzionalità e precauzione con l’uso di mezzi non violenti prima e con il massimo controllo, qualora l’uso della forza fosse inevitabile, ed “in proporzione con la gravità delle offese e gli obiettivi legittimi da raggiungere”.

Secondo le indicazioni delle Nazioni Unite i proiettili di gomma “non devono essere mirati al capo, alla faccia o al collo” ed usati solo per affrontare minacce imminenti di ferite ad un membro della forza pubblica o a gente comune”.

Il gruppo TLHR, avvocati thai per i diritti umani, ricorda anche che da Maggio 2020 ad ottobre 2020 sono 1460 giovani ad essere stati denunciati secondo la legge del decreto di emergenza ed altri 107 per la legge sulle assemblee.

“La polizia thai è obbligata a proteggere i manifestanti ed ad assicurare che possano esercitare i loro diritti anche durante l’APEC. Il governo deve seguire il governo della legge e non mostrare alcuna tolleranza per l’uso eccessivo della forza. Bisogna perseguire oltre ai poliziotti presenti sulla scena, tutti coloro che hanno dato ordine di usare la forza o che non ha preso misure ragionevoli per prevenirla.” ha detto Mookdapa Yangyuenpradorn di FR.

Su quanto accaduto in quei giorni scorsi, il giornalista thai Pravit Rojanaphruk ricorda come il motto di questo summit APEC è stato di “Aperto, connesso e bilanciato”:

“Questo motto è vero in parte. Se sei un capo di stato o di governo o ministro oppure un delegato di una grande multinazionale, allora il Summit APEC al Queen Sirikit Center è davvero aperto e connesso. Ma solo per le elite. Ma per la maggioranza dell’altra gente, per la gente comune, si tratta di strade bloccate, marciapiedi chiusi e il doverlo sopportare. E’ chiuso e senza connessioni. Non avrai alcuna possibilità di fare un selfie con il presidente francese Macron né con il famigerato Principe Saudita Mohammaed bin Salman Al Saud, per non citare la vicepresidentessa USA Kamala Harris oppure il presidente cinese Xi Jinping che secondo i media occidentali è l’uomo più potente al mondo.

Proprio dall’altra parte del centro delle riunioni, dal lato opposto della Ratchadapisek, ho parlato a due abitanti della baraccopoli di Klong Phai Sinto. Boonthom Robkhob mi ha detto che la polizia è andata a trovarla e a ricordarle che lei ed i suoi vicini devono starsene dentro le loro catapecchie per tutta la settimana se non è assolutamente necessario, e non mettere nessuna bancarella o andarsene in giro a vendere. Quando le ho chiesto se avessero avuto qualche risarcimento per i mancati introiti, lei mi ha detto che non hanno avuto nulla.

Essenzialmente APEC 2022 a Bangkok è aperto e connesso solo per poche elite e loro amici, ma disconnesso per la maggioranza delle persone.”

Il giornalista ricorda come qualche centinaio di manifestanti si fosse riunito vicino al Monumento della Democrazia, ad alcuni chilometri dal summit APEC, ed avesse trovato la risposta agguerrita della polizia in assetto antisommossa che ha arrestato 25 manifestanti ed ha subito negli scontri qualche ferito leggero. Volevano mostrare che non tutti i thai sono fieri di ospitare questo summit.

Un manifestante del gruppo di Dao Din, Payu, perderà quasi certamente un occhio per un proiettile di gomma sparatogli da vicino.

“Prayuth incornicerà tante foto di sé che stringe la mano ai capi di stato del mondo, mentre Payu probabilmente perderà un occhio, e forse la gente dimenticherà la propaganda ed i 3 miliardi di Baht costati ai thailandesi per finanziare questo Summit APEC 2022 a Bangkok”.

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