La peggiore inondazione di Bangkok con 300 mm di pioggia in tre giorni ha messo in luce le vulnerabilità della capitale agli andamenti climatici generali e stagionali
Lo scorso mese l’amministrazione metropolitana di Bangkok ha dichiarato tutti i 50 distretti di Bangkok dichiarati disastrati perché la peggiore inondazione a memoria di uomo, con 300 mm di pioggia, ha messo in luce le vulnerabilità della capitale all’andamento meteorologico stagionale.
Per gli esperti se non ci saranno grandi aggiustamenti alle difese dalle peggiori inondazioni, la metropoli cadrà sempre più a fondo nel caos e nella paralisi con il progredire del cambiamento climatico.

Dove sono i piani di difesa dalle grandi inondazioni?
Nonostante le tantissime proposte Bangkok deve ancora dotarsi di un piano di difesa di lungo termine per proteggere i dieci milioni di residenti.
Il governatore Chadchart Sittipunt, eletto a giugno a grandissima maggioranza, accusa la rete di drenaggio della città che questa alluvione storica che ha totalmente soffocato con i suoi 300 millimetri di pioggia caduti in tre giorni di tempo.
Il governatore ha detto che anche nella rete dei canali della città c’è bisogno di fare lavori di drenaggio in grande scala al cui scopo l’amministrazione di Bangkok Metropolitana ha approvato piani per costruire un enorme tunnel per portare l’acqua dal canale Prawet Burirom alla riserva Nong Bon.
Il progetto mira a portare le acque in un bacino di ritenzione alla periferia orientale della metropoli prima di scaricarlo nel Chao Phraya e quindi in mare.
Sono almeno 700mila i cittadini di Bangkok sommersi dall’acqua che ha raggiunto vari metri di altezza e anche isolati dalla paralisi dei mezzi di soccorso.
Dove sono gli avvisi per la peggiore inondazione?
Ad accendere la rabbia è stata la mancanza di previsioni sulla peggiore inondazione mentre molti esperti hanno accusato il governo metropolitano di non aver emesso avvisi per tempo.
“La BMA avrebbe dovuto capire dalla mattina del 25 settembre che non si potevano contenere tali immensi volumi di acqua. Avrebbe dovuto lanciare immediatamente gli allarmi quando il livello di rischio è diventato grave” dice la professoressa Sitang Pilailar della Kasetsart University.
Secondo la docente le stazioni di monitoraggio della BMA possono predire accuratamente quanta pioggia cadrà nelle cinque ore successive dando così tempo per predire il livello di acqua nella capitale e informare la gente degli impatti plausibili per permettere loro di comportarsi di conseguenza.
Inoltre la BMA sa quali sono le zone di Bangkok che si trovano a livelli più bassi e soggetti agli allagamenti e quindi poteva identificare quali erano le comunità prima interessate.
E’ mancata anche la tempestività degli avvisi telefonici che sono arrivati quando l’inondazione era già in corso.
La lezione mai appresa di Hat Yai
In molti hanno invitato la BMA, che è del tutto indipendente in questo campo, a creare un comando centralizzato per eventi di questo tipo che in Thailandia hanno già colpito ad Hat Yai lo scorso anno. ^00 mmm di pioggia sommersero la città meridionale nel giro di tre giorni.
La amministrazione metropolitana di Bangkok in quel frangente disse che avrebbe tratto le opportune lezioni da quell’evento per redarre un proprio piano di intervento.
A questo scopo l’incaricato era il vicegovernatore Tavida che ha il compito di redarre un piano comprensivo per mappare le aree a rischio, la capacità di rimozione di acqua, le vie di evacuazione, i sistemi di avviso, accumulare tutto quanto serve per i soccorsi e i salvataggi e valutare le misure di lungo corso.
“Se questi piani sono stati già preparati perché non sono stati applicati?” si chiede la professoressa Sitang.
In realtà gli ultimi interventi a favore della protezione di Bangkok dalle alluvioni risalgono al periodo di Re Bhumibol e dopo qualche decennio c’è bisogno urgente di fare dei miglioramenti.
(fonte Thai PBS World’s General Desk)
I danni della peggiore inondazione, le perdite e l’incompetenza del governo
Alla fine, le ripetute scuse del premier Anutin Charnvirakul non sono state sufficienti.
Cittadini arrabbiati per l’inondazione di Bangkok hanno affrontato il premier in visita ai disastrati per due notti. Il martedì notte Anutin ha applicato la tattica controversa di soddisfare alcuni cittadini colpiti dando loro banconote da 1000 baht, 25 euro, dal proprio portafoglio, dando 20mila baht in totale, 500 euro. Il fatto è accaduto nel distretto di Sai Mai di Bangkok.
Anutin inoltre ha detto ai suoi ministri di sospendere i viaggi all’estero per tutto il tempo che durerà la risposta di emergenza e ha cancellato i propri viaggi per le prossime settimane e presiedere la risposta operativa direttamente.
Ma mercoledì ha chiesto ai giornalisti locali di nin chiedergli più sempre le stesse domande e biasimare il governo per le misure di gestione dell’alluvione, né per la loro assenza. E’ chiaro che vuole andare avanti in modo prematuro.
Dare soldi di tasca propria è una mossa politica cattiva che non risolve nulla.
Il costo
Dall’inizio dell’inondazione 700mila persone sono state colpite per 300mila famiglie, secondo il vice governatore di Bangkok Tavida. Mercoledì il portavoce del governo Ekkapob Pianpises ha detto che sono morte 40 persone in tutto il paese, dei quali 4 in Bangkok.
I distretti colpiti sono 42 di cui 8 lo erano ancora il mercoledì: Lat Krabang, Bang Kapi, Min Buri, Saphan Sung, Suan Luang, Bueng Kum, Khlong Sam Wa e Sai Mai.
I danni economici dichiarati sono attorno ai 12,3 miliardi di baht e vanno dai 6 miliardi ai 20,6 miliardi a seconda della velocità della ripresa.
Le voci
Nel secondo giorno di piogge, domenica pomeriggio, il sottoscritto è andato a Bang Kapi dove ha visto decine di persone che si muovevano con l’acqua che arrivava fino al petto per comprare generi di prima necessità.
Una vittima a cui il sottoscritto ha chiesto cosa volesse dal governo ha risposto che avrebbe voluto solo che il governo avesse dato degli avvisi chiari per tempo.
Mercoledì i cittadini di Ayutthaya reclamavano avvisi di alluvione fatti prima perché l’acqua saliva rapidamente.
Ciò che è mancato
Anutin ha fallito. Il governatore di Bangkok Chadchart Sittipunt era troppo sicuro di sé alla fine della scorsa settimana e ha anche fallito. Anche il Dipartimento meteorologico non è riuscito a garantire che fossero emessi avvisi adeguati e tempestivi.
La società thailandese ha bisogno di un governo competente, sempre preparato, che comunichi chiaramente gli avvisi di inondazione e risponda rapidamente alle inondazioni — non di un primo ministro che distribuisce banconote da 1.000 baht di tasca propria ad alcuni residenti che hanno sofferto cinque giorni di inondazioni, apparentemente per alleviare la rabbia dell’opinione pubblica nei confronti del governo.
Come ha detto il ministro del Turismo e dello Sport Surasak Phancharoenworakul ai dirigenti della Thai Airways in merito all’arretrato di bagagli all’aeroporto di Suvarnabhumi: se non siete pronti a svolgere il lavoro con competenza, dovreste prendere in considerazione l’idea di dimettervi.
Lo stesso si potrebbe dire di Anutin, Chadchart e dei pezzi grossi del Dipartimento meteorologico.
La storia
Il Dipartimento Meteorologico, in particolare, ha una storia travagliata di avvisi inadeguati — o addirittura di non dare alcun avvertimento per paura di reazioni negative se la situazione si rivelasse non così grave come previsto.
Nel 2004 il sottoscritto denunciò il fallimento del dipartimento quando diede priorità agli interessi commerciali rispetto alla sicurezza pubblica durante lo tsunami nell’Oceano Indiano del 26 dicembre 2004.
Scrivendo all’epoca per il quotidiano The Nation, il sottoscritto scoprì che alti funzionari del Dipartimento meteorologico avevano convocato una riunione di emergenza poco dopo il terremoto iniziale al largo di Sumatra — ben prima che lo tsunami colpisse le coste della Thailandia.
Una fonte chiave all’interno del dipartimento rivelò che i funzionari si astennero deliberatamente dall’emettere un avvertimento o dal chiedere evacuazioni per paura di interrompere l’alta stagione turistica natalizia.
All’epoca l’occupazione dell’hotel era vicina al 100% e i funzionari erano preoccupati per la responsabilità finanziaria e reputazionale se un avvertimento si fosse rivelato un falso allarme.
Dopo la pubblicazione del rapporto, il primo ministro Thaksin Shinawatra ordinò una commissione d’inchiesta indipendente di indagare sui fallimenti del Dipartimento meteorologico.
Thaksin richiamò Smith Dharmasaroja, ex capo del dipartimento che per anni aveva pubblicamente lanciato l’allarme sulla vulnerabilità della Thailandia allo tsunami, per dirigere la task force e guidare lo sviluppo del sistema nazionale di allerta precoce della Thailandia. Ma il rapporto preparato dalla task force guidata da Smith non è mai stato reso pubblico.
Smith mi ha detto che non è mai stato nemmeno scritto, perché i funzionari temevano che i turisti stranieri uccisi dallo tsunami avrebbero citato in giudizio il governo tailandese per un enorme risarcimento.
La lezione
Questi eventi hanno dimostrato come l’esitazione amministrativa, la paura burocratica di reazioni negative e considerazioni economiche abbiano portato direttamente alla mancata emissione di un avviso tempestivo, lasciando migliaia di residenti e turisti impreparati quando le onde si sono abbattute.
Più di due decenni dopo, mi chiedo quante migliaia di veicoli sarebbero stati risparmiati dall’immersione e quanti danni e dolori si sarebbero ridotti, se il Dipartimento Meteorologico, il governo e il governatore di Bangkok fossero stati più competenti.
E non è finita. Proprio oggi un altro diluvio ha colpito Bangkok. Le dighe prossime alla capacità massima sono state costrette a rilasciare più acqua a valle. In tutta la Thailandia i cittadini attendono ancora avvisi tempestivi.
In altre parti della Thailandia, tra cui Ayutthaya e Pathum Thani, molti sono ancora in attesa di avvertimenti tempestivi…
Pravit Rojanaphruk, Khaosodenglish