Azione legale contro la costruzione della diga a Xayaburi

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Il 24 giugno prossimo la Corte Suprema amministrativa della Thailandia dovrà esprimersi in merito ad una azione legale intentata da un gruppo di 37 cittadini delle province del nord e del nordest riguardo la diga Xayaburi sul corso del fiume Mekong, e dire se accettarla o meno.

Due anni fa cento abitanti dei villaggi scesero a Bangkok con tanti cartelli per protestare contro la costruzione della diga che cambierà il volto di tutta la regione del Mekong iniziando un’azione legale che sarà certamente lunga.

L’azione penale è stata lanciata contro vari corpi governativi tra i quali National Energy Policy Council, il governo thailandese, l’ente elettrico thailandese EGAT che acquisterà il 95% della produzione della diga, perché l’atto di acquisto dell’energia è anticostituzionale ed è contro l’accordo del Mekong del 1995. L’accordo di acquisto fatto dall’EGAT e la Xayaburi Power Company fu approvato senza una valutazione degli impatti ambientale e sanitario della diga e senza alcuna consultazione in Thailandia, secondo la volontà della costituzione thailandese.

Gli abitanti di questi villaggi, che portano avanti l’azione legale, lamentano che il futuro impatto di questa diga a Xayaburi sarà direttamente sui loro villaggi.

Mentre l’azione legale fu intentata nell’agosto 2012, la corte amministrativa rispose a febbraio 2013 negando la giurisdizione di ascoltare le comunità che a loro volta si riunirono per capire la sentenza e adire al processo di appello. Il processo di appello fu fatto nel marzo del 2013 e dopo un anno di attesa la corte suprema amministrativa si riunirà per rivedere il caso e decidere se accettare l’azione legale.

Nel caso sia accettata l’azione legale, sarà nei poteri della corte sospendere il contratto di acquisto fino a che non siano fatti gli studi di impatto transfrontaliero e le consultazioni in Thailandia. Alla fine se la corte definisce illegale il contratto di acquisto potrebbe anche decidere di cancellarlo.

Il contratto di Acquisto fu firmato tra EGAT e Xayaburi Power Company Limited nell’ottobre 2011; e questa approvazione fu fatta contro una precedente decisione del governo, contro la costituzione e l’accordo del Mekong del 1995 che include le procedure di Consultazioni Preventive.

Mentre l’accordo di acquisto lo si doveva firmare solo dopo che gli obblighi regionali non fossero stati tutti soddisfatti, la Thailandia è andata avanti e lo firmò mentre il processo di consultazione preventiva per la diga Xayaburi era ancora in corso e prima che il governo laotiano avesse emesso gli studi e i dati richiesti dai paesi vicini. Nel maggio del 2012 la Commissione Nazionale dei diritti umani thailandese mise sotto la propria lente la firma di questo accordo affermando di aver trovato irregolarità nel contratto che non erano in accordo con i principi della protezione dei diritti umani sotto la costituzione thailandese, raccomandando pubblicamente che “Il primo ministro riveda l’implementazione della costruzione della diga”.

Cambogia e Vietnam hanno posto le loro preoccupazioni sugli attesi impatti transfrontalieri della diga di Xayaburi e sui problemi del processo di presa di decisione. A maggio il senato cambogiano inviò una lettera ai capi del Mekong invitando il governo a cancellare il contratto di acquisto nel caso della diga, “riconoscendo le obiezioni poste dai governi cambogiano e vietnamita e il fallimento del progetto di completare la notificazione preventiva della Commissione del Fiume Mekong e il processo di accordo obbligato secondo l’accordo del Mekong…”. La lettera del senato cambogiano continua affermando che “il Progetto di Xayaburi costituisce la più grave minaccia transfrontaliera attuale alla sicurezza alimentare, allo sviluppo sostenibile e alla cooperazione regionale nel bacino del basso Mekong.”

L’azione legale fa notare il ruolo della Thailandia nella diga di Xayaburi come pure sul ruolo che il contratto di acquisto tra Thailandia e Laos ha giocato nello spingere il processo pericoloso. Secondo un’analisi indipendente del contratto di acquisto del 2013, l’Accordo è la ragione principale per cui il Laos è andato avanti nella costruzione della diga nonostante le obiezioni continue da parte di Cambogia e Vietnam. Il rapporto sottolinea gli elementi critici che dimostrano il rischio, per lo più finanziario, per il Laos se il processo è dilazionato o cancellato. Il contratto di acquisto afferma che il finanziamento deve essere assicurato entro sei mesi dall’approvazione del contratto e la costruzione deve essere completata nei 70 mesi. Per ogni giorno di ritardo la Xayaburi Power Company deve pagare al governo Thailandese 30 mila dollari al giorno per generatore. Dal momento che la diga ne ha 7, la penale dovrebbe arrivare a 210 mila dollari al giorno. Ogni ritardo alla costruzione significa un grande costo per il Laos.

Attraverso questo contatto di acquisto il Laos in effetti vende una parte del Mekong come una merce alla Thailandia. Mentre il governo thailandese vedei potenziali economici della diga, non riconosce gli impatti significativi che il progetto avrà sulla propria gente. L’azione penale portata avanti dagli abitanti dei villaggi è un invito ad una maggiore responsabilità da parte della Thailandia verso la propria gente. E’ tempo che le corti sostengano i diritti della gente e dia parere favorevole all’azione legale. Una volta accettata la corte deve richiedere la sospensione dell’accordo di acquisto fino a che non si facciano le valutazioni di impatto sanitario ed ambientale e consultazioni significative in Thailandia.

Pianporn Deetes, Chiangraitimes.com

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