Duplice omicidio a Tarlac e il volto del terrore di certi poliziotti

Piuttosto che essere delle garanzie per la gente della legge e l’ordine, ultimamente molti nostri poliziotti diventano il volto del terrore e dell’impunità,

Il 15 dicembre dei poliziotti di Cebu City nelle Filippine avvicinarono due uomini, dissero loro che erano in arresto e li portarono vicino ad un loro veicolo fermo.

I due uomini innervositi furono sorpresi quando altri poliziotti apparvero all’improvviso cantando un canto di Natale e diedero loro un cesto regalo.

Photo: Reuters

Poi la polizia spiegò che era il loro modo di augurare alla gente un felice Natale.

Lo scherzo bizzarro non è stato preso bene. La portavoce della Commissione dei Diritti Umani Jacqueline De Guia disse che “non c’é nulla da ridere” e che il fatto “dice che la paura di tanti individui si è trasformata in sfiducia verso chi applica la legge”.

I filippini hanno buone ragioni per non fidarsi e per temere della polizia, legata ad omicidi, corruzione e violenza, in particolare dall’inizio della campagna contro la droga del Presidente Duterte nel 2016.

L’ONU stima che oltre 8000 persone sono state uccise nella guerra alla droga, mentre la Commissione Nazionale dei diritti umani crede che il numero totale potrebbe raggiungere i 27mila.

In precedenza la procura generale della Corte Penale Internazionale disse che c’erano “basi ragionevoli per credere” che la repressione di Duterte si era resa responsabile di crimini contro l’umanità, e che il prossimo anno si sarebbe presa la decisione sull’aprire o meno le indagini.

Il caso più recente di brutalità della polizia si è avuta il 20 dicembre nella città di Paniqui della provincia di Tarlac, a nord di Manila, quando un sergente di polizia Jonel Nuezca ha sparato ed ucciso i suoi vicini Sonya Gregorio di 52 anni e suo figlio Frank a distanza ravvicinata.

Nuezca si era precipitato nel loro cortile dopo che Frank aveva sparato un cannone fatto in casa, che fa un grande rumore ed è usato per celebrare l’anno nuovo. Sebbene fosse fuori servizio e non in uniforme, Nuezca ha provato ad arrestare il giovane mentre la madre tentava di proteggerlo abbracciandosi al ragazzo con forza.

Quando la figlia giovane di Nuezca gridò “mio padre è un poliziotto” e Sonya rispose “Non mi importa”, lui tirò fuori la pistola. Le ultime parole che madre e figlio sentirono dire furono quelle di Jonel Nuzca in tagalog.

“Fottetevi, volete che vi finisco proprio ora?”

Conscio che lo si stava registrando Nuezca a sangue freddo sparò a tutte e due le vittime in faccia, e poi li sparò di nuovo quando caddero.

Nel video si sente un testimone oculare gridare verso Nuezca “Sei un animale”, il quale con calma si allontanò con la figlia.

Il video ha circolato moltissimo sui media sociali prima che YouTube lo togliesse, mentre su Twitter ha preso il volo #StopTheKillingsPH dopo l’incidente.

Il Senatore Panfilo Lacson, che fu un capo di polizia, disse che la registrazione del video diceva la storia completa, che la polizia non dovrebbe mostrare alcuna esitazione nel mandare in carcere Nuezca perché “è l’ultimo dei poliziotti di cui hanno bisogno”.

Duterte condannò l’omicidio dicendo nel suo messaggio settimanale in TV che non si doveva permettere a Nuzca di chiedere la cauzione e che i “poliziotti canaglia la pagheranno cara”.

Il capo della polizia Debold Sinas disse che la polizia nazionale filippina “Non condona né condonerà mai atti criminali dei propri uomini” e che quello era un caso isolato.

Da allora le indagini hanno messo in luce che Nuezca aveva una storia di abusi risalenti a dieci anni prima tra cui due casi di omicidio da cui era stato prosciolto per mancanza di prove, oltre ad altri casi di grave condotta e rifiuto di fare il proprio dovere.

Ad ottobre era stato degradato per un caso di estorsione del 2014 in cui insieme ad altri poliziotti aveva arrestato due uomini domandando loro dei soldi in cambio del rilascio.

La Polizia sostiene che Nuzca è l’eccezione nella forza di 221mila uomini che quest’anno arruolerà altri 37 mila persone. Ma per molti filippini lui è un poliziotto tipico. Ci sono tantissimi casi registrati in video dove la polizia ha commesso dei crimini piuttosto che prevenirli.

A Baguio City nel nord delle Filippine, un gruppo di poliziotti tra cui due membri di una unità antidroga tirarono con la forza un giovane fino alla macchina di fronte a tantissimi testimoni. Il giorno dopo il corpo senza testa dell’uomo fu ritrovato in un dirupo.

Ad aprile un sergente sparò ed uccise un veterano dell’esercito per aver violato la quarantena. La polizia disse che l’uomo stava per prendere un’arma che loro avrebbero rinvenuto nella sua borsa.

I parenti della vittima dissero però che l’uomo era invalido e che l’arma era stata posta dalla polizia.

“La polizia agisce come se fossero re” dice il giornalista filippino Manuel Mogato vincitore del premio Pulitzer che da decenni segue la polizia. “La cultura dell’impunità è proprio troppa”.

Mogato ha descritto lo stato della Polizia Nazionale Filippina come “in peggioramento e violento” e ha detto che il problema è “strutturale, dal reclutamento all’addestramento”

Mogato ha accusato Duterte che si è appoggiato alla polizia per fare la sua guerra alla droga.

La narrazione, secondo Mogato, in quasi tutti i casi è la stessa: la polizia conduceva un’operazione di “compra-arresta”, c’era uno scontro a fuoco dopo la presunta resistenza di presunti sospetti che finivano morti.

Un rapporto di giugno della Commissione Nazionale dei Diritti Umani diceva che la repressione della droga era stata segnata dagli ordini di polizia e dalla retorica di alto livello che poteva essere stata interpretata come “permesso di uccidere”

“Nonostante accuse credibili di omicidi extragiudiziali diffusi e sistematici nel contesto della campagna contro le droghe illegali, c’è stata una quasi impunità per tali violazioni” diceva il rapporto.

L’attenzione del paese sull’ordine pubblico e la sicurezza nazionale, secondo quanto trovato dall’ONU, “sono state spesso a spesa dei diritti umani, dei dovuti diritti di processo, del governo della legge e della responsabilità”

Duterte stesso ha ripetutamente attaccato la polizia dicendo nel 2017 che il 40% della polizia era corrotta. Ma non gli impedì questo di invitarli a sparare per uccidere. Durante la celebrazione dell’anniversario della polizia lo scorso anno, Duterte disse alla polizia che era accettabile prendere mazzette, che definì doni, e promise che li avrebbe protetti.

In risposta al duplice omicidio di Tarlac, alcuni poliziotti hanno detto che Gregorios meritavano quello che era accaduto perché avevano provocato Nuezca, mostrando così il modo di pensare a cui molte reclute sono soggetti.

E il capo della polizia filippina ha dato quello che è parso come un avviso di minaccia quando ha detto che non avrebbe mai incoraggiato la gente a filmare i video di abusi della polizia.

il volto del terrore
Photo: AFP

In una sua dichiarazione la senatrice Nancy Binay notava come

“piuttosto che essere delle garanzie per la gente della legge e l’ordine, ultimamente molti nostri poliziotti diventano il volto del terrore e dell’impunità, fregandosene altamente del governo della legge e sputando sui nostri valori”

Alan Robles, SCMP