Vuoto Normativo sullo spinello e Cannabis legale in Thailandia

Con la legalizzazione della Cannabis in Thailandia il 9 giugno scorso si è aperto un immenso vuoto normativo sullo spinello in tutto il paese.

Dopo un mese dall’entrata in vigore della legalizzazione, c’è ancora pochissimo controllo sull’uso della pianta che nel resto del mondo è ancora vista come una droga.

Sulle arterie affollate di Bangkok da Silom a Khao San, come anche Nimmanhaemin a Chiang Mai, spuntano come funghi le bancarelle che vendono foglie e fiori mentre altri offrono spinelli già confezionati.

vuoto normativo sullo spinello

I ristoranti di tutte le fasce economiche hanno iniziato ad aggiungere nei loro menù piatti con marijuana mentre inizia a decollare la tendenza dei “raccolti di cannabis”. Le organizzazioni statali hanno diffuso le sementi di cannabis per farle coltivare nelle famiglie.

Mentre i dirigenti del partito Bhumjaithai Party, che aprirono le porte alla legalizzazione della cannabis, sono ostinati nel sostenere la decriminalizzazione è una cosa buona, molti sostengono di dover colmare il vuoto normativo per evitare conseguenze pericolose.

Il lato negativo della legalizzazione della cannabis

La legalizzazione fu immediatamente seguita da varie denunce di malori e persino ospedalizzazioni di persone che avevano consumato cannabis. Tra il 21 giugno al 30 una decina di giovani hanno avuto malori dopo un uso incontrollato di marijuana.

Si è letto anche che un bambino di sei anni abbia mangiato degli spuntini a base di cannabis finendo in uno stato confusionale, mentre un giovane di 15 anni con una storia di depressione ha attaccato delle persone con un coltello dopo aver fumato due spinelli.

Secondo il professore Suriyadeo Tripathi del Centro della promozione della moralità, questi sarebbero solo la punta di un iceberg il quale prevede che senza un appropriato controllo sull’uso il numero di bambini che soffrono di malori legati alla cannabis potrà solo crescere.

“I bambini non devono consumare cannabis sotto qualunque forma perché avrà un effetto di lungo termine” ha detto il professore che ha aggiunto che i cervelli dei piccoli rispondono molto agli stimoli e che anche una piccola quantità potrebbe accrescere moltissimo il rischio di assuefazione.

“Alcuni potrebbero essere anche allergici alla pianta che potrebbe danneggiare il processo respiratorio e il processo cognitivo”.

Il professore dice che è difficile poi fermare i giovani dal provare la cannabis specialmente quanto sono così ben noti i benefici.

Dove sta il problema del vuoto normativo sullo spinello?

Quando il partito Bhumjaithai iniziò a chiedere la legalizzazione della cannabis, pensò anche ad alcuni controlli per prevenire conseguenze negative.

Il ministro della Sanità nonché capo del Bhumjaithai Anutin Charnvirakul ha comunque sostenuto che all’inizio dell’anno una nuova ondata di Covid-19 aveva sconvolto il lavoro sulla legislazione sull’uso della marijuana.

Il codice dei narcotici fu emendato lo scorso anno per rimuovere la cannabis dalla lista delle droghe con un emendamento poi pubblicato sulla Gazzetta Reale Thailandese che è entrato in vigore il 9 giugno.

“Il cambio fondamentale era stato già fatto e non potevamo bloccarlo” ha detto Anutin che non si pente però di quanto fatto. “Anche se potessi tornare indietro nel tempo la mia decisione sarebbe la stessa”.

Lui dice che in tutto il paese ci sono pazienti che attendono il trattamento con la marijuana a cui si dà il merito di combattere alcuni dolori, la spasticità dei muscoli, glaucoma, insonnia, perdita di appetito, nausea ed ansia.

Nel nuovo raccolto sono molte le imprese medie e piccole che hanno investito molto e se si dovesse sospendere la legalizzazione, dice Anutin, si commetterebbe un’ingiustizia verso di loro.

“Perciò abbiamo deciso di iniziare a regolamentare la cannabis come meglio si può senza bloccare il processo di legalizzazione”.

Il giorno 8 giugno è passata in prima lettura la legge chiave sul controllo dell’uso, la legge della Marijuana e della Cannabis terapeutica. Se non sarà emendata dal senato, sarà approvata nella prossima lettura al parlamento.

Varie istituzioni, ha detto Anutin, si sono mosse per tempo imponendo una propria regolamentazione sull’uso come l’Amministrazione di Bangkok Metropolitana che ha vietato la vendita di prodotti a base di cannabis di fronte o dentro le scuole. Questo divieto è stato recepito dal Ministero dell’Istruzione che lo ha esteso a tutto il paese.

Il ministero della sanità nel frattempo ha imposto il divieto di fumare la marijuana in luoghi pubblici ed è stata vietata la vendita della marijuana a bambini e donne incinta dal 17 giugno.

Restano i dubbi

Secondo molti la nuova legge di regolamentazione non potrà essere applicata con la velocità che il ministro Anutin vuole. Ci potrebbe essere il bisogno di attendere l’anno prossimo perché la legge entri in vigore.

I professori come Suriyadeo e i gruppi della società civile credono che il governo debba emettere altre regolamentazioni sull’uso della cannabis in attesa che si materializzi la nuova legge.

Col vuoto normativo sullo spinello anche la polizia è confusa e ha ammesso di non sapere quale legge applicare.

Lo stesso guru della legge del governo, il vice premier Wissanu Krea-ngam, dice che le leggi che governano la cannabis sono confuse. A suo avviso ci vuole un comitato ad hoc che determini quali attività legate alla cannabis sono legali e quali no.

Misure di controllo urgente per contrastare il vuoto normativo sullo spinello

L’associazione dei pediatri sostiene l’uso della cannabis a scopi medici ed invita le autorità a vietare la pubblicità a sostegno dei benefici della pianta fino all’arrivo della nuova legge. Vuole anche che le autorità illustrino gli effetti avversi della marijuana sul cervello dei giovani.

L’Università Mahidol ha lanciato una propria campagna sull’uso ricreativo della cannabis che a loro dire potrebbe portare a danni al corpo di lungo termine, ed mette in guardia sulla guida degli autoveicoli o sul lavoro con macchine dopo sei ore dall’aver assunto marijuana.

Il Canada ha legalizzato la cannabis terapeutica nel 2001 e da allora circa il 14% dei canadesi l’ha usata per trattare delle patologie.

L’uso ricreativo è ora permesso ma controllato strettamente. Ogni famiglia in Canada può coltivare fino a sei piante ammesso che un membro della famiglia è registrato per avere una condizione trattabile con cannabis e che le piante siano nascoste dalla vista pubblica.

Il Canada ha impiegato 17 anni per pianificare e rivedere prima di decidere di legalizzare il consumo. Inoltre il consumo è pesantemente scoraggiato da una tassazione che contribuisce ad una campagna per accrescere la consapevolezza dei giovani sulle questioni della marijuana e aiutare negli impatti negativi.

Insieme a Canada e Thailandia, la Marijuana è anche legale in Georgia, Malta, Messico, Sud Africa e Uruguay. Negli USA l’erba è stata legalizzata in 19 stati, due territori e nel distretto di Columbia.

ThaiPBSWorld

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