L’economia del paese sta crescendo rapidamente, ma il suo approccio lento ai diritti LGBTQ+ rischia di creare una società prospera ma intollerante.
Mentre il Vietnam entra nell’ “era della ascesa nazionale”, un progetto socioeconomico di trasformare il Vietnam in una “società democratica, equa e civile” crescono le attese che i gruppi marginalizzati come la comunità LGBTQ+ vietnamita attrarranno l’attenzione del governo lungimirante guidato dal To Lam, presidente e capo del partito comunista vietnamita.

Vietnam in crescita e i diritti di inclusione
Molti basano le proprie speranze della legalizzazione dei matrimoni dello stesso sesso sulla logica economica. L’inclusione sociale può contribuire all’agenda di sviluppo nazionale complessivo con l’impegno di individui LGBTQ+ nei mercati orientati alla famiglia.
Tuttavia resta debole la prospettiva che il Vietnam riconosca i matrimoni tra persone dello stesso sesso nel prossimo futuro.
Per valutare la crescita della comunità LGBTQ+ e il grado di tolleranza del governo verso questo gruppo, sono un utile indicatore gli eventi dei Pride. Sin dagli inizi nel 2012, VietPride ha tenuto una serie di eventi, come la proiezione di film, gruppi di lavoro e manifestazioni pubbliche che ad un certo punto hanno coperto 30 città e province del paese.
Gli eventi del Pride di questo anno si sono tenuti ad Hanoi, la capitale, e a Ho Chi Minh City, la città maggiore del Vietnam dal 26 settembre al 4 ottobre, incarnando le attività più dinamiche della comunità LGBTQ+.
Le parate del Pride cancellate
Ma quando li confrontiamo con i festival analoghi a Taiwan e in Thailandia, gli eventi dei Pride Vietnamiti sono confinati in luoghi chiusi. In una battuta d’arresto per la comunità LGBTQ+ vietnamita, non è stato possibile organizzare la parata del Pride con una gigantesca bandiera arcobaleno nel centro di Ho Chi Minh City a segnare il secondo anno consecutivo in cui questo importante simbolo della comunità LGBTQ+ è assente dagli eventi del Pride negli spazi pubblici.
L’assenza di parate del Pride diminuisce la visibilità della comunità LGBTQ+ nel Paese, poiché questi eventi forniscono una piattaforma essenziale affinché membri e sostenitori possano dimostrare la propria presenza nella società e lottare per l’uguaglianza.
Non è ancora chiaro cosa ha causato la cancellazione della parata pubblica del Pride, ma la sua assenza coincide con una maggiore stretta nel controllo più vasto della società civile ed una repressione ancor più estesa dei sindacati indipendenti e di chi si batte per i diritti umani.
Alcuni osservatori attribuiscono il divieto alla paura delle autorità vietnamite di proteste giovanili in Asia. Gli organizzatori di VietPride citano “pressioni senza precedenti su individui e gruppi coinvolt negli eventi” dagli spazi online all’ambiente reale come ragioni per la cancellazione del Pride del 2025.
Data la tolleranza storica del governo verso il movimento, l’assenza della marcia del Pride fa sorgere domande gravi sull’impegno del Vietnam per l’uguaglianza dei diritti LGBTQ+, nonostante i precedenti passi epocali sull’inclusività LGBTQ+.
Nessun divieto, ma nessun riconoscimento
Torniamo al 2015, allorché il Vietnam abolì simbolicamente il divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso, senza avere però il pieno riconoscimento.
Le coppie dello stesso sesso possono convivere e celebrare cerimonie nuziali pubbliche, ma il loro matrimonio non è legalmente riconosciuto con un certificato di matrimonio. I membri LGBTQ+ e gli attivisti per i diritti umani erano eccessivamente ottimisti nell’aspettarsi che il loro diritto al matrimonio fosse presto riconosciuto dalla legge.
Questo momento spartiacque, seguito dal riconoscimento legale delle persone transgender, ha attirato l’attenzione internazionale, con molti organi di stampa occidentali che hanno addirittura definito il Vietnam un leader nei diritti dei gay in Asia. Tuttavia, questo slancio è svanito rapidamente quando il governo rivolse la sua attenzione alle priorità economiche, come gli investimenti diretti esteri, la crescita economica e le leggi sugli investimenti pubblici.
Di conseguenza, il limbo legale “nessun divieto, ma nessun riconoscimento” riguardante il matrimonio tra persone dello stesso sesso è rimasto in vigore per più di un decennio, lasciando il Vietnam dietro Taiwan e Thailandia nel progresso regionale dei diritti LGBTQ+.
A peggiorare la situazione, l’esito ambiguo è stato utilizzato come pretesto da una minoranza della popolazione per opporsi alla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e indebolire la lotta per l’uguaglianza della comunità LGBTQ+.
I conservatori sostengono che, poiché il governo non proibisce più alle coppie dello stesso sesso di sposarsi, le coppie LGBTQ+ devono semplicemente vivere la propria vita come le loro controparti eterosessuali piuttosto che “fare storie” (làm quá) chiedendo ripetutamente pari diritti.
Questi argomenti stereotipati riflettono il persistente stigma e la discriminazione nei confronti delle persone LGBTQ+.
La legalizzazione del matrimonio dello stesso sesso e l’approccio lento
Nonostante gli incessanti sforzi del movimento LGBTQ+ vietnamita per l’inclusione e il riconoscimento sociale, la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso sembra essere una questione che il governo elude deliberatamente.
Ad esempio, una campagna virale online guidata dall’Istituto per la ricerca sociale, economica e ambientale (iSEE) ha incoraggiato le persone a partecipare alla consultazione pubblica dello scorso anno sugli emendamenti costituzionali. La campagna iSEE ha sostenuto la revisione dell’articolo 26 (sulla parità di genere) e dell’articolo 36 (su matrimonio e famiglia) “con l’obiettivo di garantire l’inclusione degli individui appartenenti a gruppi minoritari in termini di orientamento sessuale e identità di genere”
Tuttavia, il governo ha proceduto con gli emendamenti costituzionali senza tenere conto delle loro opinioni, un risultato che ha deluso la comunità LGBTQ+.
Allo stesso modo, alcuni legislatori vietnamiti si sono espressi con forza a sostegno delle persone LGBTQ+, inclusa la recente proposta di consentire l’inclusione di due genitori dello stesso sesso nei certificati di nascita dei loro figli.
Tuttavia, le loro voci non sono riuscite a prendere piede all’interno dell’Assemblea nazionale, nonostante il numero senza precedenti di leggi e regolamenti approvati di recente.
Questi esempi significativi dimostrano che l’approccio sfumato del Vietnam alle problematiche LGBTQ+ potrebbe essere inquadrato come una strategia di gradualismo.
Il Paese opta per un approccio “lento e costante” per sostenere i diritti LGBTQ+ invece di perseguire un cambiamento rivoluzionario, che il governo potrebbe percepire come potenzialmente provocatore di una reazione sociale.
I valori confuciani della società patriarcale
In Vietnam, una società con valori confuciani profondamente radicati, l’ideale familiare patriarcale rimane dominante mentre le famiglie eterosessuali sono viste come il nucleo “cellula” (tế bào) della società, rendendo il governo vietnamita attento e calcolato nell’affrontare le questioni relative ai diritti LGBTQ+. Per respingere le preoccupazioni dei paesi europei’ sulla situazione dei diritti umani, il governo vietnamita accoglie le richieste della comunità LGBTQ+ in una misura che non provoca una reazione pubblica.
In generale, si concentra sulla revoca delle restrizioni anziché sulla concessione di nuovi diritti.
In forte contrasto con l’approccio lento del governo, la società vietnamita è diventata sempre più tollerante verso le relazioni tra persone dello stesso sesso. Un’indagine del programma di sviluppo ONU del 2025 trovava che il 65% degli intervistati sosteneva i matrimoni tra persone dello stesso sesso con un incremento marcato dal 37% del 2013.
Allo stesso tempo il movimento LGBTQ+ ha ricevuto sostegno pubblico significativo con partecipazioni sostanziali ai grandi eventi e alle campagne della Comunità, specialmente dagli omosessuali e genitori di giovani LGBTQ+ a dimostrare una richiesta forte di uguaglianza di matrimonio e inclusione sociale.
Il dibattito sociale sulle problematiche LGBTQ+ è notevolmente migliorato, in parte grazie alla copertura mediatica che riflette positivamente le storie reali delle persone LGBTQ+.
Vietnam in crescita senza lasciare nessuno indietro e l’esclusione di una comunità
Mentre il Paese si avvia verso un balzo socioeconomico abbracciando fermamente l’idea di “non lasciare indietro nessuno”, le persone LGBTQ+ non possono più permettersi di essere ignorate ed escluse da tale progresso.
Partendo dal presupposto che la crescita economica e la stabilità politica vengano prima di tutto –mentre i diritti delle persone LGBTQ+ possono essere affrontati in un secondo momento – si rischia di creare una situazione in cui le persone LGBTQ+ vengono ripetutamente lasciate indietro.
In altre parole, la crescita economica non può garantire l’attivismo politico e l’inclusione sociale se le persone LGBTQ+ continuano a essere escluse dalle tutele legali ed esposte alla discriminazione.
In sostanza, un vero progresso richiede azioni concrete da parte del governo in consultazione con le organizzazioni sociali e le organizzazioni non governative che difendono i diritti LGBTQ+. Qualsiasi passo verso un quadro giuridico e un’inclusione sociale per le persone LGBTQ+ deve essere accompagnato da iniziative educative e dialoghi comunitari che aumentino la consapevolezza dei loro diritti e riducano lo stigma contro di loro.
Ma per questa comunità emarginata, il percorso verso l’uguaglianza giuridica e il sostegno istituzionale rimarrà probabilmente lungo.
Phan Van Tim Huynh Tam Sang TheDiplomat