La sfida per la manifattura a Singapore è di decarbonizzare senza mettere in pericolo il lavoro, gli investimenti e la crescita economica.
Poiché i produttori devono affrontare la pressione crescente a ridurre le emissioni, lo sviluppo di tecnologie industriali più pulite diventa non solo una priorità ambientale, ma anche una questione di investimenti, produttività e resilienza economica a lungo termine.

Il 23 ottobre 2026, Singapore ha annunciato un’iniziativa di finanziamento per la decarbonizzazione industriale del valore di 100 milioni di Euro per accelerare lo sviluppo e la commercializzazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio.
L’iniziativa mira ad aiutare le industrie a ridurre il loro impatto ambientale, mantenendo al contempo la posizione di Singapore come destinazione competitiva per la produzione e gli investimenti.
Le emissioni della manifattura a Singapore
La manifattura a Singapore costituisce circa il 20% del PIL di Singapore e impiega circa un ottavo della sua forza lavoro. Le sue industrie sono responsabili per il 65% delle emissioni della città stato tra cui quelle associate con il consumo di elettricità. Se Singapore vuole raggiungere l’obiettivo assunto di essere un paese ad emissioni nette zero nel 2050, è essenziale che riduca queste emissioni.
La sfida è di decarbonizzare senza mettere in pericolo il lavoro, gli investimenti e la crescita economica.
Le limitate risorse di suolo e di energia rinnovabile di Singapore, insieme al complesso fabbisogno energetico delle sue industrie, limitano le opzioni disponibili. Anche le tecnologie sviluppate altrove potrebbero richiedere un adattamento alle condizioni operative locali.
Per affrontare queste sfide fino a due terzi dell’iniziativa sosterranno il programma DRIVE, ricerca sulla decarbonizzazione per l’Industria, aziende e imprese. Le compagnie possono identificare le proprie sfide di decarbonizzazione e collaborare con le istituzioni pubbliche di ricerca per sviluppare soluzioni. Questo approccio permette che a guidare la ricerca siano i bisogni industriali reali piuttosto che la sola innovazione tecnologica.
Tuttavia, lo sviluppo di tecnologie promettenti è solo il primo passo. Cinque progetti di ricerca energetica a basse emissioni di carbonio esistenti riceveranno ulteriore sostegno nell’ambito di un bando di sovvenzione di 45 milioni di Euro per ampliare le loro tecnologie e testarle in contesti industriali.
Questo finanziamento è destinato ad aiutare i ricercatori ad andare oltre gli esperimenti di laboratorio verso soluzioni applicabili in ambienti industriali reali.
Singapore sta inoltre sviluppando una infrastruttura nazionale di trasferimento di tecnologie a basse emissioni di carbonio sull’isola di Jurong, sostenuto da un finanziamento di 45 milioni di euro.
Singapore attraente per produttori e investitori
La struttura consentirà alle aziende di testare le tecnologie emergenti in condizioni industriali senza dover costruire i propri costosi impianti pilota. Le potenziali applicazioni includono la conversione dell’anidride carbonica in carburante sostenibile per l’aviazione e la produzione di idrogeno dall’ammoniaca, che potrebbero entrambe contribuire a ridurre le emissioni nei settori ad alta intensità energetica.
Questi investimenti potrebbero aiutare Singapore a rimanere attraente per produttori e investitori poiché le imprese si trovano ad affrontare una crescente pressione per ridurre le proprie emissioni. Eppure i finanziamenti da soli non garantiranno il successo.
Le tecnologie devono dimostrare di poter funzionare in modo affidabile su larga scala e di ridurre le emissioni a costi commercialmente sostenibili. Singapore deve inoltre mantenere forniture energetiche affidabili e costi operativi competitivi, in particolare per le industrie ad alta intensità energetica.
Le implicazioni si estendono oltre Singapore. I suoi istituti di ricerca, l’ecosistema finanziario e le strutture di test industriali potrebbero aiutare a collegare sviluppatori, investitori e produttori di tecnologia in tutto il sud-est asiatico.
Laboratorio industriale aperto a paesi della regione
Le economie ad alta intensità manifatturiera come Malesia, Thailandia, Vietnam e Indonesia possono trarre vantaggio da partenariati regionali, sebbene i loro diversi mix energetici, infrastrutture e capacità finanziarie significhino che le soluzioni dovranno essere adattate alle condizioni locali.
In definitiva, gli sforzi di decarbonizzare la manifattura a Singapore non saranno misurati dall’entità dei finanziamenti impegnati quanto dalla capacità della ricerca di tradursi in tecnologie che le industrie possano adottare su larga scala.
Se avrà successo, l’iniziativa potrebbe rafforzare la competitività manifatturiera di Singapore, contribuendo nel contempo alla più ampia transizione del Sud-est asiatico verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
Jennifer Hui En Tan, TAF