In questo fine settimana di agosto thailandese un’ondata di attacchi coordinati del BRN, insorgenza separatista, ha scosso le province meridionali thai in 70 posti differenti portando al ferimento di tre persone e colpendo le infrastrutture in 21 distretti delle province di Narathiat, Pattani e Yala.
Gli attacchi coordinati del BRN sono iniziati alle 8 di sera del sabato e hanno coinvolto piccole bombe, incendi e danni alle strutture e proprietà, i maggiori dei quali sono un attacco al 7-Eleven a Pattani e l’attacco alla ferrovia. Vicino la stazione di Maruebo nel distretto di Ra-ngae a Narathiwat sono stati distrutti infatti 50 metri di ferrovia.

Le ferrovie thailandesi hanno immediatamente sospeso i servizi ferroviari tra Maruebo e Tanyong e i treni che vanno e vengono da Sungai Kolok cambiando la programmazione delle varie tratte. Molti viaggiatori hanno perciò cambiato programma di viaggio per timore di ulteriori attacchi. In questi frangenti sarebbe stato arrestato una persona a Cho Ai-Rong.
Attacchi coordinati del BRN
Non si conosce ancora quando saranno ripresi i collegamenti ferroviari sulla linea tra Hay Yai e Sungai Kolok.
L’attacco al 7-Eleven è accaduto a Yaring con veri uomini mascherati che hanno fatto uscire dal negozio gli avventori e il personale e hanno poi piantato un congegno esplosivo che ha distrutto tutto, costringendo i pompieri a ritirarsi per timore di altre esplosioni.
In Yarang invece altri uomini mascherati hanno incendiato un mezzo di raccolta dei rifiuti del governo dopo aver bloccato una guardia di sicurezza.
La maggioranza degli attacchi sono avvenuti contro le torre telefoniche, le camere di sorveglianza, infrastrutture elettriche e hanno messo oggetti sospetti che costringono le forze di sicurezza
I militari hanno posto Narathiwat in stato di coprifuoco.
Villaggi malesi di frontiera scossi dalla potenza degli attacchi
La potenza degli attacchi ha scosso anche i residenti dei villaggi malesi vicini al confine con la Thailandia che hanno potuto ascoltare gli scoppi forti e i lampi di luce dall’altra parte della frontiera, determinati dagli attacchi coordinati in oltre 21 distretti di questo fine settimana in Thailandia.
Sebbene le attività alla frontiera malese siano riprese normalmente, il capo della polizia del Kelantan Mohd Yusoff Mamat ha confermato che non si hanno notizie di malesi colpiti dagli attacchi, ma ha invitato i cittadini malesi a essere cauti ed eventualmente a spostare il proprio viaggio in Thailandia in altra data qualora non ci siano motivi urgenti.
Al momento il ministero degli esteri non ha ancora vietato i viaggi. Ricordiamo che nelle settimane scorse due turisti malesi erano rimasti bloccati da un attacco alla loro vettura mentre si recavano in Thailandia.
Come sempre, nessuna organizzazione ha rivendicato questi attacchi coordinati del fine settimana, ma nessuno dubita che si tratti della mano del BRN, Fronte di Liberazione Nazionale Melayu di Patani.
L’opera del BRN in questi attacchi
Il BRN è il maggior gruppo separatista che conduce l’ultima ondata di insorgenza iniziata a gennaio 2004 nelle tre province di Narathiwt, Yala e Pattani. Qui la maggioranza della popolazione è di etnia malese ed è musulmana con una tradizione storica di sfida alla dominazione siamese iniziata nel 1902 mai sopita.
Dal 2013 BRN e governo thai sono impegnati in colloqui di pace che vanno in maniera alternata e che non hanno mai superato la fase della costruzione della fiducia e che non hanno mai visto lo stato thailandese unito nel perseguire l’obiettivo della risoluzione pacifica del conflitto.
La narrazione usata dallo stato è sempre stata di una qualche forma di criminalità che bisognava tenere sotto controllo e al minimo senza fare concessioni reali all’insorgenza.
Il BRN da parte sua cerca una qualche forma di autogoverno, un riconoscimento dell’identità storica e nazionale della popolazione locale e di essere riconosciuto realmente dallo stato thailandese.
Nei passati 22 anni sono morte 7873 persone e decine di migliaia sono rimasti feriti secondo le cifre rilasciate da Deep South Watch.
Manifestazione di capacità operativa del BRN
Con l’arrivo del nuovo negoziatore thai, si è accesa la speranza di un cambio di mano nella conduzione dei colloqui di pace anche in considerazione del cambio ai vertici militari dell’ISOC.
Questi attacchi coordinati del fine settimana non erano intesi per colpire le persone, come accaduto in alcune operazioni di insorgenza precedenti, quanto per dimostrare che il BRN ha ancora intatte le proprie capacità operative e di coordinamento.
L’analista della sicurezza Don Pathan sostiene che questi attacchi coordinati servono a dare peso ai negoziati con il governo thai.
“I combattenti del BRN sul campo sono infastiditi dalle vanterie degli ufficiali militari e vogliono usare l’impennata di violenza per dimostrare le loro capacità. Molti degli obiettivi di questi ultimi incidenti erano civili, ma i combattenti del BRN non cercano il conteggio dei cadaveri. Vogliono inviare un messaggio severo ai thailandesi su ciò che sono capaci di fare.”
Quanto costa questo conflitto del meridione di Patani
Il conflitto nel meridione thailandese di Patani ha anche il suo costo importante sull’economia thailandese e su questo pezzo di terra.

I dati di una commissione parlamentare thailandese dicono che dal 2004 al 2025 sono stati stanziati 340,7 miliardi di baht, equivalenti a 8,4 miliardi di euro, con 23536 incidenti violenti e 7790 morti e 14749 feriti.
Se si includono altri finanziamenti per lo sviluppo l’intervento dello stato thai è stato di 500 miliardi di Baht, equivalenti a 13,1 miliardi di euro.
Nel 2016 si assiste ad un calo dei finanziamenti annuali che riflette i cambiamenti nella struttura dei programmi governativi, ma la continua violenza ha sollevato dubbi sul fatto che la strategia e l’allocazione delle risorse abbiano tenuto il passo con le condizioni della regione.
Si legge su The Nation:
Di conseguenza, le cifre del bilancio e delle violenze hanno indicato che il conflitto del meridione thailandese non si può risolvere con finanziamenti e operazioni di sicurezza soltanto.
Cinque linee di faglia individuate
Ci sono cinque dimensioni di criticità che sottintendono e che sono:
Reclami storici: tensioni legate al contesto storico della regione e al trattato anglo-siamese del 1909. Governance e amministrazione politica: politiche centralizzate e nazionalismo guidato dallo Stato che hanno influenzato l’identità locale. Identità e religione: il distinto stile di vita malese-musulmano e la necessità di una comprensione culturale più profonda. Struttura economica: allocazione delle risorse e programmi di sviluppo che non sempre corrispondono ai mezzi di sussistenza della comunità. Istruzione: programmi di studio e risorse educative che non riflettono sufficientemente il contesto linguistico e culturale della regione.”
Il giornale conclude che questa ultima ondata di attacchi coordinati deve spingere governo e agenzie di sicurezza a rivedere il loro approccio e a cominciare a protezione e l’applicazione della legge con un lavoro di lungo termine sulle rivendicazioni storiche, sulla comprensione culturale e o sviluppo strutturale.