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Porto di Da-Nang, una struttura intelligente che guarda agli USA

Lo sforzo vietnamita di modernizzare le infrastrutture del porto di Da Nang è qualcosa di più importante di quanto potrebbe sembrare a primo acchito un mero progetto di sviluppo portuale asiatico in Asia.

Le trasformazioni in corso lungo la costa centrale vietnamita mette insieme tre priorità che sempre più definiscono la politica estera di Hanoi: modernizzazione economica, autonomia tecnologica e coscienza marittima maggiore nel Mare Cinese Meridionale. Crea inoltre un’altra apertura per la cooperazione USA Vietnam.

Porto di Da-Nang, una struttura intelligente che guarda agli USA
Porto di Da Nang – asiatimes

Quella convergenza la si potrà vedere con l’arrivo a Da Nang dal 30 luglio al 3 agosto della portaerei a propulsione nucleare USS George Washington che fa principale portaerei avanzata degli USA nell’Indo-Pacifico.

Il porto di da Nang, una infrastruttura intelligente

L’evento ci ricorderà che la città vietnamita è diventata un importante punto di contatto tra due nemici di guerra e ora partner strategici comprensivi.

Le precedenti visite portuali di alto profilo a Danang includono la portaerei Ronald Regan a giugno 2023 e la visita di un gruppo anfibio della USS Tripoli e Robet Smalls di dicembre 2025.

Il simbolismo navale è importante, ma la storia più importante si svolge a terra. Il Vietnam sta espandendo il complesso portuale di Lien Chieu come parte del suo piano per trasformare Da Nang in un importante gateway logistico, collegando il Vietnam centrale con i mercati regionali e internazionali.

La città prevede un moderno porto container dotato di una tecnologia di movimentazione merci altamente automatizzata e di una capacità finale misurata in milioni di container all’anno. Da Nang vuole anche collegamenti stradali e ferroviari più forti che colleghino il porto con i centri industriali e il corridoio economico est-ovest che si estende verso Laos e Tailandia.

Il porto di Da Nang già sperimenta i mezzi digitali. Ad aprile ha introdotto un sistema di mappatura tecnologico che combina informazioni in tempo reale sul deposito container con navigazione GPS e permette agli autisti di localizzare i container e muoversi nel terminale in modo efficiente. E’ un modesto esempio di una trasformazione maggiore verso una gestione portuale basata sui dati.

Parte della trasformazione sono i satelliti. I ricercatori vietnamiti usano sempre più il telerilevamento per monitorare le acque costiere, i cambiamenti della costa e lo sviluppo portuale.

Uso dei satelliti ad uso civile e di sicurezza

Uno studio recente che ha utilizzato le immagini satellitari europee Sentinel-2 ha esaminato i cambiamenti avvenuti a Lien Chieu tra il 2022 e il 2025 e ha dimostrato come i dati satellitari possano tracciare gli spostamenti della costa, la bonifica dei terreni e l’impatto ambientale associato alla costruzione di importanti porti.

Il Vietnam ha anche iniziato a combinare le osservazioni satellitari con l’intelligenza artificiale per monitorare la qualità dell’acqua di mare. I ricercatori hanno utilizzato dati Sentinel-2, algoritmi di apprendimento automatico e cloud computing per valutare le condizioni costiere, dimostrando come il telerilevamento possa diventare uno strumento di routine per la governance ambientale.

Per chi gestisce i porti, queste tecnologie hanno un evidente valore commerciale. Le immagini satellitari possono rivelare la sedimentazione vicino ai canali di navigazione, monitorare l’erosione costiera e aiutare i pianificatori a capire come la costruzione sta cambiando le coste. I dati del sistema di identificazione automatica possono tracciare i movimenti delle navi.

Le piattaforme portuali digitali possono ridurre la congestione, migliorare i flussi di merci e abbassare i costi logistici. Ma le informazioni raccolte per scopi commerciali non smettono di essere utili all’ingresso del porto.

La stessa combinazione di satelliti, tracciamento delle navi, analisi geospaziale e sensori ambientali può migliorare la consapevolezza del dominio marittimo — fornendo essenzialmente alle autorità un quadro più chiaro di ciò che sta accadendo in mare.

Il significato geopolitico di una struttura portuale

Qui è dove la storia di Da Nang ha un significato geopolitico. Il Vietnam si trova nel Mare Cinese Meridionale mentre gestisce una relazione difficile con la Cina, il suo maggior vicino e partner commerciale importante nonché rivale nella rivendicazione di territori in mare contestati.

Hanoi non ha alcuna interesse nel trasformare Da Nang in un centro anticinese né il Vietnam abbandonerà la sua riluttanza decennale di entrare in alleanze formali. Invece il Vietnam costruisce la resilienza.

Porti migliori rafforzano le catene di approvvigionamento. Una migliore informazione satellitare migliora la gestione ambientale. Un migliore tracciamento delle navi migliora la navigazione e la sicurezza marittima.

Collettivamente, tuttavia, queste stesse capacità rendono più facile per il Vietnam comprendere l’attività lungo la sua costa e nelle acque vicine. La tecnologia civile e la sicurezza nazionale sono sempre più difficili da separare in mare.

Washington ha buone ragioni per prestare attenzione. Da quando hanno elevato le relazioni a un partenariato strategico globale nel 2023, USA e Vietnam hanno ampliato la cooperazione nel campo della scienza e della tecnologia, dell’economia digitale, dei semiconduttori, della difesa e della sicurezza marittima.

Washington ha inoltre fornito attrezzature e programmi volti a migliorare la consapevolezza del dominio marittimo del Vietnam, la sicurezza portuale e la capacità di combattere la pesca illegale. Da Nang offre quindi un laboratorio logico per la fase successiva della relazione.

Le università americane, le aziende tecnologiche e le agenzie governative possiedono una notevole esperienza nell’analisi satellitare, nei sistemi di informazione geo-spaziale, nel monitoraggio ambientale, nell’intelligenza artificiale e nella gestione dei porti intelligenti.

La cooperazione in questi settori sarebbe meno delicata dal punto di vista politico rispetto a una drastica espansione dell’accesso militare, pur rafforzando la capacità del Vietnam di gestire il proprio spazio marittimo. Incontrerebbe anche Hanoi alle sue condizioni.

La scelta di non dipendere nè dalla Cina o né dagli USA

L’approccio strategico del Vietnam non si basa sulla scelta di Washington rispetto a Pechino. Si tratta di acquisire sufficienti opzioni diplomatiche, economiche e tecnologiche per evitare un’eccessiva dipendenza da entrambe. Le infrastrutture marittime intelligenti si adattano particolarmente bene a questa strategia perché offrono benefici economici immediati rafforzando silenziosamente la capacità nazionale.

La geografia di Da Nang non fa che amplificarne l’importanza. La città sorge sulla costa centrale del Vietnam, di fronte al Mar Cinese Meridionale, e da tempo funge da porta d’accesso marittima. Oggi, gli urbanisti vedono Lien Chieu come un collegamento fondamentale tra il mare, l’economia industriale del Vietnam e le rotte commerciali via terra che raggiungono l’Asia sudorientale continentale.

Ciò rende il porto rilevante non solo per le navi che entrano in Vietnam, ma anche per la più ampia competizione sulle resilienti catene di approvvigionamento asiatiche.

L’espansione delle relazioni marittime tra Stati Uniti e Vietnam non si misura esclusivamente in base a navi da guerra, esercitazioni congiunte o accordi di difesa. Coinvolge sempre più anche satelliti che monitorano le coste, sistemi digitali che tracciano navi e merci e sensori che forniscono alle autorità vietnamite un quadro più chiaro dell’attività nelle loro acque costiere.

Gli scali statunitensi nel porto di Da Nang forniscono il volto visibile di tale relazione, mentre una cooperazione più silenziosa nel campo della tecnologia, della consapevolezza marittima e delle infrastrutture potrebbe rivelarsi più consequenziale a lungo termine. La trasformazione più silenziosa a terra potrebbe rivelarsi più significativa.

Il Vietnam sta costruendo un porto per il commercio. In tal modo, sta anche costruendo l’infrastruttura informatica necessaria a un moderno stato marittimo.

Per gli Stati Uniti, aiutare il Vietnam a realizzare questa transizione offre qualcosa di sempre più prezioso nel Mar Cinese Meridionale: una cooperazione più profonda senza un’alleanza in piena regola.

James Borton, Asia Times

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