Zenaida Luz, uccisa da due sicari mascherati in moto rivelatesi poliziotti

Zenaida Luz

Due sicari mascherati in moto rivelatesi poliziotti uccidono una donna di 51 anni, Zenaida Luz, il 9 ottobre davanti a casa sua nella cittadina di Gloria, isola di Mindoro.

La donna Zenaida Luz faceva parte di “Osservatorio dei cittadini contro il crimine”, CCW, ed aveva ricevuto un messaggio da uno spacciatore che chiedeva protezione per la moglie ed i figli, e si trovava fuori della casa ad attendere lo spacciatore quando è stata uccisa.

Zenaida Luz, uccisa da due persone mascherate in motoI due sicari mascherati in moto rivelatesi poliziotti sparano a Zenaida Luz e poi al telefonino.

“E’ stato un tranello. Sapevano che sotto l’aspetto forte era molto dolce dentro” dice il compagno della donna che le aveva suggerito di non uscire.

Molti cittadini avvisano la polizia che riesce ad intercettarli qualche chilometro lontano e a ferirli in uno scontro a fuoco.

Qui si scopre che i due sicari mascherati sono in realtà due ispettori di una città vicina a Gloria, isola di Mindoro, che sono stati poi allontanati dalla polizia dopo l’attacco. I due sono due laureati dall’accademia di polizia e sono stati accusati di omicidio e tentato omicidio per lo scontro a fuoco con la polizia locale. Uno dei due poliziotti aveva avuto gli onori come poliziotto modello dallo stesso capo della Polizia De La Rosa un mese prima.

La donna invece lavorava ad un programma di sostentamento per ex tossicomani e spacciatori che si erano già arresi alle autorità secondo il proclama di Duterte “arrendetevi o Morirete”.

Cosa si può dedurre da questo caso alquanto eccezionale?

Il governo considera omicidi extragiudiziali quei casi di persone che, come Zenaida Luz, sono uccisi da persone mascherate in moto, casi che la polizia attribuisce solo al cartello della droga che così vuole liberarsi di persone scomode. Questo caso in realtà ci deve far pensare che si tratta di omicidi compiuti dalla polizia fatti per dimostrare che il cartello della droga è molto potente nelle Filippine.

Se poi si confronta il bassissimo numero di poliziotti morti nei raid contro la droga col numero di persone trovate con le pistole in mano e uccise, viene più di qualche dubbio sulla liceità di questi omicidi. Questi sono sì omicidi extragiudiziali fatti passare per legittima difesa. Gli altri sono esecuzioni sommarie fatte in buona parte, se non proprio tutti, dalla polizia.

Vediamo i numeri apparsi su TheRapler relativi a metà ottobre, come pubblicati dalla polizia. La polizia ha spesso cambiato queste cifre come riportate dal capo della polizia.

Dal 1° luglio alla seconda settimana di ottobre ci sono stati 4375 morti legate alla guerra alla droga.

1645 personalità della droga uccise in operazioni di polizia; 2730 personalità della droga uccisi da vigilanti o simili.

30845 operazioni di polizia condotte; 29331 personalità della droga arrestate; 2,120,139 case visitate dalla polizia per convincere alla resa i tossicomani e spacciatori

744916 i tossicomani e spacciatori arresisi. 54229 spacciatori, 690687 tossicomani o utenti.

La polizia registra gli omicidi extragiudiziali, in stile vigilanti o quelli non spiegati.

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2508 casi di omicidi non spiegati; 1967 casi di omicidi su cui ci sono indagini; 541 sono i casi sotto indagine di cui 352 risolti.

Esaminiamo i costi umani delle forze di sicurezza.

13 poliziotti e 3 militari uccisi in operazione; 40 poliziotti e 8 militari feriti in operazione.

Talk-pieta1-800x581Sulla serietà del problema della droga nelle Filippine c’è molto da dire e si tenga conto che è tossicomane anche chi ha preso lo shabu o la marijuana una sola volta all’anno. Alcuni studi puntano a due droghe illecite, shabu e Marijuana, come le più diffuse. Duterte, nel suo elogio della soluzione finale di Hitler, parla di 3 milioni di “drogati”. Ma le cifre sono varie e non standardizzate.

Di certo si sa che in maggioranza si tratta di maschi di età media di 30 anni, poveri e senza istruzione, la cui droga di elezione è lo shabu. Sono questi ad affollare i pochissimi centri di riabilitazione.

Nella speranza che questi centri di riabilitazione non diventino di concentramento, traduciamo un contributo sull’effetto che queste esecuzione sommarie ed omicidi extragiudiziali hanno sul sistema della polizia nazionale FIlippina di Randy Davids.

Quando i poliziotti diventano sicari mascherati (l’intera società discende nelle barbarie)

Non sappiamo se il capo della polizia filippina, Ronaldo De La Rosa lo capisce. Ma nessun altro evento da quando Duterte è giunto al potere ha dato un colpo più forte alla credibilità della polizia nella guerra alla droga che l’omicidio pericoloso di un crociato della lotta al crimine, Zenaida Luz a Mindoro.

Gli assassini della Zenaida Luz si sono avvicinati in moto a casa sua con un elmetto e una maschera, quasi a mezzanotte. E’ stata uccisa a sangue freddo mentre stava davanti a casa sua, ad attendere qualcuno che l’aveva contattata per essere aiutato. Chiaramente un trucco.

In risposta ad una chiamata dei capi villaggio un gruppo della polizia si imbatte negli assassini in fuga con cui si scambiano dei colpi. Bloccati e feriti i sicari disperatamente gridano “Polizia, Polizia” per dire chi fossero. La polizia, a loro onore e scioccati, hanno riconosciuto i due dai gradi. Gli assassini si sono rivelati essere l’ispettore capo Magdaleno Pimentel Jr. e l’ispettore Markson Almeranez, in abiti civili non in uniforme.

I due sono stati portati in ospedale e sotto la custodia di polizia. Non è chiaro il loro motivo per uccidere la signora Luz, presidente regionale del CCW. In un mondo ideale la donna sarebbe stata una loro alleata essenziale, un pilastro della campagna della comunità contro il crimine.

Si può immaginare quanto differente sarebbe stato il discorso se i suoi sicari fossero riusciti a scappare nell’oscurità e restare sconosciuti. Non ci sarebbe stato alcun serio tentativo di indagine, ma sarebbero circolati false storie dell’omicidio. La donna sarebbe diventata la vittima del cartello della droga che ha lanciato una campagna di omicidi contro i crociati della lotta al crimine e contro proprie persone.

Zenaida Luz è stata un membro esemplare e attivo che ha incoraggiato ed aiutato tossicomani e spacciatori a riprendersi la vita e a cercare la disintossicazione.

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Con un’altra spiegazione la sua morte sarebbe stata liquidata come vendetta personale, non legata alla guerra alla droga. O peggio protettrice di criminali della droga che ha avuto la sfortuna di fare arrabbiare i trafficanti.

Di sicuro, in un periodo quando la polizia è troppo impegnata a dare la caccia al cartello della droga, non si sarebbero sospettati ufficiali della polizia come sicari di una donna che ama la legge e ardente di spirito civico. Perché si vorrebbe nella polizia eliminare una donna così? Ci potrebbero essere varie ragioni che tutte richiedono una ripensata seria della guerra sanguinosa alla droga di questa amministrazione.

Ma riesco a trovare un sola ragione per cui gli ispettori Pimentel e Almeranez, graduati dall’accademia della polizia, volevano uccidere Zenaida Luz. Dovevano sapere che la donna aveva informazioni sul loro coinvolgimento nelle attività criminali. Potrebbero essere tra quelli che si definiscono ninja cops, che rivendono la droga sequestrata o protettori del cartello della droga.

Quello che ci deve allarmare tutti è il modo in cui questo sfrontato omicidio è reso normale nell’atmosfera prevalente degli omicidi giornalieri. E’ ovvio, dal modo metodico in cui i due ufficiali hanno portato avanti il loro scopo brutale, che volevano fuorviare le indagini facendolo passare come parte integrante della sfaccettata guerra alla droga. Pimentel indossava un casco ed una giacca, mentre Almeranez aveva una parrucca ed una maschera. Erano su una motocicletta piccola che è diventata la firma degli omicidi da vigilanti.

A chi esprime profonde riserve sugli omicidi di presunti spacciatori e tossicomani è spesso detto che non hanno nulla da temere finché non si danno alla droga anche loro. Ma, poiché sono tanti crimini commessi e nascosti sotto questa dicitura della guerra alla droga, questa assicurazione non ispira proprio fiducia. Presume molte cose che una società moderna non può stupidamente ignorare.

Si presume che la polizia stessa abbia ripulito le proprie file, cosa che, per loro stessa ammissione, non si fa dall’oggi al domani. Ci si deve chiedere come può essere che un’intera istituzione possa essersi sbagliata su questi due ufficiali. Particolar modo Markson Almeranez. Niente meno che lo stesso Dela Rosa gli ha posto recentemente una medaglia in petto come poliziotto esemplare di Calapan City. Almeranez era stato nei primi 10 dei laureati dell’accademia di polizia del 2013 e guidava la polizia a Socorro a Mindoro.

Come è possibile che l’inclinazione criminale di quest’uomo siano passate inosservate dai suoi superiori e colleghi?

La cosa più seria degli omicidi giornalieri non è solo la conta dei morti. E’ anche il fatto che, quando la gente è desensibilizzata non ci sarà più una richiesta seria e nessuno sforzo per indagare questi crimini.

E’ il momento in cui l’intera società discende nelle barbarie.

Randy Davids, Inquirer