Settembre 2026 non si è dimostrato un mese facile e tranquillo per il profondo meridione thailandese, dopo l’agosto scorso terribile che ha visto molte morti e feriti con tantissimi attacchi con bombe e incendi.
Lo stato Thailandese, il suo governo e il suo gruppo di negoziazione di pace però non sembrano voler cogliere l’urgenza di questa situazione e rispondono sul campo con l’inasprimento delle leggi speciali e di emergenza, sulla stampa con fiumi di parole a segnalare un diverso approccio interno ai negoziati di pace di Patani rispetto ai militari thai.

Queste hanno spinto la principale organizzazione dell’insorgenza, BRN o Fronte Rivoluzionario Nazionale Melayu, a esprimersi con varie dichiarazioni pubbliche. Quest’ultima cosa è alquanto una novità data la ritrosia del gruppo anche a rivendicare gli attacchi.
Proposte ventilate dallo stato thai a settembre 2026
Il governo thai ha rigettato le richieste di autonomia e indipendenza per le tre province di Patani e offre invece altre forme di amministrazione locale, simili a quanto si ha per Bangkok e Pattaya, anche perché non se ne è mai discusso nei colloqui di pace. Il capo del pannello della pace dello stato thai, Thanut Suvarnanand che è un civile, parla di disponibilità a discutere di una regione a amministrazione speciale che non sia però autonomia.
Le richieste di autonomia erano state già presentate dal BRN che più volte detto come i colloqui di pace non abbiano mai affrontato questa questione che sono al cuore di una pace sostenibile e che il BRN richiedeva un autogoverno comprensivo per le tre province di Yala, Pattani e Narathiwat.
Il BRN però non domanda il potere assoluto o l’indipendenza quanto una condivisione di potere per quest’area a maggioranza malese musulmana che fu incorporata agli inizi del 900 nel Regno del Siam.
Thanut Suvarnanand invece ha riproposto l’idea che i colloqui di pace per porre fine ad un conflitto devono rivolgersi attorno all’idea di ricostruire la fiducia tra le parti e porre fine alla violenza, piuttosto che stare a dividere un paese e discutere futilmente di indipendenza o autogoverno.
Inoltre Thanut vuole riportare al tavolo dei negoziati di pace di Patani tutti i gruppi di liberazione di Patani al fianco del BRN come il raggruppamento MARA Patani.
“La Thailandia non ha nulla da cambiare. Non riesco ad immaginare cosa possiamo cambiare. Ma se le tre regioni vogliono essere come Bangkok siamo pronti a studiare l’idea. Ma non parlerò della regione amministrativa speciale. Se ne parleremo non lo so. Non parlerò più di un cessate il fuoco. Se faccio una promessa che non posso mantenere perderemo credibilità sia per loro che per noi”.
La dichiarazione di Nikmatullah Seri del BRN
Nikmatullah Seri, portavoce del gruppo di contatto del BRN ha espresso tre condizioni per i futuri colloqui di pace.
La prima è che lo stato thai deve accettare l’identità malese e lo stato di indigeni dei malesi se si vuole arrivare ad un cessate il fuoco e fermare almeno temporaneamente la violenza che percorre le tre province meridionali.

A questa si aggiunge la seconda condizione che è la liberazione dal carcere dei detenuti del BRN e, come terza condizione, chiudere il progetto del Corridoio Economico Meridionale.
“Per ora, non devono speculare su ciò che il BRN vuole fare. Non siamo ancora in quella fase, non abbiamo parlato ancora di forme e metodo di governo. Ma vogliamo misure per costruire la fiducia con lo stato thai. Per esempio, Come ritorniamo nelle aree per discutere con la comunità? Se vogliamo ritornare nell’area deve esserci un cessate il fuoco per prima cosa” ha detto Seri a Utusan Malaysia.
Meccanismo condiviso per il cessate il fuoco
Il cessate il fuoco deve avere un certo meccanismo condiviso e sottoscritto prima che il BRN possa ritornare nelle tre province per comunicare con la comunità. L’accordo per il cessate il fuoco deve essere inoltre sottoscritto anche dai militari thailandesi.
“Queste sono le condizioni del BRN. Il resto dipenderà se fermeranno temporaneamente la violenza o altro. Siamo pronti ma non si dimentichi che il BRN vede la Thailandia come non seria. Ognivolta che ci sono negoziati sollevano nuove questioni. Il BRN è stanco di questa situazione”
Sull’uso della violenza, che spessissimo il BRN non rivendica, Nikmatullah Seri ha ricordato come lo stato thai spesso non comprende il linguaggio della pace, nonostante spesso il BRN abbia provato ad usarlo.
“La parte thai non comprende altro linguaggio che quello della violenza. Se vogliono comprendere il linguaggio dei negoziati, noi non abiamo bisogno di usare il linguaggio del terrorismo. Capiamo che ci sono gruppi in Thailandia che vogliono la pace. Ma la parte thai ha due mani. Una mano che dà miele e l’altra che dà veleno. Non è un approccio sicuro che vogliamo. Non c’è affatto sincerità”.
L’idea di riportare MARA Patani al tavolo del negoziato
MARA Patani è un raggruppamento di militanti separatisti e di gruppi separatisti più o meno attivi nel meridione thailandese che in passato ha tenuto dei colloqui di pace con il governo thai quando era negoziatore Aksara. Quanto MARA Patani fosse rappresentativa è tutto da vedere, ma aveva introdotto al tavolo dei negoziati anche parte della società civile del meridione thailandese.
C’era stato anche un cessate il fuoco esplorativo e si stava per sottoscrivere un TOR, termini di riferimento per i colloqui di pace, quando il governo Prayuth lasciò cadere tutto per paura che la sola firma dello stato thailandese significasse giustificare politicamente MARA Patani e l’insorgenza.
La scusa che Prayuth trovò era proprio chi rappresentasse MARA Patani, visto che il BRN ad un certo punto sabotò apertamente questi colloqui.
Cosa vuole dire in questa fase riprendere MARA Patani e riportarla al tavolo del negoziato? Perchè rimescolare ancora le carte per evitare magari di dover sottoscrivere qualcosa con il BRN che agli occhi dei militari thai e non solo significherebbe riconoscere l’insorgenza come fatto politico e non di “banditismo”?
La risposta di MARA Patani
Abu Hafez Al Hakim che rappresenta il PULO, BIPP e GPIM ha detto di essere pronto a sentire quello che il governo offre ma lo deve sottoporre formalmente al tavolo del negoziato di Kuala Lumpur per discuterlo e negoziarlo. “Non retorica sui mass media”.
Il PULO è Organizzazione di Liberazione di Patani Unita, il BIPP è Fronte di Liberazione Islamica di Patani e GPIM è Movimento dei Mujahiddin Islamici di Patani; sono tutte sigle minori attive anni fa della cui forza sul campo si sa poco.
Abu Hafez sostiene che sono pronti ad ascoltare quello che il governo ha da offrire ai colloqui di Kuala Lumpur che a suo avviso devono essere risettati per includere tutti quanti i gruppi separatisti.
“MARA Patani ha anche una proposta per migliorare il processo del negoziato che è stata fatta conoscere al capo delegazione thai. Sappiamo che si discute il cessate il fuoco da parte dei gruppi tecnici ma che non è stato ancora concluso.”
BRN e altri gruppi separatisti
Il BRN ha però rigettato la proposta che altri gruppi separatisti si uniscano al dialogo di pace, perchè i negoziati diventerebbero più difficili e perché ne sarebbe modificata la strategia e la pianificazione del BRN.
Lo afferma il portavoce del BRN Seri che sostiene come gli altri gruppi, PULO, BIPP e GMIP, sono liberi di fare negoziati separati con il governo.
“Se chiedono di unirsi ai negoziati in corso con il BRN credo che sia abbastanza difficile. BRN è una organizzazione segreta specialmente sui negoziati di pace. Ci sono persone non coinvole nei negoziati che non possiamo esporre a tutti. Ora che incontriamo i giornalisti non portiamo gente che non è collegata qui”
Comunque Nikmatullah Seri ha ricordato che si dovrebbe tenere un incontro allargato a tutte le componenti se si devono aprire i negoziati a tutti i gruppi separatisti.