Nonostante la povertà filippina scenda sotto il 10%, i costi elevati di e i rischi climatici lasciano milioni di famiglie filippine in ansia
Per la prima volta le Filippine portano il tasso ufficiale di povertà sotto il 10%, un obiettivo che per il governo è una prova che milioni di filippini salgono la scala economica.
Eppure per le famiglie come quella di Vhan Castro, c’è una grande differenza tra l’essere considerati come classe media e sentirsi di fatto finanziariamente al sicuro.

Il giovane uomo guadagna una media di 40mila peso al mese, 550 euro al mese, per la sua famiglia di quattro persone con una serie di attività secondarie –dal noleggio di un furgone per i viaggi a lungo raggio alla gestione di un’officina di riparazione veicoli.
Il tasso di povertà filippina è ufficialmente sotto il 10%
Sua moglie che è un’infermiera in Arabia Saudita, ha preso un anno di aspettativa di maternità per la sua famiglia dopo aver dato alla luce il loro secondo figlio due settimane fa. Quindi finché non ritorna a lavorare all’estero alla fine dell’aspettativa, la famiglia dipende solo dalle entrate di Castro.
Secondo i termini di riferimento quelle entrante pongono la famiglia nella classe media. Ma la realtà vissuta, esasperata dai crescenti costi della vita nelle Filippine e dal prezzo dei carburanti, è più complicata.
La coppia è riuscita a mettere da parte qualcosa ma i costi della sanità e le altre preoccupazioni pesano come un macigno su di loro.
“Se non si lavora sodo, è davvero difficile … quando guadagni bene tendi a massimizzarlo perché non durerà per sempre” ha detto l’uomo che non esclude la possibilità per lui e la moglie di emigrare.
Castro fa parte di una coorte in rapida crescita di filippini che hanno superato la soglia di povertà, anche se le difficoltà nazionali e internazionali sollevano dubbi sulla durata di tali progressi.
La portata di questo progresso è diventata più chiara venerdì, quando l’Autorità statistica filippina ha dichiarato che l’incidenza della povertà è scesa al 9,7% nel 2025 –ovvero circa 11 milioni di persone–, rispetto al 15,5%, ovvero 17,5 milioni, del 2023. Era la prima volta che il tasso nazionale di povertà individuale scende a una sola cifra.
Scende anche il numero di famiglie in stato di povertà
Nel frattempo nello stesso periodo la percentuale di famiglie che vive in povertà è scesa anche dal 10,9% al 6,4%.
La pietra miliare giunge ad un mese da quando la Banca Mondiale ha riclassificato le Filippine come paese a reddito medio alto dopo che il suo PIL lordo ha raggiunto i 4850 dollari procapite al di sopra della soglia dei 4636 US$.
Definita come il reddito mensile minimo di cui una famiglia di cinque persone ha bisogno per coprire le spese di cibo di base, alloggio, assistenza sanitaria, istruzione, vestiario, utenze e trasporti, la soglia di povertà nazionale delle Filippine’ è attualmente pari a 14.634 pesos, 237 US$.
Le famiglie che guadagnano di più sono ufficialmente classificate come “non povere”, anche se gli analisti notano che sfuggire alla povertà non equivale ad essere economicamente sicuri.
Sotto la soglia di povertà, ma per quanto?
“Per la prima volta, meno di un filippino su 10 vive al di sotto della soglia di povertà”, ha affermato venerdì in una nota Arsenio Balisacan, capo economista del Paese.
“Raggiungere questo traguardo in anticipo dimostra che ampliare le opportunità economiche, integrate da un’efficace protezione sociale, può fare una differenza significativa nella vita delle persone.”
Balisacan ha affermato che i redditi nominali sono cresciuti di circa il 22% tra le fasce di reddito tra il 2023 e il 2025, indicando guadagni su larga scala nel potere d’acquisto.
Ha tuttavia avvertito che la riduzione della povertà probabilmente rallenterà “nel contesto economico più difficile del 2026”.
“Mentre entriamo negli ultimi anni dell’amministrazione, la nostra priorità è garantire che le famiglie uscite dalla povertà non vi ricadano”, ha affermato.
“Gli sviluppi attuali potrebbero rallentare il ritmo della riduzione della povertà, ma i primi segnali non indicano un’inversione dei progressi da noi conseguiti.”
A luglio, le previsioni economiche hanno evidenziato la fragilità dell’economia filippina, poiché l’incertezza politica ha aggravato le pressioni economiche anche se l’inflazione si è attenuata a giugno.
Gli analisti hanno previsto un forte rallentamento della crescita, causato dall’ansia per i dazi statunitensi e dalle conseguenze dei recenti scandali di corruzione legati ai progetti di controllo delle inondazioni.
Percezione contro realtà
I parametri di riferimento ufficiali contrastano nettamente con il modo in cui si sentono i cittadini comuni.
Un sondaggio condotto dalle stazioni di indagine sociali a fine giugno ha rilevato che il 49 per cento delle famiglie filippine si considera ancora povero, in leggero calo rispetto al 52 per cento di marzo.
Un altro rapporto della Banca Mondiale sulla classe media filippina, pubblicato a giugno, ha inoltre rilevato che circa il 28 per cento della popolazione rischia ancora di ricadere nella povertà, nonostante quello che ha definito “progresso storico” nella riduzione complessiva.
“Secondo il rapporto della Banca Mondiale, una tipica famiglia filippina guadagna appena il necessario per restare al di sopra della soglia di povertà –ma non abbastanza per sentirsi economicamente sicura… Infatti, molte famiglie sono così vicine al limite che un singolo tifone, una fattura ospedaliera o la perdita del lavoro possono riportarle in povertà.”
I cambiamenti climatici e la vita di tanti filippini
Ha aggiunto che il 61 per cento della popolazione è ad alto rischio di disastri legati al clima e che la maggior parte delle famiglie non ha risparmi o assicurazioni su cui contare.
Secondo Michael Ricafort, economista capo della Rizal Commercial Banking Corporation nelle Filippine, i programmi di assistenza sociale governativi –come i programmi di lavori pubblici per i più poveri e i sussidi mirati in denaro durante i recenti shock dei prezzi– hanno contribuito a spingere le famiglie vulnerabili oltre la soglia di povertà.
Anche iniziative sanitarie come la fatturazione a saldo zero negli ospedali pubblici hanno impedito che ingenti spese mediche mandassero in bancarotta le famiglie.
Ma Ricafort ha affermato che questi programmi hanno ampliato il deficit di bilancio del governo e fatto lievitare il debito nazionale.
Per costruire una classe media realmente resiliente entro il 2040, il rapporto della Banca Mondiale afferma che Manila deve abbandonare gli aiuti a breve termine per passare alle riforme strutturali.
Ricafort condivide questo punto di vista, ritenendo che le Filippine abbiano bisogno di soluzioni a lungo termine per garantire che più persone superino la soglia di povertà e rimangano lì.
“Soluzioni più sostenibili e strutturali per far uscire più persone dalla povertà consentirebbero all’istruzione di rappresentare il più grande livellatore,” ha affermato, sottolineando che i programmi nutrizionali sono fondamentali per mantenere i bambini a scuola e prepararli a un lavoro retribuito.
Ha aggiunto che è importante anche attrarre investimenti per espandere la creazione formale di posti di lavoro, oltre a modernizzare le tecnologie agricole e manifatturiere, il che ridurrebbe i costi di produzione, stimolerebbe la competitività globale, contribuirebbe a frenare l’inflazione e a rafforzare la sicurezza alimentare.
Sam Beltran, SCMP