Dal massacro extragiudiziale al nuovo approccio alla droga in Thailandia

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L’esempio thailandese offerto dal ministro Paiboon Koomchaia fornisce anche un benvenuto contrasto al massacro extragiudiziale dei presunti spacciatori lanciato nelle Filippine dal nuovo presidente eletto Rodrigo Duterte.

Il ministro Thailandese della giustizia cercherà di applicare l’articolo 44 della costituzione provvisoria per cancellare la metanfetamina, o Shabu o Ya Ba, dalla lista delle droghe pericolose e permettere alle autorità do fare un uso medico della sostanza.

L’uso del famigerato articolo è per accelerare il processo ma il procedimento giusto sarebbe quello di una legge sulle droghe che permetta anche l’uso di esse nel trattamento di alcune malattie o disordini dell’apprendimento.

Paiboon ha detto che il togliere dalla lista delle droghe come Ya Ba o Shabu o altre metanfetamine serve anche ad affrontare il problema del commercio e dei problemi sociali connessi.

Con la legge Paiboon ha detto che si vuole distinguere tra tossicomani e trafficanti e poi offrire aiuto ai tossicodipendenti che chiedono aiuto, ed è questo il problema grande.

“L’assetto più grande della legge è come distinguerli, utenti, trafficanti e chi abusa e commercia la droga. Si pongono preoccupazioni su come la gente può essere certa che gli spacciatori non saranno trattati come pazienti e farla franca dalla pena” ed aggiunge: “Se la gente è assicurata che il sistema di controllo è efficace e gli spacciatori vanno in carcere, è possibile che i prezzi dello Ya Ba scendano e la domanda decresca”.

In Thailandia ci sono 2 milioni di persone che usano Ya Ba e le pillole che circolano solo 4 miliardi. Sono circa 500 milioni quelle che arrivano in Thailandia dai paesi vicini e solo il 20% è confiscato.

Il nuovo approccio alla droga della Thailandia un esempio per i paesi del Sudestasiatico

Un pensiero riformatore non è quello che ci si aspetta dal regime militar conservatore che dirige la Thailandia da due anni ormai. Ma un governo che diversamente ama la soppressione del dissenso ed enfatizza il bisogno della legge e dell’ordine, ha proposto ciò che per il sudestasiatico è una risposta nuova a quello che è visto come un problema dei più grandi: la droga.

Fornisce anche un benvenuto contrasto al massacro extragiudiziale dei presunti spacciatori lanciato nelle Filippine dal nuovo presidente eletto Rodrigo Duterte.

Il ministro della giustizia Paiboon Kumchaya lo scorso mese annunciò che il suo ministero stava consultando le principale agenzie dello stato con la proposta di escludere Ya Ba ( lo shabu filippino) dalla lista dei narcotici illegali. Ya Ba è un termine colloquiale per delle pillole che sono largamente le droghe più usate nel regno. Sono delle mentanfetamine di solito mescolate con caffeina e altre sostanze occasionali.

guerra alla droga di Duterte

Sono l’equivalente thailandese del narcotico più comune illegale delle Fiippine conosciuto colloquialmente come Shabu, una metanfetamina in pillole, come cristalli o polvere che può essere ingerita, inalata o iniettata. Finora centinaia di presunti spacciatori e consumatori di shabu sono stati assassinati da anonimi sicari da quando Duterte ha assunto la presidenza alla fine di giugno. Un conteggio che cresce di giorno in giorno.

Birmania, Laos e persino l’isolata Corea del Nord si stanno dibattendo con i problemi associati con la produzione, l’uso e lo spaccio di mentanfetamine.

La Thailandia comunque sembra aver imparato la lezione anche in modo brutale. Paiboon ha notato che decenni di guerre lanciate contro le droghe sono state un fallimento. L’uso è di fatto cresciuto. Nel caso della Ya Ba, porre fino allo status illegale incoraggerebbe i tossicodipendenti a farsi avanti per essere trattati medicalmente. Ha affermato che prove mediche hanno mostrato che lo Ya Ba (e lo Shabu) sono meno pericolose dell’alcol e del tabacco, che sono facilmente ottenibili ed accettate socialmente. I medici occidentali di Hong Kong una volta hanno fatto la stessa considerazione sull’oppio che era un minore pericolo pubblico dell’alcol.

La Thailandia ha imparato la lezione dall’ex premier Thaksin Shinawatra che nel 2003 tentò di cancellare la droga attraverso gli omicidi extragiudiziali di chi era presumibilmente impegnato a lla promozione e vendita della droga. Si crede siano scomparse oltre 2000 persone in questo esecizio brutale. Sebbene il prezzo dello Ya Ba sia cresciuto e migliaia di persone si siano presentate per essere trattate, l’impatto fu di vita breve. Quelli uccisi erano quasi tutti piccoli spacciatori. Nessun pesce grosso fu beccato e il commercio transfrontaliero della droga fu pochissimo toccato. Alcuni passarono dallo Ya Ba ad altre sostanze. Ci volle poco perché l’uso della droga tornò ad essere quello che era prima dello spargimento di sangue.

Si usa la pena di morte, sebbene non per via extragiudiziale, contro chi vende droga in altri paesi della regione come l’Indonesia, Malesia e Singapore. Nel caso indonesiano è stata rimessa in auge dal presidente Jokowi che ha attirato molta critica internazionale, anche perché gran parte delle vittime erano stranieri. Indonesia e Malesia hanno anche fatto lo sforzo di accrescere il trattamento obbligatorio dei tossicodipendenti. Essi permettono il rifornimento di aghi a chi fa uso di droghe per vena nello sforzo di ridurre la diffusione dell’HIV per condivisione di aghi e siringhe.

Comunque ci potrebbe essere un pericolo insito nel rendere immenso il problema della droga, che gli sforzi devono essere centrati sulla riabilitazione dei tossicodipendenti certi, specialmente di eroina, piuttosto che un vano tentativo di cancellare l’uso della droga.

Per esempio Jokowi ha dato una cifra di 4.5 milioni di utenti della droga che sono il 3% della popolazione adulta. Comunque solo 1 milione è classificato come tossicodipendente che sono definiti come quelli che usano la droga più di 49 volte l’anno.

Né è chiaro se a situazione della droga sia deteriorata in modo significativo. Lo shabu lo si ritrova facilmente nelle Filippine da almeno due decenni e ogni incremento potrebbe essere semplicemente un riflesso della crescita della popolazione urbana con pronto accesso ad essa. Non c’è nulla di nuovo sui giovani che “si eccitano” nelle feste sia con alcol che con sostanze illegali. I genitori che ora salutano la cinica strage di Duterte possono pure essere stat occasionali consumatori nella loro gioventù.

Il conto dei morti suggerisce che sono i poveri sia venditori o utenti che sono uccisi, non chi sta meglio.

Sarebbe quasi impossibile mantenere le droghe lontano dai paesi arcipelago con la loro grande linea costiera anche se polizia ed altri fossero tutti puliti, cosa non vera.

Né gran parte delle droghe fa distinzione tra i tipi di droga, come tra oppio, marijuana ed eroina. L’illegalità comporta anche nei livelli che cambiano di forza e composizione nello shabu e nello Ya Ba. Queste variazioni sono viste come responsabili di molte morti legate alla droga. L’illegalità dello shabu e di sostanze simili porta anche a tanta criminalità spicciola da parte di chi sostiene quell’abitudine.

In gran parte della regione le campagne contro la droga hanno riempito le prigioni senza sopprimere né la domanda né il rifornimento. Le prigioni non sono un luogo di riabilitazione anche perché le droghe spesso circolano proprio lì. Nel frattempo la gente che fa grandi soldi dal commercio, quelli che controllano il commercio alla frontiera e le fabbriche delle pillole o della polvere, sono quasi mai presi. Ed ancor meno ai loro profitti è impedito il riciclaggio tramite commerci legali o casinò.

Nelle società aperte non si vincono le guerre selettive della droga. Politiche sensibili si concentrano sulla mitigazione dell’impatto sulla salute e sugli altri crimini.

Duterte non solo ha bisogno di seguire le leggi della nazione, ma di imparare qualche lezione da Thaksin e dalla Thailandia su ciò che non si deve fare. Potrebbe iniziare cominciando ad invitare Paiboon per consigliare il suo vicino regionale.

Philip Bowring, BenarNews

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