Min Aung Hlaing è il dittatore senza qualità prescelto dopo le elezioni truffa nel Myanmar, salito ai vertici da militare ordinario e senza pretese
Il generale birmano Min Aung Hlaing, che fino a poco prima era il capo della giunta militare birmana, è stato prescelto come il nuovo presidente del Myanmar il 3 aprile scorso. Un sito vicino ai militari nella capitale Naypyidaw ha descritto la scelta “il ritorno alla democrazia guidata da un civile”.
È una definizione crudele. Tutti i critici direbbero che la selezione e l’elezione, che si sono tenute in tre fasi differenti tra dicembre 2025 e gennaio 2026 per ragioni di sicurezza interna, hanno soltanto formalizzato il governo militare.

A febbraio 2021 i militari guidati proprio da Min Aung Hlaing, presero il potere assoluto con un golpe, dissolsero un parlamento eletto democraticamente, arrestarono i parlamentari e i capi di stato tra cui il presidente Win Myint e Aung San Suu Kyi, e lanciarono la sanguinosa repressione contro la gente che si riversò in strada per opporsi al golpe.
Sono stati sciolti tutti i grandi partiti democratici ben prima delle elezioni che di conseguenza hanno portato ad una vittoria preordinata per l’ala politica dei militari, USDP, partito di solidarietà e Sviluppo dell’Unione. Inoltre un quarto dei seggi delle camere alta e bassa sono riservati ai militari.
Quando le elezioni erano state per lo più libere ed eque nel 2015 e 2020, l’USDP ha sempre perso male contro NLD, il partito disciolto della Lega Nazionale per la Democrazia di Win Myint e Aung San Suu Kyi, che sono ancora detenuti in centri di detenzione sconosciuti.
Cambio di Guardia
Tutt’altro che una transizione a una ‘democrazia guidata da civili’, la transizione dal governo militare diretto ad uno indiretto illustra un cambio della guardia in cui Min Aung Hlaing prova a cementare il proprio ruolo di capo indiscusso del paese.
Gli analisti stimano che oltre 80% dei ministri dell’Unione sono ufficiali in servizio attivo o militari in pensione che sono passati nell’USDP.
Il nuovo presidente si è liberato di potenziali rivali circondandosi di fedeli. Il suo vice capo militare prima di essere scelto come presidente, il generale Soe Win è stati sostituito dal generale Ye Win Oo, meno anziano nella gerarchia militare. Ancora forse più degno di nota Ye Win Oo ha fatto da capo dell’apparato di sicurezza interno dei militari, ed è ritenuto “occhi e orecchio” di Min Aung Hlaing.
Il dittatore senza qualità si circonda di fedelissimi
Secondo un analista del Myanmar Ye Myo Hein, “Soe Win, che è l’ultimo delle figure importanti della vecchia generazione di ufficiali potrebbe essere visto come troppo forte e radicato istituzionalmente e potrebbe sfidare l’influenza continua e la sicurezza personale di Min Aung Hlaing. Al contrario la selezione di Ye Win Oo sembra riflettere la preferenza per la dipendenza fedele e la sua propria sicurezza”.
Il fatto che Ye Win Oo, studente della 77ma cadetti della OTS, sia diventato capo militare in una gerarchia dominata dai graduati dell’Accademia dei Servizi della Difesa DSA riflette la fiducia che Min Aung Hlaing ha in lui, dicono gli analisti.
Lui è anche il primo capo dei servizi segreti militari a guidare i militari del Myanmar. E ciò sostiene Ye Myo Hein “lo espone alla resistenza o scetticismo tra gli ufficiali, limitando ulteriormente il suo potere.”
In altre parole la nuova guida al vertice sembra essere meno coesa dei precedenti regimi dominati dai militari.
Tra gli altri fedelissimi di Min Aung Hlaing ci sono il generale Aung Lin Dwe, già segretario della giunta e ora nominato a presidente della Camera, e il vice presidente generale Maung Ohn, ex vice ministro degli interni.
Una lenta ascesa
Min Aung Hlaing è nato il 3 luglio 1956 a Minbu nella regione di Magwe. Dopo gli studi presso l’università di Yangon, entrò nel DSA al suo terzo tentativo nel 1974. Era un cadetto normale, messo ai margini dai suoi amici di classe. Finì la scuola nel 1977 e rimase per anni un uomo della fanteria senza pretese.
Ma era fedele ai suoi superiori e salì la scala divenendo alla fine comandante dell’Ufficio Operazioni Speciali 2. Presiedette perciò alle operazioni nel Kokang nello stato Shan Nord Orientale nel 2009 che portarono decine di migliaia di persone a fuggire in Cina.
Secondo una biografia fatta dalla BBC:
“Nonostante le accuse di omicidi, stupri e incendi verso le sue truppe, Min Aung Hlaing continuò la sua ascesa e ad agosto 2010 divenne capo di stato maggiore delle forze armate”.
Altri sosterranno che proprio a causa di queste accuse e della fedeltà a Than Shwe, capo della giunta militare di allora, che riuscì a raggiungere la sommità della catena di comando.
Than Shwe che governò il Myanmar dal 1992 al 2003 ora ha 93 anni ed è scomparso dalla scena. Si deve ancora capire se quel Min Aung Hlaing ordinario e senza pretese ha ciò che ci vuole per essere l’uomo forte.
Dopo il golpe del 2021 è apparso insicuro e poco uomo di stato quando appariva in televisione per i discorsi alla nazione, incerto su quello che doveva fare e ignaro del caos che prese il paese allora.
Alla fine di quell’anno si parlava molto se non sarebbe stato sostituito da un ufficiale più forte e determinato perché incapace di reprimere la diffusa e armata resistenza al golpe con conseguente insoddisfazione nell’esercito.
L’uomo forte più debole
Min Aung Hlaing è stato descritto da Ye Myo Hein e altri analisti militari come il più debole nella storia dei dittatori militari. Non ha il carisma di Ne Win che governò dal primo golpe del 1962 fino al pensionamento alla fine anni 80, né ha il rispetto del successore Saw Maung, amato dagli ufficiali prima di avere problemi mentali e messo in pensione nel 1992. Il pensionamento o permesso di andare in pensione è un’espressione del Myanmar verso chi è stato dimesso.
Poi Min Aung Hlaing non possiede per nulla le virtù di manipolazione di Than Shwe che lo tennero al potere per quasi venti anni.
Min Aung Hlaing sale alla presidenza mentre il paese attraversa una grave crisi economica, radicata nella mancanza di combustibili fossili causata sia dalla guerra in Medio Oriente che da anni di cattiva gestione.
Resta da vedere se Min Aung Hlaing sopravviverà a tutte queste sfide in una posizione che è molto meno sicura di quanto fosse per i suoi predecessori.
Bertil Lintner, Global Asia Forum