Secondo il capo negoziatore thailandese del dialogo di pace di Patani, Thanut Suvarnananda, la Thailandia sarebbe pronta a un nuovo approccio verso l’insorgenza di basso profilo che agita il suo profondo meridione a maggioranza musulmana per rivitalizzare il processo di pace e concludere uno dei conflitti più lunghi del Sudest Asiatico.
Si tratterebbe di ritornare ad affrontare le radici politiche del conflitto che ha visto la morte di 7800 persone dal 2004 quando scoppiò l’ultima ondata di insorgenza guidata dal BRN, Fronte di liberazione nazionale, nelle province di confine con la Malesia.

Nell’ultimo attacco sono morti cinque uomini della sicurezza proprio lo scorso mese.
Un nuovo approccio per i colloqui di pace di Patani
Questi colloqui di pace hanno nella Malesia il facilitatore ed iniziarono nel 2013, trovando però vari momenti di stallo sia per le turbolenze che accadevano a Bangkok, sia per le divisioni interne delle due parti, sia anche per l’attenzione su concessioni da fare in cambio della riduzione della violenza.
Thanut Suvarnananda, che è il capo della Agenzia di Intelligence nazionale thai, è stato nominato ad aprile a guidare il processo. La sua idea è di allontanarsi da un approccio transazionale.
“Il mio principio non è accordo sì o accordo no” ha detto in una intervista in cui ha sottolineato l’approccio solito e le misure di costruzione della sicurezza che hanno portato risultati limitati.
“Se smettessero di sparare, cosa ha la Thailandia da dare loro in risposta? Non possiamo ricadere nella stessa trappola degli scorsi decenni. Perché non riaprire la discussione e discutere che forma di governo sarebbe appropriata per la regione di confine meridionale?” ha detto il capo negoziatore a indicare la volontà di Bangkok di essere più accomodanti rispetto al passato verso un meccanismo di autodeterminazione.
“Dalle discussione avute credo di aver trovato cosa ci sia al cuore della questione: una forma appropriata di governo” ha dichiarato Thanut alla Reuters
Nuova forma di governo
Secondo Thanut questo potrebbe essere il modo per trasformare il BRN da avversario in un partner potenziale per affrontare le richieste che provengono dalle comunità del meridione thailandese tra le quali le province di Patani a maggioranza malese musulmana. Le province di Yala, Pattani, Narathiwat erano prima del 1902 parte del sultanato indipendente malese di Patani.
Thanut sostiene che si stanno esaminando riduzioni delle pene e perdoni per i presunti insorgenti che hanno importanti mandati di arresto o che si trovano già in carcere. In passato se ne sarebbe parlato senza però farne nulla.
Nessun commento al momento da parte del BRN che comanda l’insorgenza sul campo.
Secondo la professoressa dell’università di Songkla ed esperta del conflitto di Patani, Rungrawee Chalermsripinyorat, Bangkok deve dimostrare che i negoziati possono apportare un cambio politico importante che sia seguito dalle varie agenzie di sicurezza presenti, dopo anni in cui ha cercato solo la riduzione della violenza.
Quali sono le concessioni che Bangkok vuol dare?
Il governo thailandese, inoltre, dice la professoressa alla Reuters, deve essere preparato a fare concessioni politiche sostanziali.
La ripresa dei colloqui formali sono stati complicati da vari attacchi tra cui uno a luglio che ha visto la morte di cinque ranger paramilitari e il ferimento di sei civili, in seguito al quale Bangkok ha deciso di posporre i colloqui prefissati.
Thanut ha affermato di aver chiesto al BRN le ragioni di questi attacchi, dato che le discussioni stavano procedendo bene e le due parti si stavano muovendo verso la firma di un “quadro preliminare” già a settembre.
Ha affermato che il BRN sta ancora discutendo la questione internamente. Ma non ci sono nuove date per la ripresa dei colloqui formali e Thanut ha affermato che la comunicazione tra le due parti continuerà.
La recente recrudescenza della violenza nel sud è stata causata dal calo della fiducia all’interno del BRN nel processo di pace, ha affermato Rungrawee, che cita alcune discussioni con i membri del movimento.
C’è coscienza che nessuna delle due parti può vincere?
“Le persone sedute al tavolo delle trattative potrebbero essere ancora interessate, ma molti altri all’interno dell’organizzazione hanno perso fiducia in questo,” ha detto.
A seguito di consultazioni pubbliche, Thanut ha affermato di aver previsto un approccio in cui i rappresentanti del BRN, ovvero le persone di fiducia del movimento, potrebbero collaborare con funzionari ed esperti thailandesi per valutare la decentralizzazione e altri accordi di governance.
È inoltre necessario rivedere le misure di sicurezza restrittive, tra cui cordoni di sicurezza nei villaggi, perquisizioni e posti di blocco, che potrebbero alimentare il risentimento all’interno delle comunità locali e alimentare l’insurrezione, ha affermato.
“Combattiamo da anni. Non possono sconfiggere lo Stato e non possiamo eliminarli del tutto”, ha affermato Thanut. “Perciò parliamo.”