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Ricercato senatore filippino dal TPI : momenti drammatici al Senato

Ricercato senatore filippino Rolando De La Rosa dal tribunale penale internazionale per crimini contro l’umanità commessi tra 2016 e 2018

Si sono uditi colpi di arma da fuoco nella sede del Senato della Repubblica Filippina quando si è saputo che il senatore Rolando De La Rosa stava per ricevere il mandato di cattura del TPI, Tribunale Penale Internazionale, per crimini contro l’umanità e le forze di sicurezza stavano entrando nel palazzo.

Non ci sono stati feriti come il nuovo presidente del Senato Filippino Peter Cayetano ha acclarato, dopo che il senatore De La Rosa era corso per i corridoi del Senato per andare a proteggersi in alcune stanze bunker di un altro senatore.

Ricercato senatore filippino dal TPI : momenti drammatici al Senato

Rolando de La Rosa è stato il capo della polizia filippina che ha implementato la politica della guerra alla droga di Duterte in quale si trova agli arresti a L’Aia per gli stessi reati ed ora fa parte della lista dei ricercati del Tribunale Penale Internazionale.

Lo stesso senatore per alcuni mesi si era dato alla macchia e non partecipava più a tutti i lavori del Senato per paura che gli fosse notificato il mandato di cattura. In realtà il TPI aveva emesso il mandato di arresto, tenuto nascosto, per eseguirlo appena possibile.

De La Rosa si era presentato in Senato per partecipare al cambio di presidenza e nominare Peter Cayetano prima che arrivasse in Senato la richiesta di messa sotto accusa di Sarah Duterte.

La situazione è ancora molto confusa perché pare che non fosse stata ancora inviata la polizia per eseguire il mandato di arresto, e che fossero invece arrivati dei marines secondo richiesta dalla sicurezza interna del Senato.

Nel frattempo sia il ministro della giustizia che il capo della polizia NBI hanno affermato che nessun arresto nel Senato sarà fatto secondo la prassi dell’istituzione.

Lunedì scorso il TPI fece conoscere il mandato di arresto per il senatore che fu in passato il capo della polizia filippina scelto da Duterte per applicare la sanguinosa guerra alla droga di Duterte, dopo essere stato il capo della polizia di Davao City governata sempre da Rodrigo Duterte.

De la Rosa è accusato a Novembre di crimini contro l’umanità per la morte di “non meno di 32 persone” tra luglio 2016 e fine aprile 2018, periodo in cui fu capo della polizia nazionale. Lui era già riuscito a sfuggire all’arresto lunedì scorso riuscendo a rifugiarsi nel palazzo del senato.

Più volte il senatore De La Rosa ha invocato il presidente Marcos a non arrestare un filippino e mandarlo a giudizio in un tribunale straniero, sostenendo che sarebbe disposto a subire il processo in un tribunale filippino.

Il problema che i tribunali filippini sinora hanno condannato in via definitiva solo un pugno di poliziotti coinvolti nella guerra alla droga e che mai nessuno delle alte gerarchie è stato mai indagato.

“Spero che come padre della nazione avrai cura di tutti i filippini. Quello è il ruolo del governo aver cura della propria gente” ha detto il senatore in un messaggio al presidente Marcos che ha aggiunto di aver fatto tutto per la nazione, di aver lavorato come persona ligia e di non essersi arricchito.

“Presidente, un giorno potresti trovarti in una situazione analoga, potresti incontrare problemi e allora capirai. Proverai quello che provo ora io”.

In realtà il campo dei Duterte non riconosce l’autorità del TPI e sostiene che l’aver portato fuori le Filippine dallo Statuto di Roma e dal Tribunale Penale Internazionale li abbia messi al sicuro dall’intervento del TPI stesso.

Quella guerra alla droga per la polizia filippina è costata la vita a 6000 persone uccise nelle operazioni di polizia, mentre le associazioni per i diritti umani sostengono che il costo umano sia stato ben più alto attorno alle decine di migliaia di persone. Molte di loro erano povera gente, piccoli spacciatori, passati per le armi da vigilantes o persone della sicurezza che si metteva in proprio.

Il senatore ricercato ha fatto anche un appello alla Corte Suprema Filippina affinché blocchi l’eventuale trasferimento alla Corte penale internazionale de L’Aia che ha già in custodia Rodrigo Duterte e che presto inizierà il processo vero e proprio.

Il ministero della giustizia filippina ha riaffermato che il governo filippino può consegnare dei sospettati ai tribunali internazionali secondo la legge filippina oppure con una estradizione.

Il mandato di arresto verso il senatore filippino, che NBI filippino ha cercato di applicare lunedì scorso senza riuscirci riguarda il periodo in cui le Filippine facevano ancora parte dello Statuto di Roma, durante il quale fu fatta la denuncia davanti al Tribunale Penale Internazionale.

Le legge filippina 9851 che viene invocata per l’arresto di De La Rosa e che è in vigore si chiama: “Legge Filippina sui crimini contro la legge umanitaria internazionale, contro il genocidio e altri crimini contro l’Umanità” con la quale una legge penale internazionale è adottata dal codice penale Filippino.

L’articolo 17 di questa legge, si legge su TheRappler” dice:

Le autorità possono consegnare o estradare il sospettato o l’accusato nelle Filippine ai tribunali internazionali appropriati oppure ad un altro Stato o, in conformità con le leggi e i trattati di estradizione applicabili.”

Su questa base le autorità filippine poterono arrestare e portare a L’Aia Rodrigo Duterte nel 2025.

“Essenzialmente la legge nazionale permette alle autorità locali di fare un passo indietro e permette ad un altro tribunale regionale o internazionale di farsi avanti. Quindi, in questo senso, è in perfetta conformità con la legge n. 9851, che ha già previsto questa possibilità”, ha affermato l’avvocato internazionale Priya Pillai nel 2025.

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