Cresce in Thailandia la reazione negativa di protesta contro la dilazione delle elezioni

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Cresce in Thailandia la reazione negativa di protesta contro la chiara manovra della giunta militare di spostare ancora la data delle elezioni che dovrebbero riportare il potere dai militari a civili eletti.

Gruppi demnocratici ed in favore delle elezioni hanno tenuto dimostrazioni nella capitale Bangkok ed in altre città con centinaia di persone che chiedono le elezioni e la fine al governo militare del Primo Ministro Prayuth Chanocha.

Si sono radunate centinaia di persone per chiedere le elezioni il 10 marzo mentre alcuni tenevano cartelli che deridevano il primo ministro definendolo Prayuth Pinocchio che finora ha fatto marcia indietro sulle elezioni oltre cinque volte dal 2015. In ultimo ha spostato la data prevista del 24 febbraio citando le difficoltà in vista della pianificazione per l’incoronazione di Re Maha Vajiralongkorn all’inizio di maggio. Si dice anche che voglia ancora tenere le elezioni prima di queste cerimonia.

La commissione elettorale thailandese ha dato due date possibili, 10 marzo oppure 24 marzo, per le elezioni, ma nessuna data è stata fissata e deve essere emesso un decreto reale prima cje si possano tenere.

Il vice primo ministro Wissanu Kreangam disse che il 24 marzo era la “data più adatta” perché non si sovrapporrebbe con gli eventi legati all’incoronazione del re agli inizi di maggio.

Per i militanti democratici invece si tratta di prendere tempo da parte dei partiti legati ai militari che si devono preparare alla loro prima elezione da quando i militari presero il potere col golpe a maggio 2014.

“Chiediamo le elezioni prima possibile” dice il militante Sirawith Seritiwa nel suo discorso ai manifestanti promettendo grandi manifestazioni se la giunta non inizia a fare i preparativi.

La risposta del nuovo comandante dell’esercito e di Prayuth è stata pronta

“Non possono fissare le condizioni per negoziare col governo” ha detto Prayuth, mentre il comandante generale Apirat Kongsompong ha messo in guardia a non “passare la linea” minacciando di mandare le forze di sicurezza per mantenere l’ordine.

Le dimostrazioni contro i generali dello scorso maggio attirarono una larga presenza delle forze di sicurezza che arrestò quindici manifestanti. Ora la giunta militare permette la libertà di associazione politica perché ha tolto alcune restrizioni in vista delle elezioni.

La divisione politica storica del paese vede da una parte Thaksin Shinawatra ed i partiti a lui collegati contro una frangia monarchica realista che si avvale dei militari per mantenersi al potere. Tutte le elezioni fatte dal 2001 hanno visto i partiti di Thaksin vincitori.

Sembra che in base ai sondaggi i partiti di Thaksin lo sarebbero ancora, nonostante le politiche populiste fatte dai militari e le elargizione di cassa del governo dei militari.

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