All’avvicinarsi della data fatidica del 21 aprile 2011, giorno in cui si prenderanno le decisioni fatidiche Thailandia Laos sul fiume Mekong.
Thailandia Laos devono dire se costruire le dighe o lasciare sopravvivere questo maestoso fiume, si intensificano le prese di posizioni di associazioni ambientaliste, scienziati, comunità.
Abbiamo già posto il problema dal punto di vista vietnamita: con i suoi sedimenti il Mekong permette una ricca agricoltura nel suo Delta. Anche il punto di vista di tante comunità che vivono della pesca lungo il fiume è analogo. Non sipuò avere come futuro la sola produzione di energia elettrica che sarà di beneficio a una ristretta oligarchia, ma bisogna guardare anche alle popolazioni che vivono lungo il suo corso, nel bacino del fiume che hanno alle loro spalle storie di dighe analoghe. La diga sul fiume Mun in Thailandia è esemplare al riguardo. Qui di seguito è presentato un editoriale del quotidiano thailandese The Nation in merito.
AI COSTRUTTORI DI DIGHE NON INTERESSA LA GENTE ORDINARIA
The Nation. Editoriale 29-03-2011
La diga programmata sul Mekong non deve andare avanti finché non si affrontano tutte le preoccupazioni ambientali e sociali.
La pressione internazionale sta crescendo con l’intensificarsi della campagna da parte di 263 organizzazioni di 51 paesi perché la Thailandia cancelli la diga proposta di Xayaburi nel Laos settentrionale, sul fiume Mekong.
In una lettera recente inviata ai governi laotiano e thailandese, le associazioni invitavano con forza tutte le parti a cancellare i piani di costruzione di questo progetto distruttivo, affermando che erano in gioco non solo la credibilità pubblica internazionale ma anche l’ecologia dell’area in considerazione e una popolazione vastissima la cui vita e sostentamento e dieta dipendono dal fiume.
Gruppi ambientalisti, scienziati e tanti altri che seguono da tempo questo progetto dicono che esso abbia vari punti deboli e rappresenta una minaccia inaccettabile alla vita di milioni di persone in Thailandia, Laos, Cambogia e Vietnam.
«Il rapporto di impatto ambientale, rilasciato la settimana scorsa, è del tutto inadeguato» afferma International Rivers, un gruppo statunitense, in quanto in esso mancano informazioni tecniche essenziali e tuttavia critiche. Altri affermano che il rapporto è stato scritto per sottostimare l’impatto che la diga avrebbe sull’industria della pesca ed è stato deliberatamente rilasciato in ritardo per minimizzare l’opposizione pubblica. Si ricorda che la decisione finale deve essere presa entro il 23 aprile 2011.
Sfortunatamente, il Primo Ministro Thailandese, Abhisit, in una cena recente con i giornalisti della stampa estera è rimasto intontito quando gli è stata posta la domanda. E’ sembrato confondere questa diga, da costruire dalla ditta thailandese Ch Karnchang ma sostenuta da Vientiane, con un’altra proposta dal governo di Samak vicino Ubon Ratchatani affossata dal suo governo con alcune buone ragioni.
Ma la chiara mancanza di conoscenza del progetto ha fatto suonare il campanello di allarme, poiché la diga di Xayaburi pende come un incubo ambientale, in parte perché potrebbe aprire la porta ad una decina di progetti simili sul basso Mekong e distruggere una florida fonte nutritiva di pesce.
Un altro aspetto che il rapporto non pende in considerazione, secondo International Rivers, sono gli impatti transnazionali, nonostante la raccomandazione della Commissione del Fiume Mekong sugli effetti irreversibili ambientali e sociali che avvertirebbero su tutto il bacino se il progetto andasse avanti.
«Considerata la qualità della valutazione ambientale e gli impatti anticipati, se il progetto va avanti sarebbe una cosa irresponsabile oltre ogni immaginazione.» dichiara la responsabile di International Rivers, Trandem.
Ma ci sono paure, specie se si guarda alla storia recente, per cui le richieste delle associazioni ambientaliste possano cadere su orecchie sorde. Il governo laotiano sembra determinato a spingere per il progetto, nonostante si sappia che potrebbe causare tensioni col VIetnam a causa della immensa preoccupazione pubblica sul Delta del Mekong, la risaia del Vietnam. Ci sono notizie di presenza di mezzi di movimentazione di terra nel sito proposto, situato a circa 30 km a sud di Luang Prabang.
La sostenibilità dei mezzi di sostentamento per decine di migliaia di persone che vivono dalla pesca nei villaggi thailandesi e laotiani oltre Chiang Khong, per il gran numero di cambogiani che vivono attorno al grandissimo lago di Tonle Sap e i coltivatori di riso nei tratti inferiori del fiume non è al centro del processo di presa di decisione.
La difa di Xayaburi, un progetto da 3,5 miliardi di dollari, è stata laprima proposta nel 12007. Mentre il progetto è spinto dal Laos è essenzialmente una creazione Thailandese, finanziata da quattro banche thailandesi (Kasikorn, Siam Commercial, Bangkok Bank and Krung Thai) la cui elettricità andrà per il 95% dei previsti 1260 megawatt all’ente di produzione elettrica thailandese. I gruppi ambientalisti thailandesi sono sospettosi e si domandano perché il primo ministro non ne sia al corrente, dal momento che è lui a presiedere la COmmissione Nazionale per l’Energia, e e deve dicerto sapere che EGAT (ente elettrico thailandese) ha siglato un memorandum di intesa per un accordo di acquisto di energia con il Laos lo scorso luglio.
Gli abitanti thailandesi che vivono lungo le sponde del fiume hanno paura. Ad un incontro pubblico sulla diga il sindaco di Chiang Khan, Kamol Konpin, diceva: «Poiché la gente del posto ha già patito per la costruzione delle dighe in Cina e osservato il cambiamento dell’ecosistema, abbiamo paura che questa diga arrecherà ancor maggiore sofferenza. Le nostre vite e il nostro sostentamento dipendono dalla salute del fiume Mekong»

Con la costruzione della diga più di 2100 persone saranno spostate ed altre 200 mila che vivono vicino la diga saranno direttamente toccati dall’impatto sull’ecologia e sulla pesca del fiume. Più di quaranta specie di pesce, compreso il gigantesco pesce gatto, sono a rischio estinzione.
Lo scorso ottobre, una valutazione ambientale strategica, commissionata dalla Commissione del Fiume Mekong, raccomandava una moratoria di dieci anni per una decisione sulle dighe, compresa quella a Xayaburi, a causa di uno stato incompleto di conoscenze e dei grandissimi rischi ambientali e sociali. Ma il comportamento dei costruttori, dei finanziatori e compratori ci narra una storia differente con la loro indifferenza alle raccomandazioni e agli avvisi.
Da membri con responsabilità di una comunità globale, la Thailandia, l’EGAT, la Ch Karnchang e le quattro banche thailandesi hanno l’obbligo morale di considerare il benessere delle persone che subiranno direttamente l’impatto della costruzione della diga. Come minimo, ci dovrebbe essere un ritardo nell’approvazione delle dighe sul basso Mekong per assicurare una comprensione esaustiva di tutti i possibili effetti negativi. I rischi sono semplicemente troppo grandi.
Thailandia Laos: Il WWF internazionale sulla diga sul Xayaburi
Gli investitori che partecipano alla costruzione delle lighe sul Mekong devono prima imparare le lezioni che provengono dall’esperienza della diga sul fiume Mun, nel Nordest thailandese, un notevole fallimento economico oltre ad essere la causa dei una distruzione massiccia dell’ambiente e della vita sociale.

Il governo Thailandese sta considerando un piano per aprire in modo permanente i cancelli della diga sul fiume Mun nella speranza di restaurare l’ecosistema del bacino del fiume e rivitalizzare i mezzi di sostentamento lungo uno dei principali affluenti del Mekong thailandese. Sin dalla sua costruzione nei primi anni 90 con i costi reali superiori ai preventivati, la diga sul fiume Mun ha decimato la popolazione di pesci, allontanato comunità e non ha prodotto profitti per gli investitori
Rischi simili si possono avere con la diga proposta sullo Xayaburi, pronta per essere costruita nel Laos Settentrionale sul fiume Mekong, a causa delle incapacità a comprendere le conseguenze sulla pesca, sulla biodiversità e sul movimento dei sedimenti nel fiume asiatico a più alta biodiversità. A rischio, secondo il WWF internazionale, sono i mezzi di sostentamento di milioni di persone nella regione.
«Il fiume Mekong è un ecosistema unico e particolarmente complesso che ospita la zona di pesca interna più riproduttiva al mondo, seconda solo al Rio delle Amazzoni in numero di specie di pesci.» dice Suphasuk Pradubsuk del WWF Thailandia. «La lezione del fiume Mun è ancora fresca: studi di impatto ambientale e sociale frettolosi possono condurre a situazioni amare di perdita sia per i pescatori che per gli investitori.»
La diga sul Mun è costata 233 milioni di dollari, il doppio della stima originale, e la produzione di energia è caduta ad un terzo della capacità attesa per la stagione secca. Il ritorno sugli investimenti è caduto al 5% dal 12% atteso.
«Tutti quelli che promuovono l’energia idroelettrica sul Mekong devono imparare la lezione della diga sul Mun. Gli attuali studi di base limitati non spiegano a sufficienza le interazioni tra le differenti parti degli ecosistemi e perciò non si possono fare previsioni sugli effetti di una qualunque diga sul corso principale del fiume. Gli interssi per la gente e la natura sono molto alti e perciò lo sono anche per gli investitori.»
Il progetto della diga sul Xayaburi in Laos, la prima ad essere proposta sul tratto del basso Mekong, sta appena finendo la fase della consultazione stipulata sotto le procedure della Commissione del Fiume Mekong. Questo vuole assicurare una valutazione scientifica rigorosa e trasparente dell’impatto della diga.
Varie banche thailandesi, tra le quali Bangkok Bank, Kasidorn Bank, Krung Thai Bank e Siam Commercial Bank, stanno pensando si sostenere il costruttore thai CH Karnchang PCL nel progetto di Xayaburi.
«Dal punto di vista degli investitori, il progetto è rischioso, semplicemente. Gli sviluppatori e investitori dovrebbero considerare il rischio di reputazione che proverrebbe dal distruggere il fiume a più alta biodiversità dell’Asia. Solo la Kasikorn Bank ha avuto dei colloqui col WWF sui rischi del progetto, mentre le altre non hanno risposto al nostro invito di un incontro.
Le Banche potrebbero trarne beneficio solo discutendo i rischi prima di prendere una così importante decisione per la gente e l’ecosistema del Mekong come pure per i loro propri profitti e la loro immagine»
Lo studio indica che le lezioni non sono state apprese.
Lo studio di fattibilità appena rilasciato dello Xayaburi non dà indicazioni su quanto accaduto con la diga sul fiume Mun.
«Lo studio assicura blandamente che gli impatti della diga di Xayaburi sarebbero di basso livello, senza fornire dati che giustifichino questo ottimismo. Anche chi proponeva la diga sul fiume Mun sosteneva che si trattava di un blando impatto sul fiume Mun, ma c’erano i disastri economico ed ambientale dietro quello che era ignorato e quello che era solo superficialmente studiato. Questo studio non era proprio uno dei migliori studi nella valutazione ambientale.»
Il WWF sostiene la necessità di dilazionare di almeno 10 anni l’approvazione di tutte le dighe sul Mekong meridionale per poter assicurare una comprensione totale degli impatti sia della loro costruzione che della loro operatività. In alternativa, il WWF promuove l’uso di strumenti di valutazione per assistere nella decisione di progetti di energia idroelettrica più sostenibili che abbiano un impatto minore sulla migrazione dei pesci o sul movimento dei sedimenti.
