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Scarsa affluenza nel primo turno delle elezioni farsa nel Myanmar

Scarsa affluenza e sicurezza rafforzata nel primo turno delle elezioni farsa nel Myanmar mentre nel paese continua la guerra civile

Domenica si è svolto il primo turno delle elezioni farsa della giunta birmana a cui non partecipano i grandi partiti di opposizione, mentre notizie provenienti da Yangon, Mandalay e Naypyidaw indicano una bassa affluenza, varie irregolarità amministrative e l’onnipresenza delle forze di sicurezza.

Il risultato certo sarà l’elezione a presidente del capo attuale della giunta Min Aung Hlaing, che prese il potere con un golpe militare a febbraio 2021, eletto da un parlamento fantoccio dominato da militari e loro alleati civili.

Scarsa affluenza nel primo turno delle elezioni farsa nel Myanmar
La sede chiusa dai militari del NLD di Aung San Suu Kyi

“Vi garantiamo che queste elezioni saranno libere e eque. Sono organizzate dai militari e non possiamo permettere che sia insozzato il nostro nome” ha detto Min Aung Hlaing in abiti civili.

Scarsa affluenza nel primo turno delle elezioni farsa

A Yangon, il centro economico della Birmania, la maggioranza dei votanti era costituita dalla burocrazia e dalle famiglie dei militari che si sono presentati la mattina presto.

In alcuni centri di Naypyidaw le schede e il materiale elettorale e’ stato portato dopo l’arrivo dei votanti, mentre in altri centri ci sono stati problemi con le liste dei votanti, con la loro identificazione. Molti elettori del settore impiegatizio delle zone terremotate sono stati portati via fiume nei centri per votare.

Oltre la scarsa affluenza, notevole era la sicurezza esibita particolarmente nei centri dove sono collocati i centri più importanti dei militari, a cui partecipavano anche le milizie del Pyu Saw Htee

La morsa della sicurezza era particolarmente stretta a Mandalay dopo le ondate di arresti degli ultimi mesi. In molte parti le strade avevano posti di blocco fino a duecento metri dai seggi. Alla gente che andava a votare era intimato di consegnare i telefonini.

I prescelti da eleggere

La giunta ha permesso di partecipare alle elezioni solo a sei partiti tra cui il famigerato USDP che da sempre sostiene i militari e sono allineati o dipendenti dai militari.

Tra questi figurano l’USDP, il Partito di Unità Nazionale (NUP), il Partito Pioniere del Popolo, il Partito Popolare, il Partito per lo Sviluppo degli Agricoltori del Myanmar e lo Shan e il Partito Democratico Etnico.

Mentre l’USDP è guidato da ex alti ufficiali dell’esercito, il NUP affonda le sue radici nell’ex dittatura militare di Ne Win. I restanti partiti funzionano in gran parte come delegati o mantengono stretti legami con le forze armate.

Il Partito Pioniere del Popolo è guidato da Thet Thet Khine, che è stato ministro sotto la giunta dopo il colpo di stato del 2021. Ko Ko Gyi, leader del Partito popolare, ha ripetutamente criticato il movimento di resistenza armata e ha sostenuto un ruolo dominante per i militari nel sistema politico del Myanmar.

Il Partito Pioniere del Popolo è guidato da Thet Thet Khine, che è stato ministro sotto la giunta dopo il colpo di stato del 2021. Ko Ko Gyi, leader del Partito popolare, ha ripetutamente criticato il movimento di resistenza armata e ha sostenuto un ruolo dominante per i militari nel sistema politico del Myanmar.

Solo questi sei partiti possono competere nelle circoscrizioni elettorali per il parlamento dell’Unione con l’autorità di formare un governo.

I restanti 51 partiti registrati sono limitati a competere a livello statale e regionale.

La giunta ha annunciato che le votazioni si svolgeranno in tre fasi, a partire dal 28 dicembre in 102 comuni. Un secondo turno è prevista per l’11 gennaio in 100 comuni, seguita da una terza fase due settimane dopo.

Assenza di reale opposizione

Dopo il golpe fatte con il pretesto che le elezioni del 2020 erano state manipolate da Aung San Suu Kyi, di cui non si sa nulla da mesi, la giunta militare ha dissolto oltre 40 partiti di opposizione tra cui NLD di Suu Kyi, Shan Nationalities League for Democracy e Arakan National Party e Zomi Democratic Party.

I paesi accettati per il monitoraggio delle elezioni sono Cina, India, Bielorussia, Russia, Laos, Cambogia e Kirgisistan.

I governi occidentali e l’ONU respingono questo processo per l’assenza dei partiti di opposizione reale e perché si svolge in un contesto di guerra civile, di repressione e sfollamenti.

Aung Kyi Nyunt del NLD ha dichiarato a Myanmar Now che le elezioni non servono ad altro che a giustificare il mantenimento del regime militare.

“Le elezioni non hanno alcuna base giuridica. Viene organizzato per soddisfare alcuni paesi stranieri che vogliono vedere un’apparenza di legittimità per il mantenimento del potere da parte dei militari.”

In una dichiarazione rilasciata questa settimana, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk ha avvertito che le elezioni controllate dai militari si stanno svolgendo in un contesto di intensificazione della violenza, delle intimidazioni e degli arresti arbitrari, senza lasciare spazio a una partecipazione libera o significativa.

“È chiaro che queste elezioni si svolgono in un clima di violenza e repressione. Non esistono condizioni per l’esercizio dei diritti di libertà di espressione, di associazione o di riunione pacifica.”

MyanmarNow

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