Uso ricreativo della marijuana, affari e promesse in Thailandia

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A febbraio 2024 il governo thai ha fretta di realizzare una delle promesse elettorali del Pheu Thai, tornare a criminalizzare un uso ricreativo della marijuana. Ci si chiede se il governo riuscirà ad applicare il divieto in modo efficace in considerazione della redditività di questa sostanza psicoattiva e del bisogno di tenere insieme la coalizione.

vuoto normativo sullo spinello e uso ricreativo della marijuana

Quando Srettha Thavisin assunse la presidenza del consiglio, mise in moto questa promessa indicando quanto fosse cresciuto incontrollato il numero di rivendite di erba nel paese.

A gennaio il ministro della sanità Cholnan Srikaew annunciò una legge che vuole limitare i prodotti a base di cannabis solo a quelli per usi medicali di cui è vietato anche la pubblicità. Per chi viola sono previste multe salate.

La Cannabis sarebbe classificata come droga se contiene un estratto di marijuana con un livello di tossicità di 0,2%. I produttori di cannabis devono avere una licenza al pari dei proprietari e consumatori dei negozi legati alla marijuana. Cholnan ha persino detto che “fumare l’erba potrebbe richiedere una prescrizione medica”.

Questo prossimo divieto di questa droga legale e redditizia ha creato paure tra i produttori, commercianti e venditori i quali sostengono che è ambigua e prende di mira in modo ineguale i piccoli imprenditori. Ancora più importante è che il Pheu Thai non vuole perdere il sostegno del suo secondo partito di coalizione Bhumjai Thai che lanciò la liberalizzazione della marijuana.

Per queste ragione il governo continua a cercare opinioni sulla legge. Ma insieme alle ombre che si allungano sull’industria thai della marijuana, è cresciuto il vuoto legislativo sull’uso della cannabis e dell’erba. Il governo del Pheu Thai ha così il suo bel da fare.

E’ solo da qualche anno che la Thailandia ha iniziato ad allentare il suo divieto decennale su questa droga che dal 1961 al 2022 è stata classificata come una droga illegale. A dicembre 2018 la cannabis fu legalizzata per scopi medici e di ricerca durante il governo del generale Prayuth Chanocha. A gennaio l’esercito reale thailandese iniziò a permettere la coltivazione della cannabis che era stata tolta dai regolamenti della FDA thai.

Il capo del BJT Anutin Charnvirakul perciò tenne una manifestazione a Buriram in cui annunciò che il suo partito avrebbe promosso la libera coltivazione della marijuana a Buriram in tutto il paese. Alle elezioni del 2019 MJP conquistò tutti i seggi parlamentari ed entrò nel governo retto dai militari con Anutin che divenne ministro della sanità e che iniziò a togliere la cannabis dai narcotici.

Ad aprile Newin Chidchob, amico stretto di Anutin, organizzò una Expo della Cannabis a Buriram dove proclamò che la marijuana sarebbe potuta diventare la cura per la povertà e le malattie. Newin è uno dei patroni del BJT nonché presidente del Buriram United Football Club, e benché non sia un politico è considerato colui che tira i fili della politica nella provincia di Buriram.

Appena dopo, la figlia di Newin Chidchanok Chidchob registrò presso il ministero della salute un’impresa Buriram Community Enterprise (BCE), il primo fornitore di cannabis in Thailandia.

Si dice che la famiglia avrebbe investito centinaia di milioni di baht l’anno, 2.5 milioni di euro, nell’impresa di estrazione degli oli essenziali dal valore di svariate centinaia di milioni di baht annui.

Poiché la BCE di Chidchob gode un percorso facilitato sulla produzione di erba e cannabis, la GPO thailandese, organizzazione farmaceutica del governo, firmò un contratto di acquisto con la fabbrica di Buriram che apriva la strada alla provincia di BJT di diventare il fornitore di stato di cannabis e prodotti medicali a base di erba.

A dicembre 2020, la commissione ONU sulle droghe cancellò la marijuana e l’erba dalla lista dei droghe pericolose, che portò Anutin a rivedere la categoria 5 della legge delle droghe per permettere parti della coltivazione di cannabis e erba medica. Il 9 giugno 2022 la Thailandia declassificava marijuana e cannabis dalla lista delle droghe pericolose con una mano di un generale amico di Newin che presiedeva il comitato FDA thai.

L’allora premier Prayuth accettò di cancellare dalla lista la droga per assicurarsi il sostegno del BJT in un voto di fiducia.

Secondo un sondaggio del 2022 delle province thai la liberalizzazione della marijuana aumentò la popolarità del BJP, ma si venne a creare un vuoto legale di regolamenti della cannabis che facilitò indirettamente l’uso ricreativo della Marijuana che Anutin poi disse di non aver mai sostenuto.

A febbraio 2024 ci sarebbero 6920 negozi di erba in Thailandia. Nel 2023 la camera di commercio thai stimava che l’industria della cannabis ha infuso nell’economia thai un valore di 1,1 miliardi di dollari.

I pezzi grossi del BJP hanno tratto beneficio personale dalla liberalizzazione con la famiglia di Newin che ha azioni nell’industria delle bevande alla cannabis, Tao Bin, e un gruppo sino-thai di Anutin che ha fatto grossi investimenti nel business della erba terapeutica.

Alcuni mesi prima delle elezioni di maggio, i democratici spingevano per includere di nuovo la marijuana tra i narcostici e bocciarono una legge del BJT che mirava a creare una legge della marijuana e cannabis libere.

Nella campagna elettorale del 2023, democratici, PT e MFP promisero di restringere l’uso della cannabis, mentre il BJT fece campagna per la liberalizzazione della marijuana rendendola una precondizione per entrare in un governo di coalizione.Alla fine a Buriram BJT ha rivinto tutti i seggi ed è entrato nel governo di Srettha Thavisin.

Nel 2024, il BJT sembra aver accettato a malincuore di sostenere il ritorno alla criminalizzazione dell’uso ricreativo della marijuana voluto da Srettha. Tuttavia, il BJT potrebbe riuscire a influenzare la politica sulla cannabis dello Stato, perché se i 71 deputati del BJT lasciano la coalizione di 314 membri, Srettha dovrebbe far entrare i 25 deputati democratici per mantenere a malapena la maggioranza (non farebbe entrare Move Forward perché potrebbe presto subire uno scioglimento giudiziario).

Nel 2024, la recriminalizzazione della marijuana si scontra con due criticità. In primo luogo, dato che la marijuana in Thailandia è un’industria multimiliardaria in crescita, sarebbe difficile per lo Stato far rispettare la recriminalizzazione della pianta.

In secondo luogo, sarebbe altrettanto difficile per Srettha costringere il BJT, diffidente nei confronti di una legge troppo rigida sulla marijuana, a rimanere nella coalizione. Queste sfide potrebbero contribuire a sostenere un vuoto giuridico nella regolamentazione della cannabis.

Paul Chambers, Fulcrum

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