Golpe di veto e pseudo democrazia nella Birmania del Tatmadaw

I golpe di Veto militari sono importanti in paesi dove le forze armate giocano dei ruoli fondamentali nella società.

Nel Sudestasiatico i militari sono fondamentali in Myanmar r Thailandia, ed i due paesi hanno vissuto la loro brava porzione di golpe. L’ultimo putsch del 1 febbraio è avvenuto in Myanmar.

Militari Birmani golpe di veto

Poiché i militari birmani hanno una lunga e stretta relazione con le forze armate Thai, con uguale tendenza a lanciare golpe, ci si domanda fino a che punto il golpe del 2021 in Birmania possa essere spiegato nel contesto della storia dei golpe nel Sudestasiatico continentale.

I militari birmani seguono il modello thai?

Il Putsch è accaduto così improvvisamente che ha peso di sorpresa molti osservatori del Myanmar. Il suo tempismo è stato calcolato con la numerologia: deciso alle 3 della notte del 1 febbraio 2021: 0300 del 2/1/21, la somma fa nove, numero fortunato del Myanmar.

Ed è parso di buone intenzioni: il generale Min Aung Hlaing, comandante in capo dei militari che dichiara che semplicemente aveva bisogno di porre per un anno il paese sotto lo stato nazionale di emergenza prima di nuove elezioni. Ma nulla è stato roseo.

Dopo molte incursioni i soldati hanno arrestato i capi di governo dello stato e delle amministrazioni insieme al personale del partito al governo NLD, Aung San Suu Kyi compresa, l’icona perenne birmana della democrazia. Potrebbe restare in prigione per anni. Molti si sono dati alla macchia.

Sebbene fosse esistito un governo civile dal 2016, la pseudo democrazia del paese è stata ora privata di sostanza. Poiché l’ultimo golpe birmano del 1962 portò a decenni di governo militare diretto, i bastian contrari non si possono incolpare per il fatto di insinuare che il Tatmadaw birmano erano un tempo governanti di lungo corso.

Perché si è avuto questo golpe di veto del 2021? Come si mettono a paragone i motivi del golpe del 1962 con le cause del putsch del 2021?

Inoltre ci sono relazioni strette tra i militari di Myanmar e quelli dei suoi vicini thailandesi. I militari birmani si sono ispirati per anni al modo in cui i militari hanno mantenuto una presenza dominante in Thailandia. Il fascino esercitato sul Tatmadaw dai militari thai rende plausibile anche guardare ai golpe thai per comprendere quelli birmani.

Persino dall’assassinio del 1947 del capo dell’indipendenza Aung San, il Tatmadaw ha quasi sempre dominato nel paese per il suo monopolio sulla violenza ed il privilegio percepito di dominare la società. Il generale del golpe Ne Win affermò che la ragione principale del suo golpe fu di tamponare la disintegrazione della Birmania (Il Tatmadaw cambiò il nome da Birmania a Myanmar nel 1989) in termini economici, amministrativi e politici.

I capi del Tatmadaw sentivano che il sistema parlamentare birmano era estremamente malfermo e dominato da politici corrotti mentre i soldati dovevano versare sangue e mantenere il paese intero.

Percepivano che quelli che loro percepivano di essere dei capi più capaci per aver portato fuori il paese dal giogo coloniale ed aver combattuto per stabilizzarlo dall’indipendenza. Dal 1962 lo stato era diventato molto più stato-centrico in natura e il Tatmadaw lo considerava necessario per difendere i propri interessi burocratici. Il pandemonio dentro il parlamento e le continue ribellioni dettero il pretesto per il golpe.

Sin dal 1980 la Thailandia è stata dominata da un accordo autocratico tra monarchia e militari dove questi ultimi erano il partner minore ed i tentativi democratici si sono sempre dimostrati degli eventi marginali.

Il golpe del 2006 avvenne principalmente come un modo per cacciare il premier Thaksin Shinawatra, che era estremamente popolare tra i poveri della provincia e perciò pericolosi per gli interessi della elite, per riportare la Thailandia indietro nel passato ultramonarchico più dominato da monarchia e militari.

Thaksin che fu eletto con larga maggioranza per la prima volta nel 2001 come premier, fu rieletto nel 2005 con una supermaggioranza parlamentare. Dominava la polizia ed una fazione crescente dei militari. Persino la magistratura e le agenzie di controllo erano piene di suoi nominati.

Comunque il re aveva cominciato a voltargli le spalle agli inizi del 2006 e disaffezionati capi militari organizzati dal presidente del Consiglio della Corona Prem Tinsulanonda iniziarono a pianificare il golpe.

Quando accadde il golpe il 19 settembre 2006, i Thai si divisero nelle reazioni al golpe visto il sostegno del tanto rispettato re al golpe.

Il golpe thai del 2014

Questo golpe è la riedizione di quello del 2006 nel senso che fu lanciato per cacciare di nuovo una coalizione di governo controllata da Thaksin che era presieduta dalla sorella Yingluck, eletta anch’essa con una valanga di voti. Il suo governo cominciò ad invertire i cambiamenti costituzionali che i golpisti del 2006 avevano applicato. Perciò Uno scopo del golpe fu di proteggere chiaramente la monarchia e proteggere i poteri del dopo 2006 dell’esercito come pure della sua frazione di punta “Buraphapayak”.

A causa della salute e dell’età avanzata del re, la sua morte apparve essere all’orizzonte.

Quindi i capi militari, sostenuti dall’aristocrazia, furono decisi nel negare l’esistenza di un governo vicino a Thaksin in questa fase. Crebbe il caos con le manifestazioni anti Yingluck che occupavano parti di Bangkok dando un pretesto ai golpisti per agire. Dopo il putsch i thai si divisero ancora.

Il golpe portò ad una giunta militare che governò per 5 anni sotto cui fu emanata una loro costituzione. In essa fu creato un senato di nominati dalla giunta e fu emanata una nuova formula elettorale per le elezioni della Camera Bassa che assicurava che nessun partito potesse acquisire una maggioranza dei seggi.

Grazie al sistema di corti nominate dalla giunta e dalle agenzie elettorali delle elezioni del 2019, il partito della giunta Palang Pracharat vinse le elezioni beneficiando della formula elettorale falsata.

Quindi il capo del golpe 2014 generale Prayuth Chanocha divenne primo ministro e può restare al potere almeno fino alle prossime elezioni del 2023.

Un tale modello di democrazia guidata è quello che il Tatmadaw di sicuro vorrebbe adottare.

Il golpe di veto birmano del 2021

In Myanmar il governo militare era durato dal 1962 al 2011 quando si permise ad una pseudo democrazia ibrida approvata dal Tatmadaw di prendere il potere.

Ma la pseudo democrazia del periodo 2011-2021 fu essa stessa una delusione perché il Tatmadaw manteneva il controllo autonomo sull’uso della forza.

Nel prendere il potere, i militari contestavano senza alcuna prova che le elezioni di novembre 2020 erano state una frode promettendo in modo ambiguo di tenere elezioni nuove entro un anno.

Una ragione più probabile è stata che il Tatmadaw sentiva come se il suo atteso predominio del post 2015 dietro le quinte fosse sfuggito alla luce di due vittorie elettorali enormi del partito di Aung San Suu Kyi.

Infatti il Tatmadaw poteva solo proteggere i suoi poteri custoditi nella costituzione del 2008, che il Tatmadaw aveva scritto, permetteva al Tatmadaw una percentuale del 25% dei seggi nelle camere del parlamento. Inoltre il comandante in capo Aung Min Hlaing, che succedette al suo patrono generale Than Swe nel 2011, vide che il tempo non era dalla sua parte.

A luglio 2021 dovrà andare in pensione ed il suo successore sarà nominato da un presidente civile, dopo aver consultato il Consiglio Nazionale della difesa e della sicurezza.

In effetti il generale stava manovrando per trovarsi nella condizione di presidente eletto nel 2021, ma il partito dei militari USDP, vinse appena 33 seggi dei 476 a disposizione.

Dopo le minacce del Tatmadaw di non accettare il risultato elettorale, alla fine si ebbe il golpe nel giorno in cui si insediava il nuovo parlamento. Allora perché il golpe?

Prima cosa, l’ambizioso generale Min Aung Hlaing era stato privato della sua ambizione politica di diventare presidente tramite un’elezione. In questo modo il generale e i suoi associati non avrebbero l’immunità dall’accusa dei precedenti crimini di guerra commessi contro il popolo birmano.

Allo stesso tempo, una vittoria del NLD poteva mettere in pericolo gli interessi economici dei generali. Lo stesso Min Aung Hlaing possiede il controllo supremo su due conglomerati militari, il MEC e MEHL.

Suo figlio, sua figlia e la moglie dirigono i loro propri affari. Altri generali, in pensione o in servizio, hanno simili interessi.

La famiglia dell’ex capo della giunta SPDC si dice controlli l’industria della giada in Birmania.

Si dice che Than Shwe ancora potente nel Tatmadaw abbia dato via libera al golpe del primo febbraio.

Differentemente dalla Thailandia nei due golpe del 2006 e 2014, i civili si sono mobilitati contro il putsch. Se vediamo la storia della violenza dei soldati birmani contro chi protesta, c’è la paura che Tatmadaw applicherà una simile strategia violenta.

Conclusione

Quello che tutti e quattro i golpe hanno in comune è che possono tutti essere classificati sotto ciò che Huntington (1957) e David (1987) definiscono un golpe di veto.

Il golpe di veto sono mirati a distruggere la partecipazione di massa e la mobilitazione sociale che possa minacciare i diritti di proprietà.

Tali golpe possono succedere così facilmente in Myanmar e Thailandia perché sono stati pretoriani dove “i militari tendono ad intervenire e potrebbero potenzialmente dominare il sistema politico”

Dove si differenziano la Thailandia e Myanmar è che il corpo degli ufficiali dentro il Tatmadaw è diventato una classe economica privilegiata di per sé, la più potente del paese.

Ad eccezione di Aung San Suu Kyi i politici civili mancano di popolarità sufficiente per sfidare il potere del Tatmadaw.

Quando i grandi capi di questa classe, Than Shwe e Min Aung Hlaing, lo trovano necessario abbattere un fragile governo civile, possono e lo fanno.

In Thailandia d’altro canto i militari hanno un monopolio sulla violenza, ma il loro potere deriva dalla legittimazione che ha da guardiano della monarchia, specialmente verso il Re Rama IX che era riverito dalla maggioranza dei Thai. I due ultimi golpe erano stati aiutati anche dal fatto che i Thai si erano divisi sulla figura di Thaksin.

Quello che la giunta del 2014-2019 ottenne in termini di cementare il prestigio dei militari nel paese è qualcosa che il Tatmadaw vorrebbe chiaramente raggiungere in Myanmar. Ma il successo politico dei militari thai nel costruire un partito politico combinato con le regole costituzionali e l’occupazione di corpi giudiziari, tutti designati a sostenere il dominio politico dei militari ultra realisti, sarà difficile da replicare in Myanmar.

La ragione è che, per costruire il Palang Pracharat, la giunta ha radunato o comprato boss politici e sistemi di gente che procaccia voti, i quali avevano partecipato a varie elezioni. Ma in Myanmar non c’è storia sufficiente di elezioni e di partiti da cui attingere da parte del Tatmadaw. Di conseguenza il voler prendere in prestito da parte dei generali birmani una pagina della Thailandia, comprando frazioni elettorali per aiutare a restaurare la democrazia disciplinata per Myanmar, potrebbe essere un compito elevato.

Ma come per riaffermare il desidero del Tatmadaw di emulare la democrazia dominata dai militari thai, a metà febbraio 2021 il primo ministro thai Prayuth Chanocha ha ricevuto una lettera dal generale Min Aung Hlaing che chiede all’ex capo della giunta un aiuto al “processo democratico” di Myanmar.

Se non si potrà creare una pseudo democrazia guidata da un partito dei militari, il paese potrebbe ritornare ad anni di vita sotto il controllo militare.

Questo è l’oscuro tunnel autocratico in cui il passato di Myanmar potrebbe essere ancora il suo futuro.

Paul Chambers, PRIF BLOG

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