Le Filippine hanno iniziato il proprio programma di vaccinazione bloccato da qualche tempo nel mezzo di un balzo nel numero di infezioni e nella resistenza della gente ad usare un vaccino cinese.
Sulla televisione di stato PTV sono state lanciate con grande fanfara le immagini dei responsabili degli ospedali di stato che ricevevano la prima dose di uno delle 600 mila dosi del vaccino cinese Sinovac, donate dalla Cina ed arrivate domenica scorsa.

Il direttore del Philippine General Hospital Gerardo Legazpi, dopo essere stato vaccinato, si è appellato ai colleghi e alla gente a “separare il vaccino dalla nostra politica … e dal governo Duterte” e a vaccinarsi.
Le Filippine sono uno degli ultimi paesi del Sudestasiatico a trovare la sua scorta di vaccini nonostante sia stato uno dei paesi più colpiti dalla pandemia con oltre 578 mila infezioni ed oltre 12mila morti. Solo l’Indonesia è andata peggio con 1.3 milioni di infezioni ed oltre 36mila morti.
Le Filippine hanno segnato oltre 2000 casi negli scorsi cinque giorni ed il tasso di positività, vale a dire il numero di persone infette sui testati, ha di recente raggiunto il 7% per la prima volta da ottobre, secondo i media locali.
Mentre l’impiego dei vaccini promette qualche sollievo, gli esperti raccomandano al governo di sforzarsi per far superare lo scetticismo generale sullo sviluppo del vaccino cinese, se si vuole avere speranza di successo contro la pandemia.
Il sentimento nei confronti della spinta alla vaccinazione sono cambiati moltissimo quando il governo ha annunciato che i lavoratori degli ospedali sarebbero stati vaccinati col vaccino Sinovac piuttosto che con quelli sviluppati da Pfizer o AstraZeneca.
L’associazione dei medici del Philippine General Hospital ha detto sabato che Sinovac “aveva un tasso di disapprovazione enorme del 95%” tra il personale dell’ospedale, mentre un sondaggio precedente aveva trovato che il 94% erano disponibili a sottoporsi alla vaccinazione di Pfizer o AstraZeneca.
L’associazione obiettava alla mancanza di dati scientifici verificabili attorno al vaccino cinese che deve ancora rilasciare i risultati della terza fase.
Oltre allo scetticismo c’è stata confusione sul destino di oltre 525 mila dosi del vaccino di AstraZeneca che secondo il portavoce presidenziale Harry Roque sarebbero dovuti arrivare il primo marzo. Ore dopo il ministro della sanità Francisco Duque ha detto che sarebbero stati arrivati più in là dopo una comunicazione dell’OMS su problemi di produzione.
Accrescere la fiducia
Per accrescere la fiducia nel vaccino si sono fatti vaccinare il direttore della FDA filippina Eric Domingo e lo specialista di malattie infettive Maurice Edsel Salvana.
E’ stato Domingo che ha emesso una autorizzazione per l’uso di emergenza del Sinovac, sebbene lo abbia fatto con una limitazione. Il vaccino deve essere usato su individui in salute tra i 18 e 59 anni e non per il personale medico di prima linea, indipendentemente dall’età.
Ma questa limitazione non è servita perché tra 128 lavoratori del Philippine General Hospital hanno ricevuto la loro dose lunedì.
Domingo, il secondo a vaccinarsi, ha detto poi di non aver sentito nulla grazie, a suo avviso, al piccolo ago, alla dose ed alla brava infermiera.
Il terzo a ricevere la vaccinazione è stato Maurice Edsel Salvana, biologo molecolare e consigliere della Task Force governativa, il quale, dopo aver studiato i dati e i documenti confidenziali, ha concluso che Sinovac è sicuro e capace di prevenire il 100% delle grave infezioni ed il 78% di quelle moderate.
“Stiamo trasformando il Covid-19 da malattia mortale ad un raffreddore comune. Toglieremo i denti pericolosi del Covid” ha detto Salvana il quale ore dopo ha Twittato “Sono vivo. Mi fa male il braccio ma è che le cellule dell’immunità stanno sfornando anticorpi al Covid-19”
Al SCMP Salvana ha detto di sentire “dolore al braccio sinistro” e di essere “un po’ stanco ma abbastanza bene. In estasi e felice di essere stato vaccinato”
Qualche ora dopo l’inizio della vaccinazione il Philippine General Hospital ha annunciato che avrebbe dato parte delle sue dosi di vaccino agli ospedali di Manila. L’ospedale che ha circa 4000 dosi, ha consumato appena 1200 dosi.
In totale, sono stati vaccinati lunedì almeno 263 lavoratori della sanità in sei ospedali statali. Quindici hanno mostrato qualche reazione avversa, come capogiri, mal di testa o improvviso malore.
Un lavoratore ha detto a SCMP che era esitante nel ricevere la dose del vaccino Sinovac.
“Se mi vaccino e non è efficace totalmente, quanto mi rassicura quando voglio passare del tempo con la mia famiglia?”
Messaggi confusi sul vaccino cinese
Molti hanno accusato il governo di dare messaggi confusi dicendo che solo un membro anziano nel governo di Duterte, il responsabile della Task Force Carlito Galvez, si è vaccinato.
Il ministro della sanità Francisco Duque ha detto che non si poteva vaccinare perché era troppo vecchio, nonostante che in precedenza avesse detto che si sarebbe vaccinato, a 64 anni.
Lo stesso Duterte si è escluso sulla base dell’età, visto che ha 75 anni. Domenica Duterte aveva detto che voleva andare in Cina per ringraziare di persona il presidente Xi Jinping per i vaccini. Ha detto anche che con l’impiego dei vaccini la “vita tornerà alla normalità nel 2023”, un anno dopo che Duterte avrà terminato la propria presidenza.
Le 600 mila dosi sono state consegnate da un aereo militare cinese. L’ambasciatore cinese a Manila Huang Xilian ha detto che 500 mila dosi sono un dono del governo cinese al governo filippino ed altre 100 mila erano un dono dei militari cinesi ai militari filippini.
Xilian ha detto che la consegna dei vaccini rappresenta un’unione di sforzi tra i due governi nel combattere la pandemia e che questo “non mostra solo la solidarietà, amicizia e partnership tra i paesi e i popoli, ma anche vuole esprimere l’intento delle due forze armate nel combattere insieme contro il Covid-19 e l’approfondimento della nostra cooperazione della difesa”
Mentre alcuni esperti della sanità temono che lo scetticismo possa rallentare il programma dei vaccini tra la gente, il lato militare delle cose andrà più celermente.
Il portavoce delle Forze Armate generale Edgard Arevalo ha detto la scorsa settimana “Essere inoculati o no, per i i membri delle forze armate non è un’opzione ma un dovere”
O come ha detto un altro generale “Eseguirò gli ordini”
Raissa Robles SCMP