C’era una volta Antelope Reef, una caratteristica di mare in gran parte sommersa in un angolo nordoccidentale del Mare cinese Meridionale, che presto diventerà un’altra isola artificiale con cui Pechino cerca di consolidare la sua presa su gran parte dell’aria marittima.
In questa area di mare ricadono i tratti di mare delle zone economiche esclusive del Vietnam, della Malesia, Brunei, Taiwan e Filippine. Un arbitrato del Tribunale del Mare dell’UNCLOS del 2016 accolse il ricorso delle Filippine con cui si chiedeva di invalidare i reclami storici cinesi secondo la Mappa delle Nove Linee e si ribadivano le zone economiche esclusive degli stati prospicenti nel Mare Cinese Meridionale.

Antelope Reef ricade all’interno dei gruppo di isole nella parte sudoccidentale delle isole Paracelso e si trovano a 300 chilometri dal porto Sanya della provincia cinese di Hainan e a 400 chilometri da Danang in Vietnam, secondo Asia Maritime Transparency Initiative (AMTI) del Center for Strategic and International Studies.
Antelope Reef da barriera corallina preziosa a futura base militare?
In precedenza Antelope Reef era una delle più piccole isole cinesi nelle Paracelso, prima che a ottobre 2025 iniziassero grandi lavori di scavo e poi quest’anno di costruzione di infrastrutture.
Questo tipo di sviluppo è il primo significativo atto di costruzione di un’isola artificiale nel Mare Cinese Meridionale dal 2017.
Usando immagini satellitari AMTI stima che la terra reclamata dal mare è di circa 600 ettari, una cifra enorme se la paragoniamo alla grandezza delle isole artificiali cinesi nelle Paracel.
La caratteristica di mare maggiore lì, Woody Island è di circa 335 ettari ed ospita una base navale e una aerea oltre alla città amministrativa di Sansha del Mare cinese meridionale.
Secondo AMTI se i lavori continuano al ritmo visto nelle immagini satellitari Antelope Reef diventerà la caratteristica di mare maggiore della Cina non solo nelle isole Paracelso ma in tutto il Mare Cinese Meridionale, superando forse anche Mischief Reef nelle Isole Spratly.
La Cina occupò le isole Paracelso nel 1974 negli ultimi mesi della guerra del Vietnam strappandola ad una guarnigione sudvietnamita, e chiama la Antelope Reef Lingyang Jiao, mentre il Vietnam la chiama Hai Sam. Da quella occupazione la Cina sostiene che le isole Paracelso, o Isole Xisha, fanno parte integrale del territorio cinese e che non c’è niente da discutere in merito, come ribadito di fronte alle proteste vietnamite.
Moderate rimostranze Vietnamite
Il ministro degli esteri vietnamita Pham Thu Hang aveva invitato la Cina a bloccare i lavori di reclamo che considerava “del tutto illegali e illegittimi”.
La Cina ha prospettato i lavori di reclamo come intenti a migliorare le condizioni di vita delle isole con strutture civili e di protezione del mare. In questa barra di Antelope c’erano differenti e grandi ecosistemi corallini e di fauna marittima.
Per l’AMTI apparentemente un’altra forte presenza nelle isole Paracelso dà a Pechino dei miglioramenti in più per le sue capacità nel Mare Cinese Meridionale.
“Se assumiamo che Antelope Reef è trasformata in una struttura militare al pari delle altre postazioni grandi cinesi, estenderà le capacità di ascolto più vicine alle spiagge vietnamite e dare altra capacità e ridondanza alle sue forze navali e aeree nella parte settentrionale del MCM.”
Le operazioni di dragaggio iniziarono il 4 dicembre scorso hanno creato fino a febbraio 15 kmquadri di suolo su una barriera un tempo vuota.
Secondo AMTI la vicinanza di Antelope Reef all’isola di Hainan potrebbe dare alla Cina l’opportunità di espandere gli sforzi per avere una presenza civile nelle isole Paracelso.
“Anche se questo potrebbe non cambiare in modo significativo il quadro strategico nel Mar Cinese Meridionale, Pechino sta certamente segnalando la sua capacità di espandere continuamente le sue aree occupate — un messaggio forse destinato più direttamente ad Hanoi, le cui attività di reclamo di suolo e costruzione di isole nelle Spratly sono ancora in corso”
Una nuova base militare cinese?
Scrive AMTI:
Otto mesi dopo che la Cina ha iniziato a dragare Antelope Reef nelle Isole Paracel, sono emersi i primi segnali di importanti infrastrutture sulla nuova isola artificiale. Le immagini satellitari di agosto mostrano scavi che sembrano destinati a segnare l’inizio di una nuova pista.

Non è stato ancora posato calcestruzzo o altro materiale di pavimentazione e i lavori su una parte della probabile pista di atterraggio sono iniziati solo in parte, ma diversi fattori servono a dimostrare questa conclusione.
L’area da modellare è coerente con la larghezza delle piste cinesi esistenti nel Mar Cinese Meridionale a Fiery Cross, Subi e Mischief Reef nelle Spratly e Woody Island nelle Paracelso. I lavori si stanno svolgendo lungo il bordo nord-occidentale della barriera corallina, l’unico rettilineo disponibile ad Antelope per ospitare una pista di 3 km piedi come quelle degli altri avamposti cinesi. L’area su cui si sta lavorando si estende attualmente per 1.300 metri ma è chiaramente tutto in divenire.
I lavori infrastrutturali enormi
Altri movimenti terra nel nord sembrano prevedere l’estensione della pista lungo l’intera lunghezza di questo bordo. Sono in corso gli scavi per la fondazione di almeno una struttura adiacente alla pista prevista, che corrisponda alle dimensioni (61×61 metri) degli hangar più grandi situati sulle altre piste di atterraggio cinesi nel Mar Cinese Meridionale.
Sebbene questo lavoro preparatorio sia il primo segnale di importanti lavori infrastrutturali su Antelope, la barriera corallina stessa ha fatto molta strada dall’ultimo check-in dell’AMTI. I lavori di discarica e dragaggio ad Antelope sembrano essere completati, senza draghe in vista nelle immagini recenti, e la massa continentale definitiva misura ora 590 ettari.
L’unica area della barriera corallina in uso attivo rimane la punta orientale a sud del canale che conduce alla laguna. Questa era l’unica area in costruzione attiva durante il dragaggio e probabilmente funge da quartier generale amministrativo della barriera corallina.
Negli ultimi mesi sono stati costruiti diversi nuovi edifici e l’installazione di aree verdi e parcheggi asfaltati sta trasformando questo luogo da avamposto di frontiera in un centro amministrativo tipico delle altre isole della Cina.”
Un segnale al Vietnam
Secondo la BBC la costruzione di una nuova base vicino a quelle già esistenti sulle Paracelso potrebbe sembrare qualcosa di superfluo. In questo senso forse la Cina pensa di mandare un segnale al Vietnam che negli ultimi 3 anni ha fatto grandi lavori di reclamo di suolo e costruzione di isole artificiali con la creazione di 11 nuovi porti. Sarebbe di 11 km quadri la terra reclamata, la metà di quanto controllato dalla Cina. Ed ora si appresta a costruire infrastrutture di tipo militare come fari di navigazione.
“I vietnamiti sono stati meno disposti a essere in prima linea nella battaglia per le pubbliche relazioni a causa dei loro disaccordi con la Cina”, afferma Greg Poling, direttore dell’AMTI.
“Sono molto più a loro agio nel lasciare che siano i filippini a farlo. Ma sull’acqua abbiamo visto i vietnamiti essere molto più disposti a opporsi a Pechino. Di conseguenza, la maggior parte dei cinesi si è tirata indietro, ad esempio, dal tentativo di impedire alle trivellazioni vietnamite di petrolio e gas”
Questo è il motivo per cui la Cina sta costruendo Antelope Reef a un ritmo così rapido, afferma Ray Powell, direttore di Sealight, che ha sede presso l’Università di Stanford e monitora il Mar Cinese Meridionale.
“Il Vietnam ha approfittato dell’attenzione della Cina sulle Filippine… I lavori di reclamo a Antelope Reef potrebbe essere considerata la risposta della Cina, ricordando al Vietnam chi è il grosso cane del cortile”.