CAMBOGIA: Su Linda, l’infanzia negata dei bambini cambogiani

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Su Linda è una bambina di 9 anni che nel mezzo della notte esce dalla casa per andare nella toilette esterna alla casa, come accade nel suo villaggio della provincia meridionale di Kampot, in Cambogia.

Su Linda non è più ritornata. Alcune ore dopo, un gruppo di familiari ritrova il suo corpicino abbandonato nei paraggi della casa di un vicino. Violentata, picchiata e strangolata ed il suo orecchino d’oro di qualche euro strappato dalle orecchie.

Su Linda

Il crimine ha ricevuto pochissima attenzione nella stampa cambogiana se non per alcune fotografie raccapriccianti nei giornali scandalistici in lingua Khmer, cosa che indica che lo stupro di un fanciullo sembra essere troppo comune per farne una notizia.

Nei primi sette mesi di questo anno ci sono stati 116 stupri di bambini in Cambogia secondo alcune cifre ricavate dai dati di polizia e dalle affermazioni delle vittime da parte della organizzazione Adhoc. Di tute le vittime 71 avevano tra dieci e diciotto anni, 32 tra cinque e dieci e tredici sotto i cinque anni. Questi dati riguardano ovviamente quelli denunciati.

Il numero è estremamente preoccupante e di certo sembra essere in crescita, dice Harding, un consigliere di Friends Internazional che lavora con i giovani cambogiani. La causa secondo la polizia è la droga, l’alcol e la pornografia, ma molti attivisti mettono in luce come il sistema della giustizia è affossato nella corruzione e nell’impunità e la vulnerabilità dei bambini poveri nelle aree rurali del paese.

“Sono cresciuti nel mezzo delle risaie mentre badano al bestiame” dice Mu Sochua politico di opposizione, attivista femminista. Ed anche chi si macchia di questo crimine sembra essere incredibilmente giovane.

Un rapporto dell’ONU di quest’anno dice che un quarto dei maschi cambogiani ha ammesso di aver violentato almeno una volta e sui 2000 intervistati 300 hanno commesso il loro primo stupro prima di avere 15 anni. I casi però non sembrano aver attirato la stessa attenzione e odio pubblico degli stupri in altre parti del mondo, come in India.

“In molti casi lo stupro di un bambino riceve una vasta copertura nelle notizie ed una indignazione forte” dice Harding a causa forse del posto che i bambini hanno nella società cambogiana attuale. “I bambini hanno bisogno di un maggior sostegno come persone legittime di propri diritti” dice Harding.

Sochua dice: “La società pensa cosa accade se un bambino è violentato, è solo un bambino. Il suo valore non è lo stesso di quello di un adulto.”

Per alcuni l’eredità storica dei Khmer Rossi forse è in parte la causa.

La maggioranza dei violentatori di oggi sono troppo giovani per ricordare direttamente i milioni di cambogiani uccisi direttamente o per troppo lavoro o per fame sotto il regime, ma alcuni sostengono che la rottura delle norme sociali di quegli anni sono penetrate attraverso le generazioni.

“Sembra esserci qualche problema psicosociale al lavoro qui, legati alla deresponsabilizzazione, alla frustrazione, alla incapacità di esprimere sentimenti e bisogni. Forse degli echi dei disordini di post trauma.” dice Hardigs.

“La degradazione dei valori sociali” riconosce Sochua.

La polizia non cita lo stesso contesto storico ma citano il degrado morale. Alcol a basso prezzo e caffè che mostrano video pornografici violenti fanno sì che dei giovani cambogiani allevati in una cultura cambogiana conservatrice perdano il controllo dei propri bisogni sessuali.

Ma molti dubitano della teoria della pornografia e accusano l’istituzione della legge e dell’ordine stesso. Sochua accusa “la cultura dell’impunità, l’intero sistema giudiziario … a cominciare dai genitori che non sanno dove vanno i loro figli.”

Persino quando sono presi in considerazione, la polizia spesso chiede la bustarella, oppure nn hanno risorse per spostarsi sulla scena del crimine.

Ly Vichuta, consigliere legale della ONG Legal Support for Women and Children, indica anche la cultura sinistra del bravo presente tra chi commette simili crimini. “Per lo più è una manifestazione di potere. Gli uomini pensano che violentare dei bambini li renda più forti poiché sono vergini”. Ed accusa anche la mancanza di esperienza nelle indagini, il modo di interrogare le vittime trattati quasi come sospetti, e il cattivo sostegno da parte dei servizi sociali. “Ci sono servizi molto limitati e poco sostegno psicologico”

Nel caso di Su Linda di nove anni, un sospettato è stato arrestato, ha ammesso il suo crimine ed è in attesa di processo: un caso davvero inusuale. Solo un caso su cento casi denunciati di violenza sessuale contro un minore nel 2011 ha portato al processo secondo un rapporto locale delle ONG. La maggioranza dei sospettati arrestati si “affretta a risarcire i genitori” e a liberarsi del processo, dice Sok Sam Oeun, avvocato e direttore del gruppo Cambodian Defenders Project.

Nessun replica del portavoce nazionale della polizia.

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