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La trappola del reclutamento e gli indonesiani sul fronte russo

La vicinanza personale tra Prabowo e Putin è un punto di svolta che fa funzionare la trappola del reclutamento di indonesiani.

Il 18 settembre l’ambasciatore indonesiano a Mosca, Jose Tavares, ha detto all’agenzia di notizie statale Antara che la sua ambasciata ha ricevuto tantissime chiamate di famiglie che ritengono che loro parenti siano stati reclutati da agenti dell’esercito russo sui media sociali con la promessa di grandi salari.

Finora Giacarta ha trattato singolarmente ogni caso secondo le procedure standard consolari, ma il 19 settembre l’ambasciata indonesiana ha inviato una nota verbale, una lettera diplomatica formale, in cui chiede al Ministero degli Esteri Russo di verificare i nomi e di rimandare a casa chi non avesse superato i test medici russi.

Come la trappola del reclutamento porta indonesiani in Russia

Arrmanatha Nasir, il diplomatico di carriera che ha giurato da nuovo ministro degli esteri il primo ottobre, ha ereditato questo approccio.

Questo approccio, però, non è proprio il migliore per gestire un problema che è sorto insieme agli sforzi del presidente Prabowo Subianto per costruire una relazione stretta con la Russia di Putin.

Russia, una destinazione per i lavoratori indonesiani

Le istituzioni indonesiane promuovono la Russia come destinazione di lavoro tra cui una zona economica esclusiva che assembla droni militari anche quando mettono in guardia i propri cittadini dalle offerte di lavoro che potrebbero portarli sul fronte russo in Ucraina.

Nel frattempo per Giacarta la vicinanza personale tra Prabowo e Putin è una risorsa di cui però non ha fatto uso pubblico per aiutare quei cittadini finiti in questa trappola del reclutamento.

La maggior parte dei dati pubblici di questi casi provengono o da una delle due parti in guerra o dalle reclute e loro famiglie. Il 27 agosto il servizio di intelligence ucraino disse di avere i documenti di almeno otto indonesiani reclutati nell’esercito russo. L’agenzia Kompas comunque ha notato che i documenti sono avvisi di visti elettronici russi, mentre l’ambasciata russa a Giacarta definì il rilascio come una campagna di disinformazione.

Nel frattempo un uomo che ha detto ad un quotidiano indonesiano di essere tra coloro nominati ha raccontato che un agente gli aveva offerto un lavoro nella sicurezza per poi spingerlo a fare un contratto militare, sebbene avesse mancato le visite mediche a Mosca. Lui si trovava in un ospedale quando parlava al quotidiano dopo che un drone ucraino gli aveva tagliato una delle sue dita.

Nelle isole Natuna il genitore di un trentenne ha detto che un commilitone del figlio gli aveva detto che lui era stato ucciso da un drone il 20 settembre, cosa che il reggente dell’isola ancora definisce incerto e poco chiaro dieci giorni dopo.

Tre problemi che favoriscono il reclutamento per l’esercito russo in Indonesia

I casi indicano tre problemi il primo dei quali indica che il reclutamento segue la logica dell’emigrazione che poi è diventata arruolamento nel servizio militare. Il vice ambasciatore indonesiano in Russia Hartyo Harkomoyo ha detto al servizio RRI che alla maggioranza delle reclute sono proposti lavori civili come autisti, manovali, cuochi o infermieri per il ministero della difesa russo. Alcuni sono reclutati in Indonesia tra i media sociali e altri si trovano come studenti già in Russia.

Un creatore di contenuti di Giava Centrale ha detto al giornale indonesiano Republika che un contatto russo sui social media gli aveva offerto un posto in un ministero governativo o in una grande azienda e gli aveva pagato il volo e il visto elettronico.

Il contratto che gli fu consegnato a Mosca era militare, scritto in russo, che non sapeva leggere. Un uomo indonesiano filmato dai soldati ucraini dopo la sua cattura all’inizio di settembre ha detto che lavorava come addetto alle pulizie quando è stato messo in uniforme e mandato al fronte.

Il caso dell’uomo di Natuna mostra lo stesso percorso da un lavoro civile alla prima linea. Secondo la sua famiglia, il giovane aveva lavorato come elettricista nelle Filippine prima di recarsi in Russia con altri sette indonesiani.

Credeva di essere stato assunto per consegnare cibo alle truppe. Il capo del suo quartiere ha dichiarato di aver rifiutato il trasferimento in un’unità di combattimento perché non era previsto dal suo contratto. Non poteva andarsene perché il suo passaporto era trattenuto. Eppure, l’ufficio per la protezione dei lavoratori migranti nella sua provincia non ha trovato alcuna traccia di lui come lavoratore registrato.

Secondo problema

Il secondo problema riguarda il fatto che quest’anno le stesse istituzioni indonesiane hanno aperto un canale di lavoro formale per la Russia. A gennaio, il Ministero per la protezione dei lavoratori migranti (KP2MI) ha accolto con favore il piano del produttore di alluminio RUSAL di accogliere 50 diplomati di scuole professionali, con partenze previste per settembre. Lo hanno presentato come parte del programma di Prabowo “SMK Go Global”.

Un mese dopo, KP2MI ha nominato la Russia una nuova destinazione di collocamento nel settore manifatturiero e della costruzione navale. Ha inoltre affermato di aver ricevuto una bozza di Memorandum d’intesa dal Servizio federale russo per il lavoro e l’occupazione.

Nello stesso incontro, il viceministro ha ricevuto un avvertimento dall’addetto alla difesa di Mosca, secondo cui gli indonesiani avrebbero dovuto diffidare degli annunci di lavoro ben retribuiti per le compagnie militari private, il che suggerisce che il Ministero era a conoscenza del rischio fin dall’inizio.

L’ufficio provinciale del lavoro di Giava Occidentale a giugno si è spinto oltre, quando il suo servizio unico per i lavoratori migranti ha pubblicato annunci di lavoro per donne di età compresa tra 18 e 24 anni nella zona economica speciale di Alabuga in Russia, con stipendio in dollari e volo pagato dal datore di lavoro.

La produzione russa di droni

Nel febbraio 2024, il Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato la società che gestisce la zona per aver prodotto droni d’attacco Geran-2 di progettazione iraniana, nell’ambito di un contratto con l’esercito russo. Un’inchiesta dell’Associated Press ha scoperto che le giovani donne africane reclutate lì, con offerte di lavoro nel settore dell’ospitalità e della ristorazione, finivano per assemblare droni.

L’annuncio di Giava Occidentale, ora contrassegnato come chiuso, non nomina alcun datore di lavoro e non fornisce alcun numero di candidati o partenze. Non risulta che alcuna recluta documentata se ne sia andata attraverso questi canali. Il loro effetto è quello di presentare la Russia, compresa l’industria della difesa, come una destinazione ordinaria per i lavoratori indonesiani.

A luglio, l’ambasciata indonesiana a Mosca ha messo in guardia gli indonesiani dall’accettare offerte di lavoro con visti turistici e dal firmare contratti in una lingua che non sapevano leggere. L’avvertimento non menzionava il servizio militare e un mese dopo la fiera del lavoro dell’ambasciata indonesiana in Russia, tenutasi il 17 agosto, elencava Alabuga SEZ tra i datori di lavoro, accanto a RUSAL, En+ Group e Rusagro. L’ambasciatore ha presentato la fiera come un modo per ampliare le possibilità degli indonesiani’ di lavorare e costruire carriere in Russia. Il 1° ottobre il sistema nazionale di collocamento indonesiano elencava ancora 76 posti in Russia. Tra questi, 60 posti sono destinati ai lavoratori della pesca i cui permessi di collocamento sono stati rilasciati il 1° settembre.

Terzo Problema

Il terzo problema è che la risposta di Giacarta a queste trappole di reclutamento tratta questa questione come casi separati. La portavoce degli Esteri ha detto il 18 settembre che il governo indagherà sulle accuse di frode e sfruttamento, proteggendo ogni indonesiano vittima e perseguendo i reclutatori.

Ha aggiunto che qualsiasi servizio verificato in un esercito straniero sarebbe visto come un atto individuale che non rappresenta la politica del governo indonesiano. Tavares ha descritto la nota verbale inviata dall’ambasciata al Ministero degli Esteri russo come una richiesta di verifica e chiarimento. Nel frattempo, il viceministro del KP2MI, Christina Aryani, ha affermato che le reclute sono state attirate dalla pubblicità e si sono rifiutate di trattare i casi come tratta senza prove di sfruttamento, lasciando così al Ministero degli Esteri qualsiasi tipo di rimpatrio da negoziare. Inoltre, al momento in cui scriviamo, l’avviso di viaggio online del ministero per la Russia non dice ancora nulla in merito al reclutamento.

La ragione di questa moderazione risiede nella relazione stessa tra i due presidenti.

Prabowo ha incontrato Putin cinque volte da quando è entrato in carica e il mese scorso a Vladivostok ha offerto l’Indonesia alle imprese russe come punto di ingresso naturale nell’ASEAN. È improbabile che un governo che ha investito così tanto nelle relazioni a livello presidenziale cerchi di litigare pubblicamente con Mosca per qualche decina di cittadini. Pertanto, tratta ogni caso come una questione di scelta individuale e di assistenza consolare.

Gli attriti tra KP2MI e il Ministero degli Esteri, visibili nelle osservazioni di Aryani, spiegano perché i casi passano da un’agenzia all’altra, ma non perché nessuno li abbia sollevati con Mosca a livello politico. Il costo di questa moderazione ricade sugli uomini stessi, perché Mosca ha poche ragioni per agire sui casi di un partner che non li ha sollevati pubblicamente a livello politico.

È vero che non tutti gli indonesiani nell’esercito russo sono stati ingannati da un’offerta di lavoro. Tra gli otto nominati dall’Ucraina c’è un ex attivista e membro del partito di Aceh, i cui amici hanno raccontato a Generasi.co che aveva parlato di andare in Russia a combattere nel caso fallisse un loro progetto imprenditoriale. Harkomoyo distingue le reclute che sono state ingannate da quelle che hanno firmato consapevolmente ed erano consapevoli che avrebbero potuto perdere la cittadinanza.

Aryani ha sottolineato lo stesso punto quando ha paragonato le reclute agli indonesiani che avevano consapevolmente accettato lavoro in complessi truffaldini in Cambogia.

Indonesiani, un bersaglio della propaganda

Tuttavia, le scelte delle singole reclute non spiegano perché gli indonesiani siano diventati un bersaglio in primo luogo, il che è una questione che riguarda i rapporti tra Giacarta e Mosca.

Un’inchiesta pubblicata a luglio dall’emittente pubblica tedesca suggerisce una risposta.

I giornalisti di Tagesschau hanno seguito un’agenzia chiamata WorkVia, che pubblicava video su Instagram indirizzati agli indonesiani e pubblicità a pagamento su Facebook, offrendo 3.200 dollari al mese e un bonus alla firma di 30.000 dollari per un contratto con l’esercito russo. Fingendosi un candidato indonesiano, il reclutatore dell’agenzia ha detto a un giornalista che il lavoro era rischioso ma ben pagato. Secondo l’inchiesta, da febbraio 2026 WorkVia si è rivolta principalmente a uomini provenienti da Cambogia e Indonesia, due Paesi dai quali in precedenza la Russia aveva effettuato pochissime assunzioni.

Il Ministero della Difesa ucraino ha detto ai giornalisti che la Russia tiene 36 paesi fuori dalle sue liste di reclutamento per evitare reazioni negative da parte dei loro leader, e una versione di tale lista ottenuta dall’emittente russa indipendente iStories include India, Nepal, Sri Lanka, Vietnam e Laos (anche se non menziona Indonesia e Filippine).

Anche altri lavoratori del Sudest Asiatico nella trappola del reclutamento

iStories collega la lista alle pressioni diplomatiche: Nepal, India, e lo Sri Lanka ha fatto appello a Mosca dalla metà del 2024, mentre la Giordania ha avanzato richieste simili nel novembre 2025. Letti insieme, i due risultati suggeriscono che i reclutatori si sono spostati verso paesi i cui governi non si erano opposti e che l’Indonesia era uno di questi.

Altri governi hanno sollevato la questione con Mosca e molti hanno ottenuto delle concessioni. Il Nepal ha sospeso i permessi di lavoro per Russia e Ucraina nel gennaio 2024, dopo la morte di nove suoi cittadini in guerra.

Il primo ministro Narendra Modi sollevò la questione con Putin nel luglio 2024, dopodiché Nuova Delhi dichiarò che la Russia aveva promesso di congedare tutti gli indiani dal suo esercito. L’India ha riferito del rilascio di 139 dei suoi cittadini entro la fine di luglio di quest’anno, anche se Nuova Delhi afferma che è ancora attivo il reclutamento di suoi cittadini nonostante i suoi avvertimenti.

Nel giugno 2024, il ministro degli Esteri dello Sri Lanka ha ottenuto dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov la garanzia che non si sarebbero verificati ulteriori reclutamenti dall’isola e, in una telefonata a febbraio, il presidente del Sudafrica ha ottenuto il sostegno di Putin per il ritorno di 17 uomini.

A settembre la Colombia ha chiesto formalmente a Russia e Ucraina di smettere di arruolare i propri cittadini. Nessuno di questi governi ha dovuto rompere con Mosca per farlo.

Cosa può fare Giacarta per bloccare la trappola

Il primo passo di Giacarta dovrebbe essere politico, poiché la sua influenza risiede nelle relazioni stesse. Prabowo, o il suo nuovo ministro degli Esteri, può chiedere a Mosca di smettere di reclutare indonesiani e di rilasciare quelli già sotto contratto. India e Sud Africa, altri membri dei BRICS, hanno avanzato tali richieste ai massimi livelli.

Putin, da parte sua, ha definito l’Indonesia uno degli amici fidati della Russia nell’ASEAN. Un partner così vicino non dovrebbe avere difficoltà a chiedere lo stesso trattamento degli altri. La lista dei reclutatori’ suggerisce che Mosca si adegua quando i leader di un governo si oppongono.

Anche Giacarta dovrebbe adeguare i propri canali di lavoro ai propri avvertimenti. Fino a quando i datori di lavoro russi non potranno essere controllati, KP2MI e gli uffici provinciali del lavoro dovrebbero smettere di collocare indonesiani presso aziende legate all’industria della difesa russa, a cominciare dalla ZES di Alabuga.

L’ambasciata a Mosca non dovrebbe invitare tali aziende alle sue fiere del lavoro. Il progetto di memorandum sul lavoro con il Servizio federale russo per il lavoro e l’occupazione è il luogo in cui scrivere tale esclusione. Il costo sarebbe esiguo, poiché il sistema nazionale di collocamento elenca più di 2.200 posti in Slovacchia e più di 1.400 in Polonia, contro i 76 in Russia.

Tra fiere del lavoro e propaganda sui media sociali

Gli avvertimenti dell’Indonesia devono raggiungere anche le persone che i reclutatori già raggiungono sui social media. WorkVia ha trovato indonesiani tramite video su Instagram e pubblicità a pagamento su Facebook, sebbene Meta abbia vietato la pubblicità dalla Russia dal 2022, mentre l’avvertimento dell’ambasciata era sul sito web di un ministero. Il Ministero degli Esteri e KP2MI potrebbero pubblicare avvisi in lingua indonesiana sulle stesse piattaforme in cui compaiono gli annunci pubblicitari. Il Ministero delle Comunicazioni potrebbe anche chiedere a Meta di far rispettare il proprio divieto. La Colombia offre un modello funzionante, poiché il suo Ministero degli Esteri ha aggiunto una campagna di sensibilizzazione a un protocollo di screening nei suoi uffici passaporti per i richiedenti che affermano di voler combattere all’estero.

Infine, l’Indonesia non ha bisogno di agire da sola, poiché altri stati della regione si trovano ad affrontare sfide di reclutamento simili. Le Filippine, anch’esse assenti dalla lista dei reclutatori’, hanno dichiarato a settembre di stare verificando le segnalazioni di filippini reclutati nelle forze armate straniere, in termini simili a quelli di Giacarta, e WorkVia si è rivolta anche alla Cambogia. Indonesia, Filippine e Cambogia potrebbero affrontare la questione insieme nell’ASEAN, il che aumenterebbe il costo politico per Mosca del reclutamento nel Sudest Asiatico.

Come ho sostenuto altrove, chiamare questi uomini mercenari riduce la protezione che l’Indonesia può ancora dare loro. Trattarli come una serie di casi individuali restringe il campo allo stesso modo, perché lascia intatte le rotte che li hanno portati in Russia.

Un governo che si propone come punto di ingresso della Russia nel Sud-est asiatico è nella posizione ideale per chiedere a Mosca di tenere i suoi reclutatori lontani dagli indonesiani. Dovrebbe avanzare tale richiesta al livello in cui si svolge il rapporto stesso, che è quello presidenziale.

Radityo Dharmaputra, TheDiplomat

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