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Pilota americano ucciso a Papua nel crescendo di scontri armati

Pilota americano ucciso a Yahukimo sulle alture papuane in un crescendo di scontri armati e violazione di dirittu umani

Nella parte più inquieta e orientale del Sudest Asiatico insulare, nelle regioni di Papua Occidentale, occupate dagli anni 60 dall’Indonesia, è in atto un conflitto a bassa intensità che vede la popolazione papuana opporsi allo sfruttamento intensivo delle risorse naturali da parte delle corporazioni industriali indonesiane.

Pilota americano ucciso a Papua nel crescendo di scontri armati

Dallo sfruttamento delle foreste tropicali, alle miniere di oro e rame, all’uso del territorio per fare piantagioni larghissime per il bioetanolo, riso e altri raccolti, la gente papuana è deprivata dei propri diritti consuetudinari e del proprio stile di vita.

Inoltre la densità abitativa a Papua rende questa regione ideale alla trasmigrazione di cittadini indonesiani provenienti da isole maggiori e molto più popolate.

Tutto questo è reso possibile solo dall’ingente arrivo di forze militari che con la forza e le minacce lo rendono possibile. C’è una totale impunità a coprire le azioni delle forze di sicurezza indonesiane.

L’opposizione alla occupazione coloniale indonesiana non nasce oggi e si manifesta sia in modo pacifico che con la lotta armata, alimentata talvolta dal commercio di armi clandestino.

Da Suarapapua, si apprendono notizie di quotidiani atti di intimidazione contro chi protesta e si oppone pacificamente come un giovane pastore papuano Elianus Agimbau della Chiesa Kemah Injil GKII. Di appena 20 anni Elianus è stato colpito da armi da fuco dell’esercito indonesiano nel villaggio di Kupia a Papua Centrale il 29 giugno scorso.

Elianus che era il funzionario del villaggio di Kupia aveva lasciato il villaggio insieme a Sandi Agimbau per rifugiarsi a Sugapa per la situazione di insicurezza della zona.

Elianus e Sandi sono stati oggetto di colpi di arma da fuoco nel villaggio di Mamba a Sugapa. Mentre Elianus è morto Sandi si è dileguato nella foresta anche se ferito.

Il corpo di Elianus è stato scoperto solo il giorno dopo tra i cespugli e si trova in una zona oggetto di operazioni militari.

Questo non è il solo caso perché secondo Human Rights Monitor altri due civili sono stati feriti nello stesso giorno a Titigi a Sugapa e lavoravano con altri alla costruzione della chiesa cattolica di San Francesco Saverio a Titigi.

Oltre a questo episodio, l’HRD riferisce che altri due civili, Daud Hagismijau e Kiko Hagismijau, che in precedenza erano stati feriti da colpi d’arma da fuoco nel villaggio di Titigi, nel distretto di Sugapa, il 29 giugno 2026, sono tuttora in cura presso la chiesa cattolica locale. I due feriti sono ritenuti far parte del TPNPB, la guerriglia secessionista papuana

Secondo l’HRD, le due vittime non sono state ancora trasferite in ospedale perché sarebbero state accusate di essere membri del TPNPB Kodap VIII Intan Jaya. Al momento dell’incidente, secondo quanto riferito, entrambi stavano collaborando alla costruzione della chiesa cattolica di San Francesco Saverio a Titigi insieme ad altri fedeli.

Dalle azioni militari indonesiane nei distretti di Agisiga e Sugapa di fine giugno, condotte anche con droni ed elicotteri, hanno subito danni abitazioni, strutture civili e religiose

Human Rights Monitor non è riuscita a dare informazioni delle popolazioni civili papuane sfollate che si sono rifugiate nelle zone boschive.

In questa situazione altamente volatile si inserisce la notizia della morte di un pilota americano che volava nelle alture papuane e che è stato ucciso dall’insorgenza del TPNPB quando è atterrato sulla pista.

Lo stesso TPNPB, esercito di liberazione nazionale di Papua Occidentale, ha rivendicato la morte di Nicholas Gosselin dopo che era atterrato con suo piccolo aereo nel distretto di Sobaham a Yahukimo.

Il pilota americano Gosselin aveva trasportato dei passeggeri a Yahukimo da Wamena con un aereo della PT AMA che poi è stato incendiato. Eneko Bahabol del Papua Council of Churces ha detto che le persone erano papuani che sarebbero rimasti indenni. Ci sono stati nel passato altri rapimenti di piloti come il pilota neozelandese Phillip Mehrtens, che fu tenuto prigioniero per 19 mesi.

In passato il TPNPB aveva messo in guardia gli stranieri a non volare nella regione se lavoravano per i militari indonesiani che spesso usano queste linee per arrivare in aree remote dove le piste aeree sono improvvisate e non possono accomodare aerei più grandi.

“Abbiamo visto la richiesta del TPNPB di non trasportare personale militare e lo vediamo di continuo. Ma compagnie e piloti non li ascoltano e questo accade a tutti i piloti che trasportano personale militare” ha detto Bahabol.

I militari indonesiani hanno negato che la PT AMA sia stata usata per il trasporto di truppe.

Questo incidente violento ha spinto le popolazioni papuane del distretto di Sobaham a rifugiarsi nei distretti vicini per paura delle operazioni militari indonesiane di ritorsione.

Inoltre negli ultimi mesi si è assistito ad una crescita di incidenti violenti sulle Alture Papuane legati al conflitto decennale tra le forze di sicurezza indonesiane e il TPNPB che ha fatto tantissimi morti e migliaia di evacuati.

Bahabol ha chiesto per conto del Consiglio delle Chiese di Papua sia ai militari che ai militanti papuani di indietreggiare dal conflitto violento.

“Fermate le operazioni militari perché non risolvono il problema. Chiedo ad entrambe le parti di fermare il conflitto e perseguire un dialogo dignitoso con i meccanismi internazionali” aggiungendo inoltre di smettere di usare gli aerei civili per scopi militari.

Sabby Sambom, portavoce del TPNPB, ha detto che l’uccisione del pilota americano è un messaggio per gli USA che mediarono per l’Accordo di New York con cui si aprì la strada all’occupazione indonesiana degli anni 60 dopo che l’Olanda decise di abbandonare la sua ex-colonia.

In quegli anni ci fu un referendum di “libera scelta”, esteso a un migliaio di Papuani che furono costretti a votare in favore dell’occupazione indonesiana.

“Comunichiamo inoltre al governo degli Stati Uniti d’America, tramite la sua ambasciata in Indonesia, e agli Stati membri dell’ONU che l’uccisione del pilota americano è la conseguenza di un errore commesso dai governi indonesiano, statunitense e olandese”, ha affermato Sambom.

Sambon ha detto che il messaggio è anche diretto all’ONU “che non riesce ad affrontare le cause radicali del conflitto papuano tra i militari e l’esercito di liberazione Nazionale di Papua Occidentale che va avanti da 64 anni”.

Nel 2002 fu ucciso a Papaua un cittadino americano Rick Spier durante un attacco violento, in seguito al quale gli USA sospesero gli aiuti all’Indonesia.

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